Il Vicenza, tornato in Serie B dopo 4 anni e con 6 giornate di anticipo, può festeggiare con tutta la propria gente e tra questi anche Stefano Rosso. A La Gazzetta dello Sport, esprime tutte le sue emozioni in seguito a una notte infinita di festa e felicità a tinte biancorosse: “Mi sono presentato allo stadio senza il solito cappellino - dichiara -. Lo porto per il freddo o forse per nascondere la tensione. Stavolta, invece, mi sono goduto tutto fino in fondo. È una promozione stupenda, attesa da tanto tempo. Quella del 2020 ci era rimasta dentro, anche perché non avevamo potuto festeggiare con i tifosi. Questa volta sì. Condividere la gioia con la gente significa unire tutte le componenti che ruotano attorno alla squadra. È il risultato di un percorso lungo, fatto con tante persone, e riporta il Vicenza dove deve stare. È una di quelle imprese che segnano, un po’ come certe sfilate che cambiano la storia di un brand".

Le persone che hanno preso parte del percorso non si scorderanno mai: “Vedere la felicità negli occhi dei tifosi è stato emozionante. Penso a Carlo Capirello, il nostro preparatore dei portieri da 30 anni, che non stava bene. Rivederlo sorridere mi ha colpito. E poi la telefonata di mia figlia: ‘Ti amo, bravo papà’. Sono momenti che restano”. Nel calcio i successi sono esplosioni di emozioni, perché ripagano sacrifici e lavoro. Questa vittoria ha un valore speciale, condiviso con chi ci è stato accanto nei momenti difficili. Mio padre Renzo merita questa promozione più di tutti, ha sofferto con noi”.

Stefano Rosso rimane sull'onda dell’entusiasmo, poi ci saranno le certezze: "Siamo una società solida, con un progetto chiaro e con una struttura che funziona. La Serie B è un campionato durissimo, servirà crescere ancora. Tornare a vivere sfide come quelle con Padova e Verona sarà emozionante, sono partite che accendono la passione. La città ci ha sempre dato tanto, ora sta a noi creare le condizioni giuste per i tifosi. L’obiettivo è arrivare a 10 mila abbonati. Per quanto mi riguarda, Gallo è confermato. Non è mai stato in discussione. La promozione è frutto del lavoro di tutti, ma anche delle sue capacità. Chiaramente servirà la sua volontà per proseguire insieme. Abbiamo investito molto sui giovani del territorio, che è ricco di talento. Il nostro è un progetto prima sociale e poi sportivo, e i risultati ci stanno dando ragione. Vogliamo continuare su questa strada. Resta il rimpianto per la scorsa stagione. Dopo una grande rimonta ci siamo fermati sul più bello. Anche quella è stata una lezione, così come la finale playoff giocata dopo aver dato tutto".

Infine, un appello a tutto il sistema: "La Serie B è il minimo per Vicenza, ma il calcio deve ritrovare equilibrio. È uno sport dove si vince e si perde. Serve meno esasperazione e più valori. L’aspetto economico pesa, ma non deve soffocare tutto il resto. Se saltano le società, è l’intero sistema a rischiare. Non conta quanto spendi, ma come lo fai. Abbiamo riorganizzato il club dopo la retrocessione e siamo riusciti a vincere con idee e persone giuste. Il nostro obiettivo è coinvolgere il territorio, senza chiuderci. Il calcio oggi è globale e bisogna sapersi aprire", conclude.

Sezione: News / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 12:00
Autore: Salvo Geraci
vedi letture