Dopo una stagione vissuta, soprattutto nel girone di ritorno, a rincorrere l'Arezzo, squadra vincitrice del girone B, alla fine l'Ascoli è riuscito a raggiungere comunque l'obiettivo: promozione in Serie B, grazie a un cammino straordinario ai playoff, culminato nella doppia finale vinta con l'Union Brescia. Dopo l'1-1 dell'andata al Rigamonti, decisivo il 3-0 al Del Duca grazie alle reti di Rizzo Pinna, Silipo e Milanese.
Il successo ai danni della squadra lombarda non rappresenta solo il ritorno in B dopo due anni di attesa, ma certifica anche un aspetto che per molti era evidente già da tempo: il calcio di Francesco Tomei diverte e fa divertire. Una chance, quella che lo scorso giugno l'Ascoli gli ha offerto, che l'allenatore classe 1972 ha saputo sfruttare benissimo dopo l'ultima stagione (più che positiva) alla guida del Picerno.
Un 4-2-3-1 che è diventato un marchio di fabbrica di tutta la stagione, facendo della squadra bianconera un collettivo in grado di vincere la palma di miglior difesa dell'intero girone, prima dell'avventura ai playoff. Grazie, ovviamente, anche ai singoli. Da D'uffizi a Gori, coppia da più di 25 gol in due, con il primo che, semmai ce ne fosse bisogno, ha contribuito alla causa anche con molti assist vincenti. E poi Milanese, centrocampista scuola Roma con il vizio del gol. Insomma, unità di intenti al servizio di un Ascoli che ci ha sempre creduto.
La stessa cosa che ha fatto Tomei che, in conferenza stampa, anche quando la Serie B sembrava irraggiungibile, non ha mai nascosto di credere a quella che oggi, a tutti gli effetti, è un'impresa. Quella realizzata da un allenatore che aspettava solo l'occasione giusta per confermare il proprio valore dopo le stagioni alla guida di Monopoli e Picerno e che forse, solo in parte, avevano fatto venir fuori le doti di Tomei. Quel Tomei che oggi si gode la festa e che, gioco forza, scrive il proprio nome nella storia dell'Ascoli.
Profilo basso e pedalare
Arrivato, come detto, la scorsa estate in punta di piedi e con l'obiettivo (non semplice) di riscattare la stagione dell'Ascoli chiusa da 15^ in classifica, la squadra ha dato sin dal ritiro di Cascia l'impressione di seguire il nuovo allenatore. A Tomei va il merito di aver creato un gruppo coeso, pronto ad andare in battaglia con lui ogni weekend. Un vestito tattico che ai bianconeri è calzato a pennello da subito, ma capace di cambiare a seconda di avversario e uomini a disposizione.
Da ex difensore, è dal reparto arretrato che questo Ascoli ha costruito la sua promozione, un aspetto che per Tomei non è mai stato in secondo piano. Profilo basso, lavoro e unità di intenti...e una rarità dalle parti del Del Duca: era infatti dalla stagione 2021/2022 che un allenatore non completava la stagione alla guida del club bianconero, con Andrea Sottil. Anche questo è un piccolo grande record.
"Alleno grazie a Di Francesco"
Esperienza, tanta. Ma non sempre da allenatore in prima. Prima di decidere di mettersi "in proprio", Tomei è stato per dieci anni il vice di Eusebio Di Francesco: le promozioni vissute in prima fila di Sassuolo e Pescara, l'avventura a Roma e il quarto di Champions ribaltato all'Olimpico contro il Barcellona.
In un'intervista del 2019 rilasciata ai colleghi de IlCentro, Tomei aveva già le idee chiare: "Alleno grazie a Eusebio Di Francesco, è lui che mi ha fatto venir voglia di mettermi in gioco". E ancora alla ricerca di chi gli desse fiducia, sperava in "un posto e una squadra che abbiano persone di valore e che trasmettano valori". Ad Ascoli, l'impressione, è che tutto ciò sia stato trovato.
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