Condividono i colori sociali (bianco e nero), ma anche l'obiettivo. Quello di superarsi e di arrivare - puntuali - ai rispettivi appuntamenti. Chi per cenare con le stelle, chi per diventare uno di quegli astri. La Juventus Next Gen da una parte, la Pianese dall'altra. Parola al Moccagatta, che ospiterà la sfida playoff del prossimo 6 maggio.

I piemontesi smorzeranno l'attesa forti di un cammino che li ha visti protagonisti del girone B. Concluso al quinto posto (miglior traguardo della storia del club) e ricamato con i numeri che seguono: 53 punti, 14 vittorie, 46 gol fatti. E tanti giovani lanciati. Brambilla, insomma, ha fatto ancora centro: ha raggiunto i playoff per tre volte su quattro esperienze distinte alla guida dei giovani bianconeri. La prossima sfida? Sfatare il tabù del secondo turno, che il club non ha mai superato nel corso della sua giovane storia.

Stesso discorso vale per i toscani, che alle spalle hanno solamente tre anni di professionismo (in 96 anni di calcio) ma già ben due qualificazioni ai playoff. A Piancastagnaio, insomma, si lavora bene. E chissà che il secondo turno raggiunto nelle ultime due stagioni di C non possa presto trasformarsi in un nuovo trampolino. Direzione storia, perché no? Alessandro Birindelli, al primo anno in panchina, ha già affinato le medie del gruppo, passato dall'ottavo al sesto posto con identità e carattere. Prerogative che, solitamente, generano imprese ancor più grandi.

Quinta e sesta, dunque. Nessuna via di mezzo. Agli ospiti il diritto di crederci, pur avendo un solo risultato su tre. Ai padroni di casa il dovere di legittimare la propria forza, considerato il vantaggio acquisito in regular season sulla controparte. Gara secca, riflettori in attesa. E un filo che unisce i due allenatori: si sono affrontati da calciatori, nel 2007. Era Serie B, era Mantova-Juventus. Vinsero i biancorossi di Brambilla per 1-0, davanti ai 15 mila del Martelli e davanti allo stesso Birindelli. Si parte così.

Juventus Next Gen, un miglioramento costante

Partiamo da un dato. Nelle ultime nove partite di regular season, la Juve ha perso solo una volta. Per giunta proprio contro la Vis Pesaro, l'avversario del primo turno dei playoff. Estromessa dalla corsa con un 2-2 interno, sufficiente per passare il turno: i bianconeri, nel girone B, sono arrivati davanti agli uomini di Stellone. Quindi avevano due risultati su tre.

Questo perché la quinta piazza bianconera è stata costruita su peculiarità specifica, di cui una esclusiva. Ossia sulla capacità di ottimizzare nei minuti finali. Dall'ottantesimo in avanti, hanno conquistato ben 21 punti. Con anima e idee, fino alla fine.

Birindelli suona la Pianese: musica d'autore

Anche i bianconeri della Pianese vorranno essere "simili a degli eroi" per continuare il sogno-playoff. Tra l'altro è una melodia tanto cara a Birindelli, che in maglia Juve ha passato "i migliori anni" della sua vita. Musica d'autore che ha presto impartito nel vocabolario dei toscani, capaci di assorbire le virtù della nuova guida tecnica. I numeri non mentono: la squadra è un modello di solidità. Ha subito solamente 34 gol (quinta difesa del girone B), segnandone 37. 

Clean sheets stagionali, 14 (due 0-0 contro la Juventus Next Gen). Uno in meno del Gubbio, due in meno del Ravenna, quattro in meno della coppia Ascoli-Arezzo. Fino al 2019 non era mai stata in Serie C. Poi è tornata in D per quattro anni, infine si è consolidata tra i pro con intenti chiari. I risultati fin qui acquisiti non mentono. 

Sezione: Playoff / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 16:35
Autore: Edoardo Gatti
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