In occasione di Cosenza-Sorrento, i rossoblù non solo hanno potuto festeggiare il 3-2 sui rossoneri, ma hanno avuto un motivo in più per celebrare il match grazie al capitano e numero dieci della squadra calabrese: Luca Garritano.
L’ex Inter ha infatti potuto spegnere sulla sua torta ben 400 candeline, corrispondenti alle presenze ufficiali da calciatore professionista. Un traguardo importante, che non tutti possono vantare, raggiunto all’età di 32 anni con la fascia al braccio da capitano, già indossata in questa stagione in altre sette occasioni ma forse questa è la più significativa per celebrare una carriera da professionista con la P maiuscola.
Partendo dal presente, Garritano in questa stagione si sta rivelando l’uomo in più per Buscè: l’ex Rimini ha infatti trovato nel suo numero dieci la mezz’ala perfetta per il suo centrocampo a tre. 27 presenze, 4 gol e 3 assist a testimoniare la centralità del capitano nella squadra.
Fulcro del Cosenza, Garritano è approdato in Calabria la scorsa stagione durante il mercato invernale dal Frosinone. In Serie B con i rossoblù ha chiuso la stagione con 5 presenze e la retrocessione in Serie C, competizione che fino a quel momento non aveva mai disputato.
Un viaggio divino
Quella di Luca Garritano è una carriera lunga, un viaggio quasi interminabile, paragonabile a uno dei percorsi più famosi e significativi della storia italiana: quello di Dante nella Divina Commedia, in cui il poeta attraversa Inferno, Purgatorio e Paradiso. Parallelamente, anche Garritano ha attraversato i tre massimi livelli del calcio italiano: Serie A, Serie B e, infine, la Serie C.
Delle 400 presenze, ben 312 provengono dalla Serie B, accumulate tra Cesena, Modena, Carpi, Chievo, Frosinone e Cosenza. Dopo l’esperienza all’Inter, il classe ’94 inizia la sua avventura in cadetteria con i bianconeri, dove nella stagione 2013/14 chiude trionfante ai playoff contro il Latina, giocando da titolare nella finale di ritorno, in un Cesena in cui figuravano giocatori come Coppola, Defrel e Gagliardini. In Serie A, invece, arrivano solo 6 presenze, portandolo la stagione successiva ad approdare al Modena in Serie B, dove contribuisce alla salvezza della squadra vincendo i playout.
Gli anni all'Inter e l'esperienza Europea
La carriera di Garritano parte in veste nerazzurra, nel club con cui è cresciuto, sebbene sia nato a Cosenza. Prima la Primavera B, poi la Supercoppa, la Viareggio Cup e infine l’esordio professionistico con l’Inter, arrivato però non in Serie A, bensì in Europa League. Nella stagione 2012/13, con Stramaccioni in panchina, durante Neftchi (squadra dell'Azerbaigian)-Inter, gara valida per la fase a gironi, l'allenatore decide al 74’ di sostituire un giovanissimo Philippe Coutinho. Al suo posto? Con la maglia numero 61, un altro giovane trequartista: Luca Garritano.
L’esperienza in nerazzurro continua e nella stessa stagione arriva anche l’esordio in Serie A. Durante Inter-Parma, sempre con Stramaccioni in panchina, al 77’ Garritano sostituisce Schelotto, in un cambio offensivo volto a sbloccare la partita, perfettamente in parità. All’81’, Tommaso Rocchi segnerà il gol che regalerà i tre punti all’Inter. Fatalità del destino? Stramaccioni in quella gara effettua due cambi: il secondo, all’84’, questa volta in ottica difensiva, vede l’ingresso al posto proprio dell’autore del gol, Rocchi, di un difensore 33enne rumeno di nome Cristian Chivu, oggi attuale allenatore dell’Inter.
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