L'unione fa la forza, come nella vita così nel calcio. Poco da aggiungere, un detto non facilmente smentibile. La stagione dell'Ascoli è stata plastica rappresentazione di ciò. La vittoria dei playoff da parte dei bianconeri affonda le radici nella forza di un gruppo senza gelosie né invidie, formato da giocatori tutti dello stesso livello, posti su uno stesso piano dall'allenatore Tomei, in grado di valorizzare al meglio le caratteristiche dei singoli in funzione del collettivo e tenere sempre alta la concentrazione dei suoi ragazzi. Ed ecco che anche chi ha giocato meno è riuscito a scrivere un pezzo di storia del club marchigiano: Tommaso Milanese e Simone Corazza ne sono un esempio.
Incisivi nei momenti più importanti della stagione, il centrocampista e l'attaccante bianconeri si sono sempre fatti trovare pronti quando chiamati in causa, pur senza essere "uomini-copertina" di questa squadra, anzi, spesso subentrando a gara in corso. Veri e propri jolly (o joker) nel mazzo di Tomei, che, a suon di prestazioni e gol dal peso specifico incommensurabile, si sono guadagnati di diritto un pezzo di cuore della tifoseria ascolana.
Dalla rete di Milanese il 26 ottobre scorso nel derby di andata vinto per 1-0 contro la Sambenedettese, al rigore di Corazza al 90' + 10 nello scontro diretto contro l'Arezzo vinto per 1-2, passando per il derby di ritorno del 4 marzo vinto 0-1 al "Riviera delle Palme" grazie a un colpo di testa del Joker bianconero a tempo quasi scaduto, fino alla rimonta targata ancora Milanese nei minuti di recupero della partita contro la Vis Pesaro e alla vittoria per 1-0 nell'ultima in casa contro il Guidonia a firma sempre dell'ex Roma. E poi la rete del 3-0 sempre del classe 2002 in finale playoff contro il Brescia. Gol pesantissimi (che hanno portato un totale di 15 punti) e sliding doors che hanno di fatto permesso all'Ascoli di continuare a rincorrere l'Arezzo e sognare la B, centrata poi passando dalla porta secondaria dei playoff.
Una stagione che i due bianconeri non dimenticheranno facilmente: quella, probabilmente, della consacrazione per Milanese, del rilancio per Corazza. Giocatori diversi per ruolo e caratteristiche, ma accomunati da un stesso compito assegnato loro dal destino. Essere "one season heroes" e rendere concreti i sogni di un popolo che non smetterà mai di ringraziarli.
TRA INSERIMENTI, GOL E...CUCCHIAI: MILANESE, UNA STAGIONE DA FAVOLA
42 presenze, record personale di gol (11) ed emozioni a non finire. Una stagione da sogno per Milanese, che, però, per essere raccontata necessita di un salto indietro nel tempo. 10 maggio 2024, Ascoli-Pisa 2-1, ultima giornata di Serie B: i bianconeri retrocedono in Serie C dopo una stagione difficile ed escono contestati dai fischi assordanti del Del Duca. Tra loro anche Tommaso Milanese, che quest'estate però ha deciso di (ri)scegliere Ascoli per, parole sue, "ripagare il debito con la piazza". Risultato? Conto saldato con interessi.
Centrocampista dinamico e d'inserimento, Tomei lo ha impiegato sia al fianco di Damiani nel suo 4-2-3-1 che sulla trequarti. Spesso titolare nella prima parte della stagione, più alternato con Corradini e meno impiegato dall'inizio nella seconda parte di campionato, il classe 2002 ha sempre saputo rendersi utile alla causa comune e mettersi a disposizione dell'allenatore con umiltà, diventando un fattore chiave anche dalla panchina. Lo si potrebbe chiamare "effetto milanese".
Nelle ultime quattro di regular season l'ex Cremonese è andato a segno per ben tre volte, l'ultima (nella partita contro il Guidonia) addirittura dopo appena due minuti dal suo ingresso in campo. Nei playoff suo il gol del 4-0 contro il Catania in casa. E poi ci sarebbe la rete che ha deciso quella che ad Ascoli viene considerata "la partita". Cucchiaio a battere Orsini dopo un'azione quasi tutta di prima e gol decisivo per la vittoria del primo dei tre derby stagionali contro la Sambenedettese, l'unico al Del Duca, dopo 39 anni dall'ultimo incrocio tra bianconeri e rossoblu. Per chiudere in bellezza, anche la rete che ha fissato sul 3-0 la finale playoff di ritorno contro l'Union Brescia. Un'autostrada verso la gloria eterna, via di fuga certa da una "damnatio memoriae" che Milanese non avrà mai dalla gente di Ascoli.
CORAZZA E QUEL SORRISO (DA JOKER) RITROVATO
Stagione iniziata da comprimario, finita da eroe. Si potrebbe riassumere così il campionato di Simone Corazza detto "Joker". Un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, tra i "top scorer" di categoria, con più di 100 gol in Lega Pro e quindici anni di carriera alle spalle, ma ancora in grado di essere determinante quando si alza la posta in gioco. Magari non più con un ruolo da protagonista principale, ma mai facendo mancare il suo contributo. Solo 12 presenze in stagione, ma impreziosite da 4 gol, di cui due importantissimi. Però, è bene partire dal secondo centro stagionale.
Rete su rigore che, lo scorso 12 ottobre, sancì la vittoria per 5-0 contro il Pontedera e vide il ritorno di Corazza sul tabellino dei marcatori in campionato dopo più di nove mesi. Un gol apparentemente inutile ai fini della conquista dei tre punti, ma festeggiato con grande foga dall'attaccante ex Cesena. Corsa sotto la curva e abbraccio con i componenti della panchina entrati in campo a esultare con lui. Tutta la gioia liberatoria di un attaccante che riesce a superare un momento di difficoltà (compreso dai propri compagni), tornando al gol e ritrovando quel sorriso (da Joker) che mancava da un po'. Ricordate il primo paragrafo? L'importanza di avere un gruppo forte.
Il resto, possiamo dirlo, è storia. Rete contro la Sambenedettese nel Derby di ritorno vinto al Riviera delle Palme dopo pochi minuti dal suo ingresso e rigore vincente calciato a tempo scaduto nel match contro l'Arezzo dello scorso 30 marzo. Sei punti di piombo, che si sono rivelati essenziali per continuare a far sognare la piazza a occhi aperti. Due reti arrivate in "zona Cesarini", pardon, Corazza, in grado di iniettare all'ambiente la giusta dose di fiducia e consapevolezza per puntare all'obiettivo. Ed è qui che si misura tutta l'esperienza, l'umiltà e la grandezza di un giocatore che, pur scendendo meno in campo, raggiunta la soglia dei 35 anni, riesce ancora a caricarsi la squadra sulle spalle, contribuire alle promozioni e regalare emozioni che resteranno indelebili nei cuori di molti.
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