Vale sempre la pena spendere una parola per chi, con idee e visione, lascia un segno tangibile della sua presenza. Domenico Di CarloMauro Leo, allenatore e direttore sportivo del Gubbio, incarnano l'essenza del concetto. Al primo anno di militanza nel club hanno prontamente raccolto risultati. Campo canta.

La squadra, difatti, si è ben qualificata ai playoff con 48 punti, assestandosi all'ottavo posto del Girone B. Con un attacco indolente ma concreto (31 gol fatti) e con una difesa pressoché ferrea: i ragazzi rossoblù hanno incassato solamente 32 reti. Meglio di loro solo Arezzo (24) e Ascoli (23). Sappiamo tutti che tipo di campionato hanno condotto queste due realtà.

Ciò avvalora sia lo sforzo della guida tecnica, capace di consolidare il gruppo in posizioni virtuose dopo un periodo di crisi, che l'impegno del ds ex Roma e Inter, la cui visione ha garantito freschezza. Voleva costruire un Gubbio giovane e al contempo solido. Ci è riuscito, e bene, puntando quasi esclusivamente su quote green. Un piccolo dato da record: gli Under rossoblù (ossia i giocatori nati dall'1 gennaio 2004 in avanti) hanno messo insieme 1044 minuti complessivi.

Quindi, 264 per ogni partita. Un numero importante che dà senso a tutto. Specialmente perché ha garantito certezze. Testimoniano i derby vinti contro Ternana e Perugia. Il Gubbio ha strappato due vittorie esterne contro le rivali (entrambe per 1-0) e incamerati due pareggi interni (1-1 contro i biancorossi, 3-3 contro le Fere). Potrebbe anche bastare.

Gubbio, potere ai giovani

L'emblema di questa politica sfacciata? Sicuramente, Alessandro Di Bitonto. Prelevato dal Sassuolo in prestito, il classe 2005 si è fin da subito imposto nella retroguardia di Di Carlo, erigendosi a riferimento tecnico ed emotivo. Le ha giocate praticamente tutte e ha raccolto ben 2826 minuti stagionali.

Il dato più massiccio dell'intera rosa, che conta tanti altri esempi. Tipo il portiere Bagnolini, ex Bologna (1502 minuti e 4 clean sheets su 15 totali), e l'ala offensiva Amoako Minta, brioso classe 2005 (anch'esso ex Sassuolo) capace di assemblare 2 reti e 5 assist. Tra i riferimenti offensivi, invece, c'è Tommaso Ghirardello: classe 2005 da 3 reti, meno solo di un purosangue come Andrea La Mantia (a quota 5). Lui, l'altro lato della medaglia egubina.

Anche la Primavera corre...

26.8 anni di media. Il 3-5-2 dell'ex Chievo è il perfetto mix di freschezza ed esperienza. Oltre alle quote Under, infatti, il Gubbio tenterà di azzannare la corsa-playoff con i suoi profili più navigati. Il succitato La Mantia, poi Nicola Murru, infine Ivan Varone. Arrivato a gennaio in un periodo di riassestamento economico, l'ex Salernitana ha apportato dose massiccia di muscoli a un core molto giovane.

Che vola anche a livello di settore giovanile. La Primavera 3 ha chiuso il Girone B al quarto posto, alle spalle di Latina e Catania (che hanno dominato la corsa al trono) e del Potenza. Tra i volti di spicco, il classe 2008 Lorenzo Bacalini e il pari-età Filippo Prosperini: 14 gol in due nell'ultimo torneo. L'Under 17 Nazionale è arrivata terza dietro a Ternana e Perugia, l'Under 16 seconda. E l'Under 15 ha un interessante Thiago Baldelli da considerare per il domani.

Sezione: Girone B / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 13:01
Autore: Edoardo Gatti
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