Era da qualche anno che Vicenza non festeggiava una promozione. Il continuo oscillare delle emozioni ha portato il club a ridimensionarsi più e più volte. Fino al 2020, fino alla seconda - grande - risalita. Quella dalla C alla B, contenuta dal Covid. Sei stagioni e qualche delusione dopo, però, la tifoseria biancorossa può finalmente tornare a gioire insieme. Gallo e soci hanno infatti disegnato la cavalcata perfetta. E la squadra tornerà a giocarsi le sue carte in Serie B. 

Chissà che non abbia sognato almeno una volta questo scenario, Filippo Costa. Lui che, da Noventa Vicentino, ha scalato montagne e superato ostacoli per arrivare a lottare con il Vicenza. Lui che, oggi, festeggia - da figlio del popolo - uno storico trionfo. Lo fa al termine di una stagione in cui, da capitano, ha guidato il gruppo con cuore e tatto verso l'orizzonte definito a inizio anno. Ma, soprattutto, lo fa dopo tre anni di montagne russe, dove ha prima perso e poi conquistato.

Proprio in questo ordine. Il classe '95, prelevato dai veneti nell'estate del 2023, è presto divenuto riferimento imprescindibile sia per Stefano Vecchi che per Fabio Gallo. Senza vincere, inizialmente, nonostante l'ambizione elevatissima: gli ultimi esiti, tra rincorse folli e playoff mai fatti propri, hanno spezzato il sogno di volare del gruppo. Che ha però riordinato i pezzi, gradualmente, ritrovando coraggio sotto la guida dell'ex Virtus Entella. Il resto è storia.

Costa, anche quest'anno, ha preservato la sua centralità. Con numeri pressoché identici. Oramai identitari: 8 assist, tanta corsa, immancabile impegno. E un solo gol. Uno solo, eppure di grande importanza. Quello siglato, lo scorso 23 novembre, sul campo dell'Union Brescia. Per poi arrivare fino allo strappo finale. Fino alla gloria, disegnata quest'oggi sul campo del Menti

Oltre ogni difficoltà 

Prima di proiettarsi in un futuro che parla la lingua dei grandi (Serie B), è necessario compiere un passo indietro. Perché Costa, di parentesi sportive, ne ha vissute tante. A partire dal Chievo Verona, club che - insieme al Pisa (26 partite in C) lo ha lanciato. Secondo step? L'Inghilterra. Il Bournemouth, precisamente, dove però non trova spazio. Ritorna in gialloblù, poi fa le valigie. Ferrara diventa la sua seconda casa calcistica.

Alla Spal, infatti, guadagna con gli interessi l'eterno ricordo. Dopo 49 anni i biancazzurri conquistano la Serie A e lui è parte integrante di quel progetto. Esordisce quindi in massima serie, disputa 23 partite, poi - ancora una volta - è costretto a ridisegnare i suoi piani. Arriva infatti il doppio passaggio dal Bari alla Virtus Entella. Dalla C alla B, anche in questo caso. Proprio vero che la storia è ciclica. Si ripete sempre.

Foggia, poi Vicenza e il ritorno in Serie B 

Dopo Chiavari c'è sempre Parma. Poche presenze (solo tre), quindi la necessità di ritrovarsi. Ripartendo anche dal basso, se serve. Detto, fatto: nel 2022 arriva il passaggio al Foggia.

E "Pippo" ritrova la continuità - di corsa e di pensiero - che sempre lo ha contraddistinto. Mette insieme 45 presenze, annette 4 gol, sfiora la B sotto le direttive di Delio Rossi. Ci va vicino, questa volta. Poco male: la conquisterà a Vicenza. Con il suo Vicenza, con la sua Vicenza. Come nelle favole.

Sezione: Girone A / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 22:55
Autore: Edoardo Gatti
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