Ci sono attaccanti che costruiscono la propria carriera a colpi di stagioni da protagonista, e altri che imparano a ritagliarsi spazio in ogni contesto, aspettando il momento giusto per lasciare il segno. Edoardo Soleri appartiene alla seconda categoria. Una carriera iniziata prestissimo con la Roma, passata dalla Champions League a soli 17 anni e poi proseguita tra Italia ed estero, fino alla Serie B e alla consacrazione con il Palermo. Oggi, a quasi 29 anni, il centravanti romano si prepara a un altro capitolo del suo percorso: il Ravenna di Ignazio Cipriani.
Dopo la rescissione consensuale con lo Spezia Soleri torna in Serie C, categoria che in passato gli ha permesso di trovare continuità e di costruire il proprio modo di stare in campo. Alle spalle oltre cento presenze in Serie B e 13 gol nella seconda categoria italiana, tra Spezia, Palermo e Sampdoria. Numeri importanti, ma che raccontano solo una parte della sua storia. Perché quella di Soleri è soprattutto una carriera fatta di occasioni da conquistare, minuti da trasformare e partite da cambiare.
Ma la storia di Soleri parte molto più indietro. Parte da Roma, dalla maglia giallorossa e da un esordio arrivato quando aveva appena 17 anni. Nato nella capitale il 19 ottobre 1997, si trasferisce subito per questioni lavorative familiari in Argentina, a Buenos Aires. Qui già da piccolo inizia ad amare il pallone e viene iscritto ad una scuola calcio ma nel 2001 si cambia ancora: si vola in Brasile, a San Paolo. Il piccolo Soleri inizia qui a diventare un giocatore nel Jockey Club, fino al 2005 quando poi ritorna in Italia, crescendo nel settore giovanile giallorosso fino ad affacciarsi alla prima squadra. Il debutto tra i professionisti è uno di quelli che difficilmente si dimenticano: il 29 settembre 2015, Rudi Garcia lo manda in campo nel finale della sfida di Champions League contro il Bate Borisov, al posto di Alessandro Florenzi. La Roma perde 3-2, ma per Soleri arriva un debutto prestigioso e decisamente particolare, addirittura prima di quello in campionato. Un percorso che, qualche anno più tardi, avrebbe avuto un altro protagonista giallorosso: Nicolò Zaniolo, anche lui capace di esordire con la Roma prima in Champions League che in Serie A, nella sfida persa dalla Roma in casa del Real Madrid.
A vent’anni arriva il primo prestito allo Spezia, ma l’esperienza non decolla. Per Soleri comincia così una fase di carriera lontana dai riflettori, ma fondamentale per la sua crescita. Prima l’Almeria in Spagna, poi l’Almere City in Olanda e infine il Braga B in Portogallo. Tre tappe diverse, tre esperienze che gli permettono di misurarsi con realtà e calcio differenti, prima del ritorno definitivo in Italia nell’estate del 2019. La destinazione è il Padova, in Serie C, e proprio in Veneto arriva la svolta. Soleri trova maggiore continuità, si sblocca e comincia a costruire quelle caratteristiche che lo accompagneranno negli anni successivi. Dopo una breve parentesi all’Avellino, meno fortunata, nell’estate del 2021 arriva la chiamata del Palermo.
Il Palermo e la consacrazione in Serie B
Ed è in Sicilia che Soleri vive uno dei capitoli più importanti della sua carriera. Nella stagione 2021/22 diventa una pedina fondamentale per la squadra allenata da Silvio Baldini, soprattutto quando la partita ha bisogno di una scossa. Chiude la regular season con 10 gol, tutti realizzati entrando dalla panchina, alle spalle soltanto di Matteo Brunori nella classifica marcatori rosanero. Un dato che racconta bene il suo modo di incidere: pochi minuti, ma spesso quelli giusti. Nei playoff, poi, arrivano altre reti pesanti contro la Virtus Entella e nella semifinale contro la FeralpiSalò, dove firma anche il definitivo 3-0 nella gara d’andata. Alla fine saranno 12 gol complessivi e un contributo determinante alla promozione del Palermo.
Il ritorno in Serie B con i rosanero rappresenta per Soleri un altro gradino della crescita. Anche nella categoria superiore il centravanti romano mantiene il ruolo di uomo importante a gara in corso, riuscendo a ritagliarsi spazio e a trovare rete pesanti. La fisicità, la capacità di attaccare gli spazi e soprattutto l’impatto entrando dalla panchina diventano armi preziose per i rosanero. Non sempre parte dall’inizio, ma spesso è proprio quando la partita cambia ritmo che Soleri riesce a lasciare il segno.
Dopo l’esperienza maturata con il Palermo, nell’estate del 2024 arriva il ritorno allo Spezia, sette anni dopo la prima avventura in Liguria. Ma le cose non vanno secondo le aspettative: Soleri chiude la sua seconda esperienza allo Spezia con 40 presenze e 4 reti, prima del prestito alla Sampdoria nel gennaio 2026. In blucerchiato colleziona 13 apparizioni, senza riuscire a trovare il gol. In estate torna allo Spezia, prima della definitiva rescissione.
Ravenna, esperienza e un progetto ambizioso
Ora c’è il Ravenna. Soleri arriva in una squadra costruita con ambizioni importanti e pronta a puntare in alto, con l’obiettivo dichiarato di competere per la promozione in Serie B. Ad aspettarlo c’è Andrea Mandorlini, alla guida di un gruppo che vuole unire esperienza e qualità per confermare quanto di buono fatto nella passata stagione. L’attaccante romano rappresenta proprio uno dei profili in grado di aggiungere profondità e peso a un reparto offensivo già ben assortito: un giocatore abituato alla Serie B, capace di agire da riferimento centrale, ma soprattutto di cambiare una partita quando viene chiamato in causa.
E poi c’è un elemento che rende ancora più particolare questa nuova avventura. A Ravenna Soleri "condividerà" lo spogliatoio con Ronaldinho, la leggenda brasiliana che ha scelto il progetto di Ignazio Cipriani. Il ritorno del Gaucho in campo, a 46 anni, sarà probabilmente limitato a una presenza, ma il suo arrivo ha già trasformato il Ravenna in uno dei progetti più particolari del calcio italiano. Per Soleri, invece, la sfida è molto più concreta: ritrovare continuità, tornare a segnare e dimostrare ancora una volta di poter essere decisivo. Dopo una carriera iniziata nella Roma e passata da Spagna, Olanda, Portogallo, Serie C e Serie B, il classe 1997 riparte dal Ravenna. Con un intento chiaro: tornare protagonista.
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