Ci sono partite che, più di tante parole, riescono a raccontare un’idea di calcio, e non solo, anche ciò che può essere identificato come manifesto della Serie C. Quella vinta lunedi sera per 3-1 dal Giugliano contro il Foggia ha avuto tra i suoi protagonisti il  classe 2007 Gennaro Esposito. Diciannove anni e un talento che sta iniziando a trovare spazio con continuità nel mondo del calcio professionistico.

Contro i rossoneri, Esposito ha trascinato il Giugliano con giocate d'autore, un gol e un assist. Il gol, dettaglio tutt’altro che banale, è arrivato con il destro, il piede meno naturale per un calciatore mancino come lui. Un segnale di crescita tecnica, ma soprattutto di personalità.

Non si tratta, però, di un exploit isolato, infatti, il classe 2007 in campioanto ha già realizzato 3 gol e fornito 2 assist in appena 620 minuti: una partecipazione diretta a una rete ogni 124 minuti. Numeri importanti per qualsiasi attaccante, ancora di più se arrivano da un ragazzo che per la prima volta sta trovando continuità in Serie C.

Ed è proprio qui che la sua storia assume un significato più ampio. Esposito rappresenta ciò che può accadere quando un club decide di investire davvero su un giovane: non soltanto inserirlo in rosa, ma concedergli minuti, fiducia e responsabilità. Farlo sbagliare, crescere, misurarsi con avversari esperti e costruire il proprio percorso sul campo.

È uno dei principi alla base della cosiddetta riforma Zola: creare condizioni più favorevoli alla valorizzazione dei giovani italiani e accompagnarne la crescita all’interno del calcio professionistico, evitando che il loro percorso venga troppo spesso rallentato, prestiti continui, mancanza di opportunità o di continuità. 

Il caso di Gennaro Esposito non basta, da solo, a risolvere quello che è un problema strutturale, ma ne rappresenta un esempio concreto. Perché a volte, per spiegare perché un giovane abbia bisogno soprattutto di giocare, non servono convegni o dichiarazioni d’intenti. Basta guardare il campo.

Sezione: News / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 08:30
Autore: Redazione
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