Il Foggia retrocede in Serie D per la prima volta sul campo nella sua lunga e gloriosa storia ultracentenaria. Un momento buio per il club che però è lo specchio di quanto accaduto negli ultimi 13 mesi, dai playout della stagione 2024/2025.
I rossoneri arrivano 17esimi in campionato: nel girone C si disputa solamente un playout a causa delle esclusioni di Turris e Taranto e lo spareggio è tra Foggia e Messina. L'andata termina 0-0, al ritorno allo Zaccheria i rossoneri possono contare su due risultati su tre. La decide Emmausso che regala ai pugliesi la salvezza.
Nello stesso mese in cui il Foggia si salva, l'attenzione passa anche a vicende extracampo. A maggio del 2025 la Polizia di Stato dà esecuzione alla misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria adottata dal Tribunale di Bari nei confronti della società nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari su presunte minacce di matrice mafiosa ai danni dei vertici societari. E' notizia di questi giorni poi la richiesta di proroga dell'amministrazione giudiziaria.
Questa stagione, invece, sotto la gestione dell'oramai ex presidente Canonico parte tra alti e bassi. Il Foggia subisce sei gol dal Catania alla prima partita di campionato e conquista solo 4 vittorie nelle prime 18 giornate navigando nei bassifondi della classifica. A novembre Delio Rossi viene esonerato.Al suo posto Canonico sceglie Enrico Barilari. L'ex Sestri Levante riesce a risollevare parzialmente i rossoneri che restano invischiati nella zona rossa.
Lo storico passaggio di proprietà a Casillo
Il 2026 del Foggia si apre con il cambio di proprietà da Canonico a Casillo. Un passaggio di consegne che profuma di storia e ambizione: il club rossonero passa nelle mani del figlio dell’indimenticabile "Re del Grano" Pasquale, e di Giuseppe De Vitto, giovani imprenditori che stavano già facendo bene alla guida dell’Heraclea, in Serie D.
Per Gennaro Casillo, ovviamente, non è stato solo un investimento, ma un ritorno a casa carico di significati profondi. Il suo nome riporta inevitabilmente la memoria agli anni d’oro, quando papà Pasquale, tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, trasformò una "provinciale" nel laboratorio calcistico più ammirato d’Europa: il Foggia dei Miracoli. Sotto la guida di Zdenek Zeman, quella squadra salì fino ai vertici della Serie A, scardinando i polverosi dogmi del catenaccio italiano a suon di 4-3-3, gradoni e follia creativa.
Le dieci sconfitte di fila e gli esoneri in succesione
La quiete prima della tempesta, si suol dire. La prima partita dell'era Casillo-De Vitto è emozionante. In città si ricrea l'entusiasmo, lo Zaccheria torna a riempirsi e ospita il Giugliano allenato da Eziolino Capuano. La super doppietta di Petermmann da calcio di punizione fa impazzire i tifosi rossoneri, il gol di Egharevba riapre la gara. Al 97' viene assegnato un calcio di rigore per il Giugliano, ma Perucchini para dagli 11 metri e regala 3 punti da favola. Da lì, il disastro con i rossoneri che subiscono 10 sconfitte consecutive in campionato. Dal Latina al Benevento, il Foggia sprofonda in classifica. Successivamente arrivano lo 0-0 con la Cavese e poi la vittoria di misura contro il Trapani, che riaccendono una piccola speranza.
Da febbraio in poi la stagione del Foggia si complica sempre di più. Ne fa le spese Barilari, sostituito da Cangelosi, ex vice di Zeman che però dopo neanche una settimana rassegna incredibilmente le sue dimissioni. Si dirà dispiaciuto ma consapevole che non sarebbe riuscito a fare meglio dei propri predecessori. Il sostituto è l'ex Torres Pazienza che però non riuscirà a rivitalizzare i rossoneri che vedono spalancarsi l'incubo della D. La dirigenza lo esonera ad aprile dopo la sconfitta contro il Monopoli e per l'ultima gara di campionato contro la Salernitana opta per il ritorno di Barilari che chiude la stagione. Una mossa della disperazione che però non darà i frutti sperati: il Foggia retrocede, la Serie D è realtà.
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