Un gol per prendersi la scena internazionale e confermare le aspettative all'interno della vetrina più importante. Kerim Alajbegović, esterno offensivo classe 2007 di proprietà del Bayer Leverkusen, ha acceso i riflettori del Mondiale dopo il golazo di ieri contro il Qatar, una prestazione che ha riacceso l'interesse dell'Atalanta. Dietro al pressing del club bergamasco c'è la figura del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, per cui il bosniaco rappresenta un vecchio pallino.

Il dirigente conosce benissimo il profilo del calciatore, tanto da aver avviato i contatti diretti con la famiglia già durante la sua esperienza alla Juventus. Il piano prevedeva un inserimento iniziale attraverso la Juventus Next Gen, sfruttando la competitività della Serie C per inserirlo gradualmente nel calcio italiano. Le strade oggi si incrociano nuovamente, con l'Atalanta intenzionata a portarlo a Bergamo.

I numeri dell'ultima stagione trascorsa in prestito al Red Bull Salisburgo certificano la sua crescita: il classe 2007 ha collezionato 20 presenze, 7 gol e 2 assist. Rendimento che ha spinto il Bayer Leverkusen a esercitare la clausola di riacquisto, rendendolo uno dei profili più osservati in questa sessione estiva.

Campione in campo e normalità fuori: sulle orme di Yildiz

Dal punto di vista tecnico, il bosniaco è un'ala pura che cerca costantemente la porta. Alto un metro e ottantasei, si distingue per essere un giocatore ambidestro e dotato di ottima tecnica.

È molto abile nel dribbling e possiede una notevole visione di gioco, caratteristiche che gli permettono di puntare la porta e servire assist ai compagni. Fuori dal campo, Alajbegović vive la quotidianità di un diciottenne normale. È legatissimo alla famiglia, ama i videogiochi e il rap, e condivide la vita di tutti i giorni con la madre, fondamentale nel suo percorso di adattamento fuori casa. Un profilo che, per la vicinanza dei genitori e la crescita in Germania, ricorda la variazione di Kenan Yildiz.

Forte legame bosniaco 

Il calcio è una questione di famiglia: il padre Semin ha giocato nelle serie minori tedesche tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila. È proprio grazie a questo profondo legame con le origini che Kerim ha scelto subito la nazionale bosniaca, rifiutando le giovanili della Germania, paese in cui è nato, a Colonia. Una scelta che lo ha portato a bruciare le tappe.

Dopo la trafila nelle selezioni giovanili, lo scorso settembre ha esordito in nazionale maggiore con un gol contro San Marino, diventando il più giovane marcatore di sempre in una partita ufficiale per il suo paese. Ora il suo nome è tornato caldo in Italia, con l'Atalanta che osserva da vicino la sua crescita.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 15:35
Autore: Redazione
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