Si sa, nel calcio ogni partita ha una storia a sè, figuriamoci se parliamo di un derby. In queste sfide spesso in palio c'è molto più dei tre punti che si andranno ad aggiungere in classifica: c'è storia, rivalità, appartenenza e la possibilità che quei 90' minuti possano cambiare una giornata se non addirittura una settimana.
Salernitana e Cavese arrivano alla sfida con due stati d'animo differenti dopo l'inizione di questa stagione. La squadra di Cosmi è ancora a caccia della sua prima vittoria stagionale dopo esser uscita dalla coppa Italia e aver raccolto un solo punto nelle prime due uscite, destando non pochi malumori nell'ambiente granata. La Cavese invece è reduce dalla bella vittoria contro l'Audace Cerignola, e con la Salernitana la squadra di Masitto cercherà di confermarsi e provare a regalare ai propri tifosi una vittoria che manca addirittura dal 1979.
La rivalità tra Cavese e Salernitana, infatti, è molto accesa per motivi soprattutto extra campo. Di pura appartenenza territoriale. I centri delle due città distano appena 8 chilometri, che però segnano un confine tanto labile quanto indelebile su cosa vuol dire esser metelliani o salernitani. Questione di appartenenza, di orgoglio e di sentimento. Tutto questo esprime cosa vuol dire derby.
Una partita dove si difende la propria identità, l'orgoglio della città e di supremazia nella rivalità cittadina. Salernitana-Cavese affonda nel passato le proprie radici, con il primo scontro che risale addirittura al 1919 anno di fondazione di entrambe le squadre. Nonostante l'antichità di questo derby non sono tantissimi i precedenti. Le due formazioni hanno quasi sempre militato in categorie differenti. Domenica le due squadre si sfideranno in un match caldissimo quanto atteso, anche se i tifosi della Cavese purtroppo dovranno rinunciare alla trasferta a causa del divieto di trasferta imposto dal prefetto di Salerno.
L'8-0 e il caso dell'illecito sportivo
Ogni derby ha la sua storia, fatta di trionfi e cadute, di imprese e disfatte, di gioie e dolori. Il derby tra Salernitana e Cavese del 24 maggio 1942 è rimasto impresso nella storia, non solo per quanto successo in campo ma anche per le ripercussioni nei mesi successivi. La Salernitana batte la Cavese per 8-0, siglando così la più grande sconfitta nella storia dei rivali. Quella vittoria permise alla Salernitana di agguantare il pass per le finali nazionali, per giocarsi un posto in Serie B.
Mentre l'entusiasmo dei granata era alle stelle a Cava dei Tirreni si cercò di dare una spiegazione a una disfatta. Qualche mese più tardi i dirigenti della Cavese denunciarono il proprio portiere per aver accettato una mazzetta da un dirigente della Salernitana per far vincere la partita ai granata. La FIGC aprì un inchiesta e constatò l'illecito sportivo, sanzionando tutti i responsabili della vicenda ed escludendo la Salernitana dalle finali nazionali.
Orgoglio cittadino e tre punti, ecco cosa c'è in ballo nel derby
La sfida dell'Archi vale tantissimo per le due tifoserie. Tre punti fondamentali in palio per le due stagioni. La Salernitana è reduce da un solo punto conquistato nelle prime due partite, in un avvio di campionato ben al di sotto delle aspettative. Cosmi proverà a dare una scossa alla squadra, magari a partire proprio dal Derby, potendo contare anche sui nuovi rinforzi arrivati negli ultimi giorni di mercato. Dalla sua potrà contare anche su un'Arechi che nonostante il momento si preannuncia infuocato e pronto a caricare la squadra.
La Cavese, invece, arriva alla sfida dopo aver ottenuto la prima vittoria stagionale contro l'Audace Cerignola e che adesso vuol dare continuità a questo risultato mostrando quanto di nuono si è visto contro i pugliesi. Masitto ha caricato la squadra e l'ambiente nel pre partita e cercherà di riportare a Cava dei Tirreni una vittoria che manca ormai da quasi 50 anni.
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