Nato e cresciuto a Bologna, l'attaccante classe 2000 Leonardo Stanzani si è raccontato senza filtri ai nostri microfoni. L'ex Pontedera e Pro Patria ha ripercorso gli anni vissuti in rossoblù, la prima convocazione in Serie A e la scelta di ripartire dalla Serie C. Partendo proprio dal presente Stanzani ha deciso l'ultima gara casalinga vinta dai biancorossi per 2-1 sul Bra, riportando i tre punti a casa dopo più di dieci giornate: "È stata una liberazione per tutti. Venivamo da un periodo non facile dove i risultati non rispecchiavano quanto dimostrato in campo. La vittoria di domenica è importante, spero ci dia lo slancio per chiudere al meglio questa seconda parte di campionato. Come ci siamo detti nello spogliatoio, doveva iniziare un "secondo campionato" e l'abbiamo fatto nel migliore dei modi ".

Quello contro il Bra è stato il suo terzo gol stagionale, il secondo riconosciuto dalla Lega Pro dopo l'esclusione del Rimini dal campionato: "I miei compagni mi prendono in giro a riguardo però sì, io me lo conto! (ride ndr). Le somme le tireremo alla fine, ma è stato un gol importante". A carpi ha incontrato in panchina, Stefano Cassani con cui fin da subito è nato un bel rapporto: "Il nostro rapporto è ottimo. È giovane, così come tutto lo staff. Sono ragazzi preparati con cui c'è un dialogo quotidiano che mi aiuta molto ".

Il Carpi, nella prima parte di stagione ha lottato e tenuto testa anche alle più grandi squadre del girone B. Ma nel nuovo anno la situazione è cambiata. I biancorossi, nonostante le buone prestazioni, hanno ottenuto una sola vittoria in nove gare: "La nostra forza è il gruppo unito. Ci siamo sempre ricompattati e detti le cose in faccia, cercando di eliminare gli errori. La gioia di domenica è stata grande e devo ringraziare i compagni che erano felici per me, mi ha fatto molto piacere." Il cambio di marca ha compromesso la lotta playoff dei biancorossi, nonostante ciò Stanzani, ha ben chiaro quale sia il traguardo da reggiungere per la sua squadra: "L'obiettivo dichiarato è la salvezza. Finché non la raggiungiamo è inutile porsi altri traguardi. Poi, una volta raggiunta, chissà che non ci si possa togliere altre soddisfazioni ".

Dopo gli ottimi tre anni a Busto Arsizio, Leonardo ha scelto il Carpi nel 2024: "Dopo tre anni a Busto avevo voglia di una sfida nuova. Ho avuto contatti con squadre importanti, ma parlando con direttore, mister e presidente ho scelto Carpi per riportare qui quanto fatto di buono negli anni precedenti. Il fatto di essere vicino a casa mi ha aiutato a togliermi di dosso certe pressioni, potendo condividere il tempo libero con famiglia e amici ". Stanzani proviene da una famiglia di sportivi, i genitori sono volti noti nel mondo del pattinaggio, mentre il fratello ha intrapreso un’importante carriera nel ballo: " La mia famiglia l'ho sempre vista come una grande fortuna. Diciamo che sono cresciuto facendo completamente un altro sport. Ogni tanto mia mamma ci prova a farmi mettere i pattini, ma basta.. non lo so più fare. Ora mia mamma è allenatrice e mio papà preparatore atletico di una squadra. Mio fratello, come me, ha iniziato subito pattinando, poi abbiamo fatto delle scelte diverse per passione e ci siamo un attimo staccati da quel mondo lì ".

Bologna: dagli allenamenti con Palacio al rapporto con Mihajlovic

La carriera calcistica di Stanzani è iniziata da Bologna: "Bologna è una realtà top class, specialmente dopo il cambio di proprietà". Con la maglia della primavera rossoblù Stanzani ha condiviso il reparto con alcuni volti noti della Serie C come Pattarello e non solo: "Con "Patta" abbiamo fatto tutto il percorso dagli Allievi in poi. Quando ci si rivede tra ragazzi del settore giovanile è sempre bello. Quando cresci insieme crei dei rapporti bellissimi che purtroppo questo mestiere ti porta ad allontanare. Ho ancora una chat con i ragazzi della Primavera; molti sono sparsi tra diverse squadre, ma quando ci incrociamo, come è successo con Patta due settimane fa, è sempre un piacere scambiarsi la maglia e fare due chiacchiere dopo la partita". Nel suo trascorso nelle giovanili, è stato allenato da Emanuele Troise con cui condivide un forte rapporto di stima: " Con lui ho fatto quattro anni, abbiamo fatto di tutto. Lo ritrovo ora in Serie C al Lumezzane e, anche se è in un altro girone, è sicuramente un bel percorso. Gli anni a Bologna con lui, li ricordo col sorriso: abbiamo fatto un campionato Allievi fantastico, giocandocela alla pari con corazzate come Inter, Milan e Atalanta. Poi abbiamo vinto il campionato Primavera 2, il Torneo di Viareggio e una Supercoppa. Il Mister sa quello che fa, lo ha dimostrato anche quest'anno prendendo il Lumezzane in una situazione difficile e portando le sue idee. So per certo che con lui si lavora bene ". E chissà che in futuro le loro due strande non possano incrociarsi di nuovo: " Mai dire mai nella vita, conoscendo questo mondo ho imparato che questa frase è veritiera ". 

I colori rossoblù gli resteranno sempre nel cuore, qui ha ottenuto anche la prima convocazione in Serie A: "La chiamata in Serie A contro la Fiorentina è stata speciale: mi allenavo spesso con la prima squadra e un giorno il team manager mi disse di andare in magazzino a scegliere il numero perché sarei andato in panchina. Ero sulla luna ". A Bologna ha potuto allenarsi anche con grandi campioni come Orsolini, Soriano e Palacio proprio con l'argentino è nato un bel rapporto: "Palacio per me era un giocatore superiore in tutto. Poi c'erano Danilo, Da Costa, Poli... tutti pronti a darti un consiglio". Un ruolo chiave nel suo percorso con i felsinei lo ha avuto Mihajlovic: " Sinisa aveva un'altra marcia, lo percepivi appena mettevi piede in campo o in palestra, come si dice oggi, aveva un'aura speciale ". 

La Serie C: la vita da calciatore professionista

Passare da una reltà giovanile come Bologna alla Serie C lo ha fatto crescere portanolo all'esordio tra i professionisti con la maglia del Pontedera: "Calarsi nella realtà della C a Pontedera è stato un bel balzo, che mi ha formato tanto". In Serie C dopo Pontedera, Stanzani ha vestito le maglie di Pro Patria e Carpi, chiedendogli di descrivere con una parola queste sue esperienze ha commentato: "Pontedera direi formativa". Con i granata ha assaporato per la prima volta il calcio professionistico chiudendo l'esperienza in toscana con 34 presenze, 3 gol e 2 assist. "Pro Patria invece crescita". A Busto Arsizio ha vissuto i suoi migliori anni a livello realizzativo, chiudendo l'esperienza con 108 presenze, 19 gol e 18 assist. Infine: "Carpi la definirei altalenante". 

Nel corso di queste esperienze, Leonardo ha indossato diversi numeri di maglia, ma ce n’è uno a cui sarà sempre più legato: " Sono sempre stato innamorato della 10. Nelle prime convocazioni in prima squadra scelsi la 72, poi a Pontedera c'era libera la 17, a Busto la 7 e l'ho tenuta anche il primo anno a Carpi. Quest'anno c'era la possibilità di prendere la 10 e l'ho visto come un ritorno alle origini ". Il sette e il dieci non sono due numeri casuali, infatti i suoi idoli hanno vestito proprio quei numeri: "Da piccolo il mio idolo era Cristiano Ronaldo ai tempi dello United, ma se devo dirti un idolo assoluto dico Francesco Totti. Guardo molti video per imparare, mi piace molto Griezmann o Wirtz. In Serie C guardo molto gli attaccanti per studiarne i movimenti. "

Tra i professionisti si è per la prima volta allontanato da casa e dalla sua famiglia: " Nonostante io non mi sia mai allontanato troppo, ho avuto la fortuna di legare molto con i compagni. A Forlì ho vissuto due o tre anni con Lorenzo Saporetti, lo considero un fratello. Quando stringi amicizie così è più facile spalleggiarsi nei momenti difficili". Collegandosi con un altro aspetto extracalcistico che oggi influenza tutti i più giovani calciatori, il lato social: " Il mio rapporto con i social? I miei amici mi prendono in giro perché dicono che li uso male! Metto una foto ogni tre mesi o quando faccio gol. Li seguo ma senza fissazioni. I commenti? Se gioco bene o male sono il primo ad accorgermene, preferisco ascoltare lo staff piuttosto che chi non sa cosa proviamo in campo ".  Tra nostalgia e realtà, Leonardo non smette di sognare: "Il sogno nel cassetto? Il Leonardo bambino ti direbbe giocare in A col Bologna. Ad oggi, restando sul concreto, vorrei dare una mano al Carpi come domenica scorsa fino alla fine del campionato".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 19:02
Autore: Martin Shira
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