Lo sappiamo, il gioco del calcio sa regalare emozioni fuori e dentro dal campo. L'amore per i colori della propria squadra porta spesso a compiere sacrifici e intraprendere lunghi viaggi. Per ulteriori informazioni chiedere ad Alessandro Aranzulla, unico tifoso del Forlì presente al "Pavone-Mariani" di Pineto lo scorso mercoledì 16 settembre alle 18:30, nonostante il giorno feriale e i quasi 300 km di distanza: "Sono nato e cresciuto a Forlì nel 1968, anche se mio padre era siciliano e mia madre toscana. Nella vita sono un commercialista e questo mi permette, essendo libero professionista, di trovare tempo per seguire la squadra anche nei turni infrasettimanali".

Inizia così la nostra intervista con lui, che prosegue: "La mia passione per il Forlì è nata negli anni '90. Seguo il calcio sin da piccolo, ero tifoso della Fiorentina. Poi un amico mi ha detto che, secondo lui, era importante attaccarsi alla squadra della propria città. Da allora ho iniziato a seguire il Forlì e non l'ho più lasciato, nemmeno nei periodi più bui. I primi tempi non andavo molto in trasferta, poi da circa 27 anni a questa parte ho iniziato a seguire sempre la squadra fuori casa. E devo dire che mi piace molto".

Un attaccamento ai colori biancorossi condiviso con amici e altri tifosi: "A Forlì ci sono vari club, io appartengo al club biancorosso 'Alberto Calderoni', che è stato storico capitano del Forlì, di cui sono stato fondatore. A Pineto, però, non avevo con me lo striscione del club. Sono andato in camper, quindi ho fatto la foto con lo striscione del club 'I Camperisti'". 

 "Al Pavone-Mariani ero solo nel settore ospiti per via dell'orario della partita, gli altri che di solito vengono erano impegnati con il lavoro. Non abbiamo un gran seguito fuori casa, negli ultimi anni non si riesce a creare un gruppo che segua molto. In questo caso potevo solo io, nemmeno la mia compagna, che viene sempre, è riuscita" - ci spiega Aranzulla, la cui passione, come dicevamo, non conosce limiti e confini - "L'anno scorso ho fatto la mia trasferta più lunga, sono andato a Sassari per la partita contro la Torres. Ho preso il treno per Genova, poi il traghetto per Porto Torres e da lì sono andato a Sassari in bicicletta. L'ho voluta gestire io così, mi piace fare un po' queste cose". 

"Il campionato sarà molto difficile, spero in una salvezza tranquilla"

Sulla stagione che attende il Forlì, Aranzulla ha le idee molto chiare: "Quest'anno è un campionato molto difficile, molte squadre si sono rinforzate e ce ne sono tre scese dalla B. Non è facile, anche le neopromosse non sono da sottovalutare, se la giocano. Siamo una squadra molto giovane e con qualità, ma il campionato è lungo. Io sono contento della partenza che abbiamo avuto (Il Forlì ha collezionato 8 punti nelle prime 5 giornate n.d.r.) , ma resto sempre attento perché comunque è un campionato veramente molto complicato.

 E ancora: "Speriamo di chiudere in una posizione tranquilla come lo scorso anno, anche se abbiamo un po' sofferto nel girone di ritorno. Abbiamo tanti giovani e sappiamo che i giocatori giovani a volte danno tante soddisfazioni, altre volte si perdono per strada, non è sempre facile con loro. L'allenatore (Nicola Campedelli n.d.r.) è alla prima esperienza in C, insomma è tutta un'incognita". 

Dall'idolo Calderoni al presente-futuro Petrelli

Più di trent'anni al seguito delle vicende del Forlì, tanti sono stati i calciatori che Aranzulla ha visto vestire la maglia biancorossa, ma sul migliore non ci sono dubbi: "Giocatore del passato a cui sono più affezionato? Alberto Calderoni, che è stato il nostro capitano per 12 anni, la nostra bandiera, è sceso anche di categoria per il Forlì. Di lui abbiamo una gran stima. Quando viene allo stadio, c'è un forte legame d'amicizia. È una brava persona". Guardando al presente e al futuro della squadra, aggiunge: " In rosa ci sono tanti elementi interessanti. La punta di diamante è sicuramente Petrelli, che potrebbe farci fare quel salto di qualità in più, ma ci sono giovani interessanti come CoveriMacrì, invece, non ha sofferto il salto tra D e C. Si è mantenuto a un livello alto anche in Lega Pro".

Infine una battuta sul futuro del suo club di tifosi e sul Forlì in generale: "Bisogna ringiovanire la tifoseria, l'età media è abbastanza alta, non abbiamo ricambio generazionale. Se c'è il sogno di raggiungere la B un giorno? Abbiamo un problema strutturale, di impiantistica non adeguata alla Serie B. La società forse ancora non è pronta perché è molto costoso, ma se riusciamo a fare una buona Serie C siamo ben contenti, la piazza chiede una Serie C dignitosa e fatta bene".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 09:10
Autore: Stefano Cimica
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