La Sambenedettese si aggiudica il derby con la Vis Pesaro e complice la sconfitta della Torres ad Arezzo, supera i sardi e conquista la salvezza diretta: i rossoblù restano in Serie C. La permanenza conquistata proprio a Pesaro, all'ultim giornata, chiude un cerchio aperto proprio contro i biancorossi, ma a San Benedetto del Tronto: era il 14 agosto, primo turno di Coppa Italia Serie C e la Samb, all’esordio in gare ufficiali, superava 2-0 la squadra di Stellone nell’entusiasmo del Riviera delle Palme. Dalla Vis Pesaro a Pesaro: la società del presidente Massi può tirare un sospiro di sollievo per un traguardo insperato fino a qualche settimana fa, arrivato al culmine di un’annata sofferta e travagliata, con luci (poche) e ombre (tante). I rossoblù raggiungono l’obiettivo minimo stagionale e si garantiscono un altro anno tra i professionisti.
Eppure l’inizio di campionato era stato positivo e lasciava presagire una stagione più tranquilla: vittoria con il Bra all’esordio (1-0) e 14 punti nelle prime 8. Intanto arriva il 26 ottobre, data cerchiata in rosso sul calendario da tutto il popolo rossoblù: è il giorno dell’attesissimo e sentitissimo derby con l’Ascoli, che manca da ben 40 anni. I bianconeri vincono 1-0 al "Del Duca", ma il destino propone la rivincita 3 giorni dopo in Coppa Italia Serie C e stavolta sono i rossoblù a prevalere (2-1) e a eliminare la squadra di Tomei dalla competizione regalandosi un pomeriggio magico e scrivendo una pagina di storia del club.
Il successo contro il “Picchio”, che avrebbe dovuto essere un trampolino per una Samb giovane, sbarazzina e in piena zona playoff, si trasforma però in un boomerang. I marchigiani entrano in un tunnel negativo e a farne le spese è l’allenatore Ottavio Palladini, sambenedettese doc e simbolo rossoblù. La società decide di puntare su Filippo D’Alesio, reduce dall’esperienza al Rimini, conclusa con l’esclusione dal campionato dei biancorossi, che però non riesce a risollevare la squadra. I rossoblù non vincono più (4 pari e 6 sconfitte da metà ottobre alla fine dell’anno solare) e scivolano in classifica chiudendo il girone di andata al 15º posto con 18 punti. A preoccupare è soprattutto il rendimento in casa, al "Riviera delle Palme" dove nonostante il calore, la passione, il tifo incessante del popolo rossoblù, i marchigiani non riescono più a conquistare i 3 punti.
Ad inizio febbraio lo 0-2 di Forlì spezza finalmente il digiuno di vittorie ma resta è un caso isolato. Le due sconfitte casalinghe con Perugia e Torres in due fondamentali scontri diretti per la salvezza pesano come un macigno e sono fatali a D’Alesio e poi a Marco Mancinelli, subentrato per un breve interregno durato 2 partite. La Samb sprofonda in classifica e vede il baratro dei playout. Intanto la rivoluzione tecnica prosegue con l’addio del ds Stefano De Angelis e l’arrivo in dirigenza di Roberto Mussi.
SAMB, LA SVOLTA CON BOSCAGLIA
In panchina la Sambenedettese decide di affidarsi a Roberto Boscaglia, allenatore esperto che nel corso della sua carriera ha vinto 2 campionati di Serie C con Trapani e Virtus Entella, ha condotto l’Ancona alla salvezza in terza serie e può vantare più di 50 panchine in Serie B. L’ex Foggia accetta la sfida con entusiasmo, nonostante il rischio retrocessione e un calendario in salita, ma anche con l’esperienza e la consapevolezza di chi conosce la categoria e sa come si fa. L’avvio per l’allenatore siciliano non è dei migliori: 1 solo punto nelle prime 3 e la pesante sconfitta con l’Ascoli nel derby di ritorno del “Riviera”, gelato dal gol di Corazza a ridosso del 90'. Una delusione, una beffa che unito a un ruolino di marcia negativo, che avrebbe potuto affondare tante squadre ma non la Samb che invece reagisce. Con il passare delle giornate inizia a vedersi la mano e il lavoro dell’ex Palermo e Foggia: Boscaglia riesce a dare solidità, compattezza e ordine alla Samb ma non a risolvere la sterilità offensiva dei rossoblù che faticano terribilmente a rendersi pericolosi e a trovare la via del gol (uno dei peggiori attacchi di tutta la Serie C).
I rossoblù non sbagliano gli scontri diretti (2 vittorie con Guidonia e Pontedera) e strappano il pari con Ternana, Arezzo e Pineto, tutte squadre che navigano nei piani alti. La Samb non riesce a migliorare la sua classifica e a guadagnare posizioni ma rimane agganciata a Perugia e Torres. I marchigiani sembrano condannati ai playout ma un mattoncino alla volta riescono a raggiungere la meta. Saranno 13 i punti conquistati sotto la gestione Boscaglia, un bottino che consente ai Eusepi e compagni di superare all’ultima curva la Torres, di evitare le sabbie mobili dei playout e di acciuffare la salvezza. Sulla permanenza in Serie C della Samb c'è impressa la firma di Roberto Boscaglia che si è calato perfettamente nella realtà Sambenedettese. L’allenatore siciliano ha sempre avuto fiducia nelle possibilità di raggiungere la salvezza diretta e in conferenza stampa ha già dichiarato che sarebbe disposto a restare anche nella prossima stagione: “Questa avventura con la Samb è importante per me e spero possa continuare il più a lungo possibile. Le esperienze contano sempre, indipendentemente dall’esito”. Ora però Boscaglia e il club rossoblù vogliono solo godersi il raggiungimento della salvezza, per parlare di futuro ci sarà tempo.
I PROTAGONISTI
Inevitabile partire dall’eterno Umberto Eusepi. Il capitano e capocannoniere rossoblù a 39 anni ha segnato ben 9 gol e ha trascinato i marchigiani all’obiettivo salvezza. Eusepi si è preso la squadra sulle spalle nei momenti più difficili, con la sua esperienza e i suoi gol ma anche con le sue dichiarazioni, da vero leader e uomo spogliatoio, come quelle dopo la gara con il Pontedera: “Raggiungere la salvezza varrebbe come vincere la Champions League. Più importante la sfida con la Vis o quel Foggia-Pisa deciso da un mio gol che valse la B? Direi la prima. A Pisa ero giovane, qui mi sento parte integrante della città e del suo pubblico", parole che testimoniano il legame tra Eusepi e la piazza rossoblù che ha sempre avuto un debole per i giocatori di carattere, personalità e sacrificio, che danno tutto quello che hanno in campo, proprio come l'attaccante classe 1989.
Nel corso della stagione con l’assenza dell’ex Perugia e Alessandria la fascia è passata sul braccio di Kevin Candellori, vice-capitano rossoblù, titolare inamovibile per tutti e 4 allenatori che si sono succeduti sulla panchina rossoblù. Centrocampista box to box, Candellori ha abbinato sostanza e qualità con un certo vizio del gol: 6 i centri per l’ex Campobasso, elemento imprescindibile per i marchigiani. Un ruolo decisivo lo ha giocato anche il pubblico del “Riviera delle Palme”, che nell’arco della stagione si è dimostrato il 12º uomo in campo e non ha mai smesso di sostenere e incitare i rossoblù anche nei momenti più difficili. Eusepi, Candellori e il pubblico del "Riviera": certezze di una Samb chiamata ora a ripartire, a ricostruire e programmare la prossima annata, con l’obiettivo di non ripetere gli errori commessi, evitare tutta la sofferenza, i patemi e la confusione di questa stagione e di provare a crescere e migliorare.
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