A due giornate dalla conclusione della regular season, siamo ufficialmente entrati nella fase più calda del campionato di Serie C. Le squadre in corsa per giocarsi gli spareggi hanno ancora poche partite a disposizione per definire il proprio posizionamento: se volete sapere cosa significa sognare i playoff, il suggerimento è chiedere all’Arzignano Valchiampo.
La squadra di Daniele Di Donato sta disputando un finale di stagione di grande solidità, facendosi valere anche contro gli avversari sulla carta più ostici e mettendo in campo la grinta e la determinazione necessarie per poter sognare in grande. Sì, perché la vittoria esterna contro l’Inter U-23 della 36^ giornata è solo l’ultimo pezzetto di un puzzle che potrebbe essere completato a breve. Ma andiamo con ordine.
I giallocelesti possono vantare una striscia di imbattibilità che dura ormai da un mese. Nelle ultime cinque partite disputate, infatti, l’Arzignano ha conquistato quattro vittorie e un pareggio per un totale di 13 punti messi in cassaforte: un bottino invidiabile considerata l’attuale situazione nel girone A, che vede ben sette squadre raccolte in appena cinque punti. Nel momento in cui contava di più, Di Donato ha trovato la formula giusta: 47 punti e undicesimo posto in classifica, ora il sogno playoff è più concreto che mai.
Tra i protagonisti della stagione positiva dell’Arzignano non si può non citare Mattia Minesso, capocannoniere della squadra con 9 reti all’attivo. Ma a giocare un ruolo cruciale nell’ormai consolidato assetto tattico dell’allenatore abruzzese sono stati anche gli esterni, ingredienti essenziali della ricetta per centrare l’obiettivo. Il contributo di Edoardo Bernardi e Fabio Cariolato, rispettivamente classe 2003 e 2002, non può e non deve essere sottovalutato: se i veneti possono concretamente sperare in un posto ai playoff, parte del merito è da attribuire anche alle loro prestazioni.
Una marcia in più sulle fasce
Un modulo come il 3-5-2 schierato da Di Donato non può prescindere dall’apporto degli esterni, sia in fase difensiva che in fase offensiva: lo sa bene Edoardo Bernardi, autore di un campionato da incorniciare. I numeri del 23enne veronese sono da capogiro: 5 reti e 8 assist in 35 gare disputate, uno score personale che merita una menzione nella bacheca della stagione dell’Arzignano. Tanta corsa, partecipazione alla manovra e un bagaglio tecnico importante al servizio della squadra, tutte caratteristiche che lo hanno reso un pilastro imprescindibile dell’undici gialloceleste. La sua presenza nella top 11 della 34^ giornata, grazie alla rete siglata nella vittoria esterna contro la Dolomiti Bellunesi, ne rappresenta un’ulteriore conferma.
Altrettanto importante, specialmente nell’ultimo periodo, è stato il proprietario della corsia destra Fabio Cariolato. L’esterno classe 2002 ha disputato un campionato in crescendo, mettendo a segno 2 reti e 3 assist: sua la marcatura decisiva nello scontro diretto contro l’Inter U-23 (tra l’altro, proprio su assist di Bernardi) che ha permesso alla formazione di Di Donato di compiere un altro, fondamentale, passo in avanti verso il possibile colpo grosso del finale di stagione. Resistenza e rapidità, caratteristiche che più lo contraddistinguono, fanno di lui una pedina indispensabile dello scacchiere dell’Arzignano per correre verso i playoff.
Volata finale
Ai giallocelesti restano due impegni a disposizione, la trasferta di Busto Arsizio contro la Pro Patria e la gara interna contro la Pro Vercelli, per sperare di superare in volata almeno una tra AlbinoLeffe e Inter U-23 (rispettivamente a quota 47 e 48 punti) e staccare il pass per disputare la post-season.
Per l’Arzignano, il raggiungimento dei playoff rappresenterebbe il coronamento di una stagione di grande sacrificio e maturità. La squadra di Di Donato non si è accontentata della salvezza, anzi, ha tirato fuori gli artigli e ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter competere anche a un livello più alto. Nel corso del campionato non sono mancati momenti di difficoltà, da cui però i giallocelesti sono usciti rafforzati e consapevoli dei propri mezzi. L’imperativo, ora, è uno solo: crederci fino alla fine.
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