Quello di Gabriele Morelli, terzino della Pianese, è un viaggio fatto di ripartenze e sogni realizzati. Da Livorno fino a Torino, sponda Juventus: un percorso ricco di momenti significativi. Intanto, appena pochi mesi fa, ha fatto ritorno nella sua Toscana, destinazione Piancastagnaio, per sposare il progetto della squadra guidata da Andrea Zanchetta: "Ero svincolato dopo le esperienze con Foggia e Trapani e la Pianese è stata la prima squadra a farsi avanti, ho percepito grande fiducia. Voglio dimostrare che ho ancora tanto da dare. Ho trovato una grande famiglia, c'è serenità". 

Un nuovo inizio dopo una stagione caratterizzata da alti e bassi: "Mi è piaciuto giocare a Foggia, anche se ho visto lo stadio pieno solo due volte. Andare avanti senza tifosi non è stato semplice. Allo Zaccheria si respira un'aria da altre categorie". Le origini, tuttavia, riportano come detto a casa, lì dove tutto è iniziato: "La passione per il calcio è nata subito. Da piccolo andavo allo stadio Picchi con mio papà, sono partito dalla gradinata e sono arrivato poi in curva. Esultavo davanti alle magie di Protti e Lucarelli. Ricordo le prime partite in una squadra di Livorno, prima di passare alla Fiorentina. Dopo qualche anno sono tornato a Livorno, dove ho iniziato il mio percorso all'interno della Primavera". 

Tra le varie fotografie della carriera di Morelli c'è, ovviamente, quella dell'esordio in Serie B con il club amaranto. Era il 6 settembre 2015, giorno della sfida con il Pescara: "È stata una bella emozione, tanti compagni erano in Under 21 e Panucci decise di puntare su di me. Avevo anche segnato dopo pochi minuti ma mi venne annullato per fuorigioco. Poi mi è stato detto, da chi lo aveva rivisto, che in realtà era regolare. Mi sono mangiato le mani (ride. ndr)". 

La fiducia aumenta, nonostante un periodo vissuto lontano dal campo a causa di un infortunio al ginocchio. E così arriva anche il primo titolo, durante la stagione 2017-2018, che consegna al Livorno il ritorno in Serie B: "Il club decise di puntare su di me anche dopo la retrocessione. Dopo il primo anno in Serie C arrivò il successo con Sottil in panchina". Una cavalcata trionfale accompagnata anche dalla presenza di Igor Protti, in quel momento club manager: "Igor è stato fondamentale. Era sempre pronto a dare consigli a tutti, per noi non era solo un club manager. Viveva lo spogliatoio, è stato il simbolo di Livorno da calciatore e ancor di più durante quella stagione da dirigente. Ha fatto la differenza". 

Sogni realizzati 

Sogliando l'album dei ricordi si arriva così a un anno, il 2018, che porta al coronamento di un sogno: la chiamata della Juventus. "Era la stagione d'esordio della formazione Under 23, ho lavorato all'interno di strutture importanti.  Mi sono ritrovato più volte ad allenarmi con la prima squadra, era il primo anno di Cristiano Ronaldo". Un incontro che dà vita a un'immagine speciale: "Ho una foto dove lui mi punta, anche se alla fine non l'ho presa (ride, ndr). È una delle cose che porterò sempre con me". 

Non l'unica, però. Il richiamo delle origini, di Livorno, ritorna anche durante il periodo trascorso in bianconero: "Chiellini, che in quel momento era in Nazionale, venne a sapere che avevo firmato per l'Under e mi ero già allenato con la prima squadra. Mi mandò un messaggio per incoraggiarmi, è una persona splendida. Ci siamo rivisti tre anni dopo, io avevo già lasciato la Juventus. Mi ha regalato la maglia di una delle sue ultime partite".

A ritmo di musica 

Vita e calcio, senza provare rimpianti: "Io ho sempre scelto ogni cosa in modo convinto e consapevole, fin dall'inizio. Magari alla soglia dei 30 anni ti capita di ripensare alla direzione che ha intrapreso la tua vita, ma ancora oggi ritengo che questo sport sia sempre stato la mia prima scelta". Tra le figure di riferimento in ambito calcistico ci sono invece due allenatori conosciuti proprio a Livorno: "Dico Sottil e Panucci, che mi ha dato tanti consigli per il ruolo di terzino". 

Intanto fuori dal campo tutto scorre a ritmo di musica: "È uno dei miei più grandi hobby. Ho una console da Dj, sono autodidatta. Da quando sono arrivato a Piancastagnaio sto prendendo inoltre lezioni di chitarra, è uno strumento che mi incuriosisce". Il cuore immerso nei ricordi, la testa rivolta al presente: il viaggio di Gabriele Morelli riparte da qui. 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Rocco Cristarella
vedi letture