Idee per aprire il mese di marzo? Facile: c'è il calcio. Altro che aperitivi e cene, altro che scampagnate e rimpatriate. Alle volte, per divertirsi, basta poco. Anche solo un po' di Serie C. Anche solo un Salernitana-Catania apparentemente come tanti altri. Alt, primo errore: non sarà mai una sfida banale, Salernitana-Catania. E non è banale nemmeno che sia proprio questo incrocio ad aprire il mese nuovo.
Il terzo del 2026 per tutti, quello della verità per entrambe le squadre. Restare in superficie o andare oltre? Una domanda che alberga alquanto fortemente nei pensieri di Serse Cosmi, nuovo allenatore dei campani. Capitombolati nel peggiore dei periodi, costretti a una scomoda tabula rasa (esonero di Raffaele) e ora desiderosi di ripartire forti. Con una guida altrettanto solida (seppur arruginita) e con una rosa che, sulla carta, ha poco da invidiare e fin troppo da recriminare. Il -14 dalla vetta del Benevento sta stretto. Il -9 dagli stessi rossazzurri può ancora essere accorciato.
Ma tanto dipenderà proprio dalla banda di Toscano. Perfetta al Massimino, molto minimal quando ve ne esce. Tradotto in numeri: 41 punti in casa, soli 18 in trasferta. 31 gol fatti e 0 incassati in casa, 15 realizzati e altrettanti subìti in trasferta. Disparità alquanto marcata, che ha difatti facilitato l'allungo del Benevento, il cui primato dista comunque 5 punti. Difficile ma recuperabile. Chissà che la trasferta dell'Arechi non segni il definitivo cambio di passo, contro un avversario alla ricerca di sé e spoglia delle certezze che fanno la differenza.
Insomma: di carne al fuoco ce n'è già tanta. Ciò, inevitabilmente, genera spettacolo ancor prima che esso abbia effettivamente inizio. Mettici poi la storia e i suoi fili rossi. A partire dalla gara d'andata, vinta dal Catania (2-0), per riavvolgere il nastro e tornare al futuro. Il duello ha radici storiche profonde. Per questo non sarà mai una sfida banale.
Catania, all'Arechi fai sempre fatica
Parlavamo di trend esterno avverso per gli etnei. Vero. Ma a mettere ulteriore pressione c'è un altro dato abbastanza rilevante. Il Catania non vince contro la Salernitana all'Arechi dal 2003/2004. C'era ancora Mascara (e segnò uno dei due gol): altro calcio.
Per il resto, i granata dominano le stats interne: 12 successi, 8 pareggi. Non male. Un po' fiacco, invece, il bottino etneo, fermo a 5 successi esterni. C'è un altro motivo per osare.
Cosmi, contro il Catania due soli ko. E con Toscano...
Serse Cosmi, invece, torna a fare ciò che lo ha reso grande: raddrizzare situazioni complicate. Lo fa a 4 anni dall'ultima panchina. E il suo fiume, questa volta, è la speranza che gli scorre nelle vene. Vuole raggiungere orizzonti marcati. Ma prima, per l'appunto, dovrà battere il Catania. Cosa che gli è spesso riuscita in carriera. Precisamente alla guida di Genoa (2004/2005, 3-1 al Massimino), Lecce (1-2 esterno nel 2012) e Livorno (1-0 al Cibali nel 2009). Poi, a completare il corollario, due sconfitte (allenava Siena e Trapani) e due pari (Genoa e ancora Trapani).
E con Toscano, invece? Solo due precedenti, condensati nel 2016. Alla guida del Trapani, Cosmi prevalse 3-0 sulla Ternana di Toscano. L'anno dopo, invece, i granata dell'ex Perugia impattarono 0-0 contro l'Avellino dell'attuale allenatore catanese. Corsi e ricorsi, dicevamo.
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