Da un fine settimana scorso da incorniciare alla convocazione contro il Venezia per l'infrasettimanale di Serie A. Un fatto che riassume tutta la bontà del progetto Under 23 nerazzurro. Matteo Lavelli, attaccante classe 2006 della seconda squadra guidata da Stefano Vecchi, è stato il grande protagonista di un vero e proprio tour de force tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Dopo aver disputato un'ora di gioco da titolare nel match di Serie C contro il Sorrento (finito 1-1), il giovane attaccante è stato gettato nella mischia da Cristian Chivu nel concitato finale di San Siro contro la Fiorentina. Entrato all'85' al posto di Barella, sul punteggio di 0-1 per i viola, Lavelli ha regalato un impatto devastante alla partita, spizzando di testa il pallone disperato che al minuto 97 ha poi procurato il calcio di rigore decisivo trasformato da Piotr Zielinski per il 2-1 finale.
La mossa di Chivu, arrivata per riempire l'area di rigore nei minuti di massimo sforzo offensivo, ha premiato il coraggio e la fame del ragazzo cresciuto a Bernareggio. Tanto da convincere l'allenatore campione d'Italia a inserirlo nella lista dei convocati anche per la gara del Penzo, per sopperire ancora una volta all'assenza di Lautaro Martinez, mica uno qualunque. Entrato nel settore giovanile nerazzurro all'età di 11 anni, dopo i primi passi tra Vibe Ronchese, Monza e Renate, Lavelli (per tutti il "Pocho" per via dell'assonanza del cognome con l'ex stella azzurra Lavezzi) si sta imponendo come una delle punte più veloci, mobili e fisicamente strutturate della sua generazione. Una crescita costante passata per i trionfi con la Primavera (scudetto vinto con gol e assist in finale) e la maturazione nel campionato di Serie C, dove quest'anno ha finora collezionato 10 presenze, un gol e un assist.
Dietro la gioia per la pazza partita di San Siro si nasconde però una storia di straordinaria resilienza umana. Nel 2024, il giovanissimo attaccante ha vissuto momenti drammatici a causa di una grave forma di meningite che lo costrinse a un mese di ricovero in ospedale e gli fece saltare l'inizio della preparazione con la Primavera. Superato l'incubo e recuperata la miglior condizione fisica, e dopo aver gestito anche i postumi di un intervento di ernia, Lavelli ha saputo riprendersi tutto con gli interessi. Prima l'esordio assoluto a San Siro contro il Bologna, a gennaio del 2026, e confermandosi ora una risorsa preziosa, tanto per Vecchi in Serie C quanto per la prima squadra nei momenti di necessità.
A fine gara sono arrivati anche gli elogi dello stesso Chivu, che lo conosce benissimo avendolo già allenato e lanciato nelle giovanili. L’allenatore rumeno ha speso parole d'oro per l'atteggiamento del diciannovenne, sottolineando come l'età non sia mai stato un fattore discriminante nelle sue scelte: "Non guardo la carta d'identità con Mkhitaryan e non lo faccio con Lavelli, non è semplice entrare in una squadra formata e con certi valori. Magari martedì andrà a giocare con l'Under 23, ma vederlo difendere una rimessa laterale al novantesimo è tanta roba". Invece Lavelli farà ancora parte del gruppo dei nerazzurri di Chivu che sfideranno il Venezia di Nicola, nella nona giornata di Serie A. Un attestato di stima importante per un profilo in costante crescita e che continua a fare la trafila anche nelle Nazionali giovanili azzurre. E chissà se anche in questo caso arriveranno minuti importanti in campo...
Dall'oratorio all'attacco nerazzurro: le origini del "Pocho"
La parabola calcistica di Matteo Lavelli affonda le radici in un percorso decisamente curioso e dinamico. Durante i suoi primi passi nei campi d'oratorio in Brianza, infatti, il classe 2006 giocava come terzino destro di spinta, sfruttando la corsa e una struttura fisica imponente, sviluppata anche attraverso le brevi esperienze giovanili nel nuoto e nel rugby.
La transizione verso il centro dell'attacco è arrivata grazie all'intuito e ai consigli di papà Diego, a sua volta ex calciatore di Serie C e oggi apprezzato osservatore. Ispirandosi a leggende come Cristiano Ronaldo e condividendo lo spogliatoio con personalità del calibro di Marcus Thuram e Lautaro Martinez, Lavelli ha affinato un repertorio completo da prima punta moderna, capace di far reparto da solo ma anche di dialogare a meraviglia con un compagno di reparto.
L’Under 23: il doppio binario perfetto per la crescita
La storia del weekend di Lavelli e della sua seconda convocazione consecutiva con i "grandi" per la trasferta di Venezia rappresenta il manifesto ideale di come la seconda squadra in Serie C possa fare da acceleratore per la carriera dei giovani talenti. Il passaggio dal calcio giovanile alla fisicità della terza serie nazionale ha permesso al bomber brianzolo di forgiare il carattere e la capacità di reggere i duelli con difensori esperti.
La gestione condivisa tra Stefano Vecchi e Cristian Chivu dimostra l'estrema sintonia tra l'Under 23 e la prima squadra dell'Inter. Il classe 2006 continuerà a trascinare l'U23 nel girone C di Serie C per accumulare minutaggio e continuità, sapendo però che le porte di San Siro (o in questo caso del Penzo) rimarranno sempre aperte per chi dimostra questa voglia di lottare su ogni pallone.
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