Amiamo tanto il calcio, in fondo, perché ha quella insensata capacità di farci sentire parte di qualcosa. Di un'impresa e degli attimi a lei connessi. Dei sorrisi e della fatica, per raggiungerla e conquistarla. Ma anche di una sconfitta. Specificatamente del dolore che provoca, oltre l'orgoglio e l'appartenenza. Oltre la lotta e lo sforzo. Oltre ciò che sfugge, sì, perché non è il risultato finale a definire l'orizzonte. Bensì l'emozione anteposta al resto per provare a superarsi e a vincere sé stessi. Proprio così: gioia, oblio. Il contrasto eterno che, da poche ore, etichetta i percorsi europei di Atalanta e Borussia Dortmund.

Camminare al fianco della Dea ha insegnato che volare non è poi così impossibile. E Krstovic, invece, che tutto sommato basta mettere la testa. Sia mai che ne derivi ulteriore bellezza. Sia mai che la vita, poi, non ci consegni in mano la possibilità di colpire. Come Samardzic, che non ha avuto paura di calciare - esattamente al calare della speranza - quel rigore lì. Oggi parte di un ricordo che sarà bene tenersi stretto. Anche se non l'unico, forse nemmeno il più vivido. Perché certe storie non le scrivono solo i titani. Tante, di solito, nascono nell'ombra e bisbigliano silenti. Lasciando però graffi tangibili. Veri.

Parliamo, ovviamente, della Serie C. Che, specialmente negli ultimi anni, ha saputo regalare cartoline afrodisiache. In Regular Season, certo. Nei playout, senz'altro. Entro il lotto playoff, ancora meglio. E chi meglio del Pescara targato 24/25 può confermare quanto sia bello sognare forte? Nessuno, quantomeno sul breve periodo. Il Delfino di Baldini, lo scorso anno, ha letteralmente scherzato e vinto la scienza: va sotto di due contro la Vis Pesaro al Benelli, pareggia in un quarto d'ora, dà di gas nel recupero e prosegue la cavalcata verso la B. Letizia al 93', Merola al 99': abolsute cinema.

Eppure, non serve sempre la cinepresa per girare imprese da film. A volte, si sa, bastano un pallone e undici cuori che battono concordi. Pallone, undici cuori, uguale: il Foggia del 2023. Impossibile dimenticare il profumo di storia che lasciò quella serata dello Zaccheria. Era maggio e sbocciarono tre frutti dolcissimi, che ribaltarono completamente l'Audace Cerignola (all'andata vittoriosa per 4-1) fornendo a Delio Rossi e squadra un grandioso paio d'ali. I pugliesi sfiorarono addirittura la Serie B. E tuttora è dolce naufragare e sentirsi parte di quei momenti lì.

Imprese da film in Serie C: dal Siena di Mignani al colpo dell'Entella

Ma restiamo nel 2023. Perché i playoff, quell'anno, sono stati particolarmente movimentati. A livello sportivo ed emotivo. Non solo a Foggia, ma persino a Chiavari, sponda Virtus Entella. Che nel primo turno dei playoff rimontò di pura voglia il Gubbio, sradicandone il doppio vantaggio acquisito all'andata con un poderoso 3-1 interno. Volete più pathos? Capitomboliamo nel 2018. Protagonisti, Siena e Reggiana. "The winner takes it all", canterebbero gli Abba. Ma anche i bianconeri di Mignani, perché presero letteralmente tutto e in maniera incredibile: vinsero al minuto 100 con rigore di Santini, ribaltarono il 2-1 granata e, nella successiva semifinale, prevalsero anche sul Catania. Solo il Cosenza cambiò le note di quella canzone.

Ulteriori esempi riconducono al 2024. La giovane Juventus Next Gen violò il Pinto rifilando un 3-1 alla Casertana per ribaltarne l'iniziale minimo vantaggio. Tra una finestra Covid e l'altra, il Catania illuse la Virtus Francavilla (da 0-2 a 3-2) e lo stoico AlbinoLeffe di Zaffaroni affondò il sottomarino giallo del Modena (0-1 all'andata, 2-0 esterno al ritorno). Le ultime? No, affatto: scorrere per credere.

Quando la rimonta vale il trionfo

Ci sono anche casi in cui una rimonta vale il conseguimento di un determinato obiettivo. E non solo nei playoff, come ci ricorda quotidiniamente la Spal 24/25. I biancazzurri, poi costretti a ripartire da zero, persero la gara d'andata dei playout contro il Milan Futuro per 1-0. Al ritorno, però, Ferrara si travestì da bolgia. Semplice prevedere il prosieguo: 2-0, salvezza, ma successiva nuova resa. Il calcio in ogni sua forma.

Letteralmente in ogni sua forma. L'Ancona del 2008, ad esempio, insegnò anche a vincere. In semifinale rimontò il 3-1 di Perugia con un focoso 2-0 interno. In finale prevalse sul Taranto, volando in Serie B. Sulla stessa falsariga, l'edizione 95/96 dell'indimenticato Castel Di Sangro. Contro tutto e tutti, il club sormontò il Gualdo nel doppio confronto, infine l'Ascoli ai rigori, agguantando la seconda serie del nostro calcio.

Sezione: News / Data: Gio 26 febbraio 2026 alle 18:55
Autore: Edoardo Gatti
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