A fine partita, le lacrime. Quelle di chi, nonostante tutto, sa di aver dato tanto. Giovanni Tedesco, allenatore del Perugia, non ha certo nascosto l'emozione al termine della partita contro il Forlì. Il pareggio conquistato in Romagna ha garantito ai biancorossi la permanenza diretta in Serie C.
Tutto fuorché scontata, specialmente considerato l'inizio negativo dei biancorossi. Che hanno iniziato la stagione sotto la supervisione di Vincenzo Cangelosi, che è poi proseguita con Braglia al timone, e che è infine terminata nel segno della grande bandiera umbra. Subentrato all'undicesima giornata dopo il doppio esonero dei suoi predecessori e capace, seppur faticosamente, di raddrizzare la sorte del gruppo.
Prima del suo arrivo, il club stava attraversando una crisi d'identità e di risultati: dieci partite, sette sconfitte. Consecutive, per giunta: un record storico negativo. Quindi, la necessità di ripartire da zero, affidandosi a una figura ben conosciuta all'interno dell'ambiente. Il classe '72, 21 anni dopo l'ultima volta, torna a varcare i cancelli del Curi. E bene, anche.
Convince subito contro il Livorno, infila altri quattro risultati utili consecutivi, rivitalizza il gruppo e i suoi singoli. Successivamente, inciampa tre volte ma non molla e stringe i pugni. Segno di vittoria: spezzerà il digiuno battendo il Forlì 4-0. Proprio il Forlì, sì: la stessa squadra che, un girone più in là, chiuderà il cerchio. Nel mezzo quattro successi e 23 punti, che hanno un peso specifico non indifferente. Sono salvezza.
I numeri del Perugia
Dunque, ricapitoliamo. Tedesco, da quando è subentrato al tandem Cangelosi-Braglia, ha messo insieme 35 dei 38 punti complessivamente ottenuti dal Perugia. Totale delle partite dirette: 27. Ne ha vinte otto, con ben 11 pareggi. Si può affermare tranquillamente che la squadra sia migliorata sotto ogni aspetto. Prima di lui, aveva segnato 6 reti subendone 17. Ha concluso con 38 gol realizzati e 44 subiti.
I biancorossi sono passati da 0.6 gol di media segnati a 1.1, migliorando anche le percentuali nella sua metà campo. Prima incassava 1.7 gol, poi uno preciso. Altro dato a favore dell'operato di Tedesco? I punti recuperati da situazione di svantaggio: ben nove. E non sono affatto pochi.
Futuro
Daniele Montevago è presto diventato riferimento di una squadra che, in fondo, non ha mollato la presa. In linea con quanto auspicato da Tedesco. L'ex Samp ha ricambiato la fiducia, raggiungendo i 10 centri stagionali per il secondo anno consecutivo. Dietro di lui Luca Bacchin, a quota 5 gol. L'ultimo, il più importante contro il Forlì.
E adesso? Non vi è certezza del domani. Dopo la partita di domenica, 26 aprile, l'allenatore è stato molto chiaro: "Il pensiero di andare via mi è passato per la mente. Per amore della piazza sono venuto quasi gratis, quindi non è una questione economica. Per lavorare devo sentirmi voluto e apprezzato, devo capire se dall’altra parte c’è la stessa fiducia e volontà. Ma credo che io non farò parte del Perugia. Devo capire i programmi del club". Parole che sanno di canto del cigno, per un uomo che - in quelle lacrime postgara - ha indirettamente lasciato un messaggio di resilienza.
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