Impatto devastante, la famiglia sempre presente e obiettivi prestigiosi da conquistare: Leo Abreu ha le idee molto chiare. Portoghese di nascita, ma italiano d’adozione (calcistica), il ventottenne sta trascinando il Picerno, una delle sorprese in vetta al girone C di Lega Pro. “È stato importante partire così. Abbiamo un grande gruppo, col 90% della rosa dello scorso anno. La società e l’allenatore hanno fatto un ottimo lavoro, aggiungendo altri giocatori per rinforzare la squadra. Poi i risultati e le prestazioni si stanno vedendo. Ormai ci conosciamo, è più facile anche per noi. Dobbiamo continuare così”, ha raccontato Abreu a LaCasaDiC.com
SERIE C – Lunga gavetta alle spalle per Leo Abreu, che è sbarcato tra i professionisti nella scorsa estate a 27 anni. “Diciamo che l'anno scorso un po' di adattamento al campionato c'è stato, perché ci sono un po' di differenze tra Serie D e Serie C. All’inizio è stato, non dico difficile, perché comunque la squadra e i ragazzi che ci stavano mi hanno aiutato ad ambientarmi anche al campionato e mi sono trovato subito al mio agio, ma non facile. Ho avuto una mano dagli allenatori (De Luca e Bertotto, ndr), dai direttori Greco e Francese che mi hanno fatto adattare subito all'ambiente e al campionato e mi hanno aiutato a partire bene”, ha aggiunto. Alla fine è arrivata la doppia cifra, con i dieci gol che hanno contribuito alla salvezza del Picerno. Adesso è tutta un’altra musica, con quattro gol in tre partite: “Riconfermarmi quest'anno in questo modo? Sono contento e voglio continuare a far questo per aiutare la squadra, non solo con i gol ma anche con le prestazioni. Voglio aiutare la squadra a ottenere i risultati che vogliamo”.
E il Picerno adesso sogna, guardando tutti dall’alto. Ma guai a fare voli pindarici, avverte Leo: bisogna mantenere l’umiltà e i piedi ben saldi al terreno. “È sempre bello essere nella parte alta della classifica, però secondo me guardarla adesso mi sembra un po' presto. Però è bello. Sabato ci sarà il primo scontro (col Sorrento, ndr). Speriamo di continuare a fare quello che stiamo facendo, migliorando sempre alcuni aspetti. Cercheremo comunque di vincere questa partita e continuare a stare in alto”.
ESEMPIO E CAPITANO – Poco più di un anno tra i professionisti, ma Leo Abreu è riuscito già a conquistare tutti. E a Picerno lo sanno, tanto da avergli anche già affidato la fascia di capitano in diverse partite. “A dire la verità non mi aspettavo di diventare capitano così presto. Ringrazio i direttori Greco e Francese e l’allenatore per la fiducia. Spero di ricambiare quello che mi stanno dando in quest'anno e mezzo con le prestazioni in campo. Li ringrazierò sempre perché mi hanno dato l'opportunità: sono stati i primi, e forse gli unici, a credere in me e a portarmi dalla D alla C e di questo le sarò sempre grato”.
Leader, dentro e fuori dal campo. Abreu vuole sempre dare l’esempio. Anche verso i più giovani dello spogliatoio. “È una delle mie qualità perché mi piace anche aiutare la squadra nella fase di non possesso, penso che si veda. – e poi ha aggiunto - Negli anni il Picerno ha dimostrato di crescere e di puntare tanto sui giovani. Qualcuno è arrivato anche nei campionati più importanti. Abbiamo in rosa buonissimi giovani. Noi più grandi cerchiamo di dare una mano, farli crescere e diventare ogni giorno migliori. Faccio l'esempio di Virgilio, che è partito anche lui alla grande e deve continuare così”.
IDOLO CR7 E GOL – Da Madeira all’Italia. Il portoghese si ispira a un suo connazionale nato proprio nella stessa isola nell’Atlantico. “Sono cresciuto guardando Cristiano Ronaldo, non solo perché è venuto dal mio stesso posto, ma per il giocatore e per l'atleta che è. Ha sempre fame. Nonostante abbia 41 anni, ancora ha fame di dimostrare. Lo guardo ancora, perché poi è un idolo da piccolo. Madeira, dove sono nato, è conosciuta soprattutto per lui. Noi del posto siamo orgogliosi di avere una persona così nel mondo del calcio, ma non solo”.
Proprio con l’ex Juventus, Abreu vive per il gol. Da vero numero 9. “L'anticipo sul primo palo e il colpo di testa. Da attaccante sono i gesti tecnici che mi piacciono di più. Poi in questi anni sto dimostrando di fare gol in tanti modi. Speriamo di continuare a farli, è quello che auguro”. Come per un gioco del destino, questo gesto tecnico gli è valso il decimo gol nella passata stagione, in uno stadio prestigioso come il Massimino di Catania: “È stato bellissimo, è stato un gol che ha aiutato la squadra ad arrivare un po' alla salvezza. È stato un gol pesante: il mio decimo e con quello sono arrivato a doppia cifra”.
FAMIGLIA ED ESULTANZA – Leo Abreu ha fame, ma gode anche della forte spinta della famiglia, che non lo lascia mai solo. La moglie Antonella e i figli Santiago e Cataleya lo spingono a dare sempre di più. E Leo li ricorda in ogni esultanza. “L'anno scorso facevo gli occhialini per mio figlio, adesso con la nascita della piccolina faccio una doppia esultanza. Sono la mia forza fuori dal campo. I bambini e mia moglie mi spingono. Mi danno forza in più per ogni partita e ogni allenamento. Faccio questo anche per loro”.
E proprio Picerno è stata importante. La piccola realtà lucana li ha accolti e coccolati dal primo momento: “È stato facile ambientarsi qui a Picerno, le persone sono stupende. Io e la mia famiglia dobbiamo solo ringraziare per quello che fanno per noi”.
CAPOCANNONIERE E OBIETTIVI – Quattro gol in tre partite: impossibile non pensare in grande. “Ogni anno mi fisso degli obiettivi e se sono partito così forte ci credo e proverò a conquistare il titolo di capocannoniere. Poi vedremo alla fine se ci riuscirà o no, però uno dei miei obiettivi è fare più gol possibile”.
Non solo reti, Abreu ha obiettivi chiari. “Il mio obiettivo è arrivare più in alto nei campionati professionisti, arrivare in Serie A. Poi ci proverò, vedremo se questo sarà l'anno buono. Quest'anno penso solo a Picerno, fare bene, arrivare più in alto con il Picerno e poi alla fine si tirano le somme e vedremo dove posso e possiamo arrivare”. Anche a livello di squadra, il Picerno non vuole porsi limiti: “Siamo contenti e vogliamo continuare quello che stiamo facendo. Il nostro primo obiettivo rimane sempre la salvezza. Poi vedremo quello che verrà dopo. Sappiamo che durante l'anno ci saranno momenti di difficoltà e lì dobbiamo essere forti a superarli insieme. Qualora arrivasse la salvezza, poi cercheremo di arrivare il più lontano possibile”. E con un Abreu in versione Cristiano Ronaldo, sognare diventa più facile. Anche per la piccola Picerno.
Autore: Redazione
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