Vado festeggia e lo fa in grande stile. Una città intera è scesa in piazza per celebrare un traguardo che per decenni è sembrato un miraggio: il ritorno nel calcio dei professionisti. Dopo un’attesa infinita, durata ben 78 anni dall’ultima apparizione in Serie C datata 1947-1948, il club che vinse la prima Coppa Italia torna finalmente nella categoria che più gli compete.
Il volto principale di questo successo è indubbiamente quello di Marco Sesia. Subentrato il 9 dicembre 2025 a Giorgio Roselli, in un momento in cui la squadra occupava già i vertici ma necessitava di una scossa per compiere il salto definitivo, Sesia ha saputo gestire la pressione con la calma dei grandi. Non era facile ereditare una squadra costruita per vincere, ma il tecnico torinese ha dimostrato fin da subito di avere la stoffa giusta per quel ruolo, senza stravolgere gli equilibri.
Con un ruolino di marcia impressionante, caratterizzato da una media punti altissima, 2,13 nelle prime 16 gare della sua gestione, Sesia ha trasformato lo stadio Chittolina in un fortino inespugnabile. La sua capacità di adattamento tattico, pur partendo da un’idea di base legata al 4-3-1-2 a rombo, è stata la chiave di volta della stagione, permettendo ai rossoblù di essere imprevedibili e dominanti contro ogni avversario.
Questa promozione non è solo un successo sportivo, ma una vera e propria consacrazione per un allenatore che ha masticato calcio a tutti i livelli, dai settori giovanili d'élite del Torino fino alle battaglie più dure della Serie D. Per Sesia, Vado rappresenta oggi il punto più alto di una carriera fatta di competenza, studio e tanta gavetta.
Il fantasma di Barletta e la rivincita sul destino
Per Marco Sesia, questo trionfo ha anche il sapore dolce della rivincita personale contro i fantasmi del passato. Molti ricordano ancora la sua esperienza al Barletta nella stagione 2014-2015. In quella circostanza, Sesia stava guidando la squadra con dignità in un contesto societario difficile, prima di essere esonerato a marzo per fare posto a Ninni Corda.
Sappiamo bene come finì quel capitolo per il club pugliese: un declino tecnico e morale che portò al fallimento societario dopo l'avvicendamento con Corda. Oggi, a distanza di anni, la storia rende giustizia a Sesia, che ha saputo rialzarsi da quegli eventi e dimostrare il proprio valore riportando il Vado in Serie C dopo 78 anni di attesa.
Il capolavoro tattico: così Sesia ha dominato la stagione attuale
Il trionfo del Vado in questa stagione 2025-2026 porta la firma tattica indelebile del 4-3-1-2 con il rombo a centrocampo, modulo che Sesia ha saputo plasmare sulle caratteristiche dei nuovi innesti. L'inserimento a stagione in corso di profili esperti come Simone Raffini, reduce da 14 reti l'anno precedente, e l'esplosività di Enock Barwuah hanno garantito un potenziale offensivo senza eguali per la categoria. La squadra ha trovato un equilibrio perfetto, alternando goleade, come il pesantissimo 6-0 rifilato alla NovaRomentin, a vittorie di carattere che hanno stroncato ogni speranza di rimonta del Ligorna.
Fondamentale è stata la gestione del gruppo ereditato da Roselli, che Sesia ha saputo motivare fin dal primo giorno, ottenendo una disponibilità totale. Con una difesa d'acciaio guidata da esperti come Messina e Gulinelli e un centrocampo di qualità orchestrato da Nicola Ciccone, il Vado ha mantenuto una costanza di rendimento. Dopo quasi ottant'anni di attesa, la promozione in C del Vado è finalmente arrivata, e porta il nome di un condottiero che non ha mai smesso di credere nel lavoro, Marco Sesia.
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