“La miglior difesa è l’attacco” recita uno dei principi strategici più conosciuti nel mondo del calcio. La realtà dei fatti, tuttavia, ci insegna che non sempre è davvero così: per saperne di più, basta chiedere all’Union Brescia di Eugenio Corini. La formazione lombarda, grande protagonista del girone A, ha terminato la regular season da seconda forza alle spalle del Vicenza da record di Fabio Gallo, potendo vantare come principale punto di forza proprio la difesa.

Il dato più sorprendente della stagione dell’Union Brescia, infatti, è proprio quello relativo alle reti subite. La formazione di Corini ha subito solamente 24 reti in 38 partite disputate, un numero che salta subito all’occhio: si tratta infatti della difesa meno battuta del girone A e della seconda meno battuta di tutta la Serie C, alle spalle del solo Ascoli (a quota 23) e a pari punti con l’Arezzo di Bucchi promosso in Serie B. L’allenatore bresciano – che aveva già guidato la squadra dal 2018 al 2020 e successivamente nel 2022 – è stato capace di plasmare una squadra dotata di un’identità ben precisa, che fa della solidità difensiva il proprio pane quotidiano.

Che la compattezza e la solidità del reparto arretrato siano state il mantra dell’annata dei biancoazzurri lo si evince anche dal risultato ottenuto al primo impegno dei playoff. Entrato in corsa dal secondo turno della fase Nazionale, in virtù dell’ottimo posizionamento ottenuto in regular season, l’Union Brescia ha superato il Casarano con un secco 3-0 in trasferta, per poi gestire il vantaggio nel match di ritorno e accedere alla Final Four grazie a un pareggio per 0-0. Anche la squadra di Di Bari, protagonista di una stagione da incorniciare e reduce da ottimi risultati (dall’1-5 di Cosenza alla rimonta da 0-2 a 3-2 contro il Renate), non è riuscito a penetrare nel muro eretto da Corini.

Il prossimo avversario dell’Union Brescia sarà la Salernitana di Serse Cosmi, in una “sfida nella sfida” tra due allenatori che hanno vissuto da protagonisti anche la Serie A. Una semifinale playoff che promette spettacolo, punto d’incontro tra due squadre con filosofie di gioco diverse ma accomunate da un solo grande obiettivo. Ora, per superare i campani e staccare il pass per la finale, servirà un’altra prestazione magistrale sotto il profilo difensivo. Appuntamento fissato per domenica 24 maggio in un Arechi che si prospetta caldissimo, dove subire il meno possibile potrebbe fare davvero la differenza.

Una difesa di protagonisti: dall’ex Juventus Sorensen all’esperienza di Rizzo, Silvestri e Pasini

Eugenio Corini ha costruito la propria idea tattica sull’ormai consolidato 3-4-2-1, modulo in cui i difensori centrali ricoprono un ruolo cruciale e decisivo. Come volevasi dimostrare, a fare la differenza nello scacchiere dell’allenatore bresciano sono stati proprio i componenti del pacchetto arretrato, a partire da Alberto Rizzo. Il classe 1997 è stato il difensore maggiormente impiegato nel corso della stagione, grazie alla propria esperienza maturata negli anni tra Serie C e Serie B. Rizzo è stato infatti protagonista di una promozione diretta conquistata nella stagione 2018/2019 con la Juve Stabia, oltre ad aver già disputato i playoff in maglia Foggia (per due anni consecutivi, 2022 e 2023) e in maglia Feralpisalò nel 2025. Un giocatore affidabile ed esperto, su cui puntare per centrare subito il ritorno in Serie B dopo la retrocessione della passata stagione.

Tra i fedelissimi di Corini anche Frederik Sorensen, classe 1992 con un passato alla Juventus tra giovanili e prima squadra: per lui 17 presenze in maglia bianconera tra il 2010 e il 2012, impreziosite da un assist ad Alessandro Matri in un Juventus-Inter. Da non dimenticare, poi, le altre due esperienze in Serie A con Bologna e Verona. Il 34enne danese, soprannominato Ice-Man non solo dalle parti di Brescia, ha messo il proprio bagaglio tecnico al servizio della squadra e si è rivelato un elemento indispensabile della rosa. Lo stesso vale anche per Luigi Silvestri e Nicola Pasini, già protagonisti ai playoff con le maglie rispettivamente di Avellino e Vicenza-Feralpisalò. La dirigenza del club ha deciso dunque di puntare su profili esperti, con numerosi trascorsi in Serie C (e agli spareggi) per mettere nel mirino il salto di categoria: una scelta che, per il momento, sta portando i propri frutti.

Una tradizione di grandi difensori: dall’epoca d’oro di Mazzone alla Serie B con Corini

L’annata 2025/2026 è stata solamente l’ultima in cui, a Brescia, il reparto arretrato è stato in grado di fare la differenza. Ai tifosi biancoazzurri e ai grandi appassionati di calcio non possono che tornare in mente le stagioni in Serie A dal 2000 al 2004, con Carletto Mazzone in panchina e la coppia difensiva dei record composta dallo “Sceriffo” Vittorio Mero e da Fabio Petruzzi. Un’epoca d’oro per il Brescia, impreziosita dall’ottavo posto nella massima serie della stagione 2000/2001 e dal raggiungimento della finale di Coppa Intertoto contro il PSG, momento scolpito nella memoria del club lombardi. Ai biancoazzurri non bastò la rete su rigore di Roberto Baggio: il risultato complessivo del doppio confronto fu di 1-1 (pareggio interno dopo lo 0-0 dell’andata), non sufficiente per sollevare il trofeo.

Facendo un ulteriore passo indietro nel tempo, questa volta di 16 anni, si arriva alla stagione 1984/1985, quando il Brescia di Chiodini, Giorgi, Melotti e Maritozzi conquistò la vittoria del girone A di Serie C1 concedendo appena 20 reti. In tempi più recenti, invece, non si può non menzionare la stagione 2021/2022, terminata al quinto posto in Serie B con 35 gol subiti e in panchina proprio Eugenio Corini. Nel corso degli anni, sono stati numerosi i difensori in grado di lasciare il segno dalle parti del “Rigamonti”: dai già menzionati Mero e Petruzzi ai grandi protagonisti delle ultime stagioni in Serie B come Adorni, Cistana e Mangraviti. Il sogno dei biancoazzurri non è ancora terminato: ora nel mirino c’è proprio il ritorno in Serie B, un ritorno che porterebbe impresso il marchio a fuoco del reparto arretrato.

Sezione: News / Data: Gio 21 maggio 2026 alle 20:30
Autore: Filippo De Zottis
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