Giovanni Daffara non odia l'estate. Chiedeteglielo pure, ma sappiate che nel rispondervi sarà chirurgico. Lui, il suo sogno, quello di giocare in Serie A, lo ha realizzato il primo di luglio. Lo scorso primo di luglio. Quando, dalla Juventus, è passato a titolo definitivo al Parma. Due squadre che, un po' di tempo fa, avevano già avuto modo di passarsi i numeri uno. Senza scomodare miti... ma il ragazzo di Biella, quando chiamato in causa, ha sorpreso e non poco.

Classe 2004, lega nome, cognome e sogni ai colori bianconero. Sin da bambino, e no, non è una frase fatta. Così è, punto: a 15 anni entra nel mondo Juve. E ci resta per sei anni, vivendone di ogni. Tipo? Tipo l'esordio tra i professionisti, in maglia Next Gen, arrivato il 12 marzo 2023 (a gara in corso, causa espulsione del titolare Raina) sul campo del Novara. Finì 2-0 per gli azzurri, ma l'allora 18enne slalomeggiò la pressione con fare maturo. Fu protagonista di alcuni, ottimi interventi.

L'esplosività, insomma, non gli è mai mancata. Mai gli mancherà. Specialmente perché, da quel momento, le gioca quasi tutte. Fino a diventare titolare fisso nella stagione successiva, dove raccoglie 35 presenze in regular season e 6 ai playoff. L'annata dopo ancora? Redditizia, al solito: gioca sempre e, come se non bastasse, mette 12 clean sheet nel serbatoio. Sì, è pronto per il grande salto. Sì, è pronto per la B.

Ed è pronto anche al calore di Avellino. Eccolo, lo step tanto atteso. Il 25/26 di Daffara è un inno alla gioia: Tudor lo convoca al Mondiale per Club al fianco dei grandi, poi parte e non torna più. In Campania, tra le tante cose, regala agli archivi un episodio alquanto singolare: contro l'Empoli para due rigori a Shpendi. Forte anche lì, ma forte soprattutto nella testa. Parma se ne innamora, la Juve lo lascia andare. Quando? La scorsa estate. Per lui, probabilmente, non è ancora finita...

Due clean sheets consecutivi: a tutto Daffara

1 luglio 2026, dicevamo. Comunicato ufficiale: il Parma acquista Daffara. E lo fa a titolo definitivo, per 5 milioni di euro. La Juve, dalla sua, mantiene solo una percentuale sulla futura rivendita del giocatore, rinunciando alla recompra. Giovanni è crociato dalla A alla Z. Eppure, non spicca subito. Oramai è abituato così: parte dietro nelle gerarchie. Cuesta punta su Corvi e impiega il classe 2004 solo in Coppa Italia, contro la Cremonese.

Come in quel pomeriggio di Novara, parte perdendo. Come da quel pomeriggio di Novara, prosegue conquistando. Con sudore e sacrificio. Una settimana fa l'esordio in Serie A, sotto l'egida del nuovo allenatore Gilardino. E clean sheet nel sacco. Giusto nella serata di lunedì 2 novembre, la prova della svolta contro l'Atalanta. Dove para, eccome se para: compie 6 interventi, serra la porta a chiave, festeggia tre punti che ne valgono sei. Merita tutto e anche di più.

Dalla C alla A: numeri uno per definizione

Non c'è solo lui tra i numeri uno della attuale Serie A con un passato in Serie C. Viene in mente Guglielmo Vicario, che nel 2016 giocava a Venezia in Lega Pro. Fino al 2022: Elia Caprile difendeva i pali della Pro Patria. Ivan Provedel (stagione 13/14), invece, è partito dalla C1 con il Pisa.

Stesso discorso per Wladimiro Falcone, ora al Lecce ma un tempo protagonista in terza serie con le maglie di Como, Gavorrano, Savona, Livorno, Bassano e Lucchese. A dimostrazione di quanto sia dannatamente importante sporcarsi di fatica...

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 12:00
Autore: Edoardo Gatti
vedi letture