Se pensate di trovarvi di fronte a un ragazzo qualunque, ecco che la storia dietro a Matteo Lavelli, nuovo talento lanciato da Chivu vi farà decisamente cambiare idea. Diciannove anni compiuti l'8 dicembre, ha fatto il suo esordio in Serie A al minuto 83 della gara con il Bologna, subentrando a Marcus Thuram, uno dei suoi punti di riferimento. Sorridente ed emozionato, quasi incredulo di ciò che stava accadendo intorno a lui. Un momento speciale seguito, adesso, dalla prima panchina in Champions League per la sfida contro il Bodo Glimt.
Soprannominato il "Pocho", a causa dell'assonanza con il cognome dell'ex calciatore del Napoli, solamente due anni fa ha dovuto fare i conti con una situazione decisamente difficile. Ricoverato circa un mese in ospedale, ha lottato per la sua vita contro una severa forma di meningite. Un ostacolo inaspettato che, qualche anno più tardi, non gli ha comunque impedito di realizzare il suo sogno: scendere in campo a San Siro con la maglia della 'sua' Inter. "Ho provato a fare del mio meglio, il mister mi ha detto che non sarebbe cambiato molto dalle partite che mi trovo a giocare di solito. Da interista, me la sono goduta al massimo, aveva dichiarato a margine della gara contro il Bologna dello scorso gennaio.
Prima dei nerazzurri due brevi passaggi con Monza e Renate, poi la svolta a 11 anni. Ora un nuovo capitolo di una storia infinita, arrivato dopo la meritata continuità tra i professionisti con la formazione Under 23.
Un cerchio che si chiude
Proprio nel settore giovanile, dopo l'ottimo percorso con l'Under 18, conosce Cristian Chivu, in quel momento allenatore della formazione Primavera. Sei presenze e due gol, il giusto riconoscimento dopo una crescita esponenziale. L'ex difensore lo aveva già convocato durante la stagione attuale in occasione delle gare contro Hellas Verona e Fiorentina.
Prima ancora fu invece Simone Inzaghi a dargli fiducia, convocandolo per la semifinale d'andata di Coppa Italia contro il Milan. Ecco dunque che l'esordio contro il Bologna, rappresenta sicuramene la chiusura di un cerchio. Il calcio come scelta di vita, preferito ad altri sport come nuoto e rugby, e figlio di una passione già nata in famiglia, come testimonia la precedente carriera da centrocampista di papà Diego.
Lotta e voglia di emergere
Il nuovo capitolo in nerazzurro si chiama invece U23, progetto che gli ha dato la possibilità di esordire tra i professionisti. Sedici presenze con la squadra di Vecchi, attualmente al sesto posto in classifica nel girone A di Serie C. Il 17 ottobre scorso, nel derby a tinte milanesi tra Alcione-Inter U23, è arrivato l'esordio in terza serie.
Da quel momento in poi ecco dunque la continuità anche tra i grandi. Due presenze anche in Coppa Italia Serie C, dove ha realizzato anche una rete in occasione del match contro il Renate. Ora una nuova prima volta all'insegna di una caratteristica ben precisa: non mollare mai.
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