Alberto De Rossi si racconta in un’intervista al Corriere dello Sport, affrontando le tematiche legate al suo ruolo da presidente dell’Ostiamare, il rapporto con la squadra e il binomio che lega la sua famiglia al club biancoviola, senza nascondere la sua passione per il calcio: "Sono un uomo di campo. Sono pensionato, ma non ho intenzione di staccare. Questa è la mia vita".

Sul rapporto con il figlio Daniele, storico allenatore della Roma Primavera, Alberto De Rossi racconta: "Non ci sono discussioni, però ci confrontiamo, come con tutto il gruppo di lavoro. Siamo colleghi, amici e famiglia. C’è anche mia figlia, Ludovica, qui con noi".

Contro la Vis Pesaro è arrivata la prima vittoria in Serie C, con Alberto De Rossi che non ha nascosto tutto l’orgoglio per il risultato: "Siamo tutti molto felici, non vedevamo l’ora che arrivassero questi benedetti tre punti. Ma il nostro progetto è ancora all’inizio. Non vogliamo solo creare qualcosa di importante a livello sportivo. Vogliamo formare cittadini, non solo calciatori. Abbiamo ben chiara la nostra funzione sociale. Poi, ovviamente, mantenere la categoria e crescere ancora è un impegno".

L’Ostiamare va ben oltre i ruoli assunti da tutta la famiglia: "Questa società è sempre stata dentro di noi. Ci giocavo da piccolo. E ricordo la prima volta con Daniele qui: era il 1988, aveva appena compiuto cinque anni".

Alberto De Rossi: "Le istituzioni hanno colpito me, Daniele e tutta la nostra famiglia nel cuore"

Alberto De Rossi è tornato sulla scelta della famiglia di acquistare l’Ostiamare, nel gennaio 2025: "Le istituzioni sono venute da noi e ci hanno proposto l’opportunità di occuparci di un club che rischiava di fallire. Hanno colpito me, Daniele e tutta la nostra famiglia nel cuore. Non potevamo dire di no. Ma non bastavano i sentimenti: dovevamo metterci anche professionalità e investimenti. Stiamo facendo le cose seriamente, lo dovevamo a Ostia: non ci siamo solo nati, questo mare ci ha cresciuto. È casa, vogliamo che questo club cresca ancora: passione e organizzazione. Qui a Ostia le cose stanno cambiando e cambieranno ancora. Il quartiere è con noi, la gente è totalmente dalla nostra parte".

Questa estate è arrivata la promozione in Serie C e, dopo un lungo mercato, l’obiettivo è quello di centrare la salvezza: "Ci crediamo molto, adesso avanti per fare i punti che servono. Poi c’è tutto il resto: altissima professionalità. Qualità del lavoro e qualità dei rapporti umani sono imprescindibili".

Inevitabile l’emozione per la prima partita tra i professionisti davanti al pubblico di Ostia, allo Stella Polare, nonostante il ko contro il Grosseto: "Era importantissimo riuscire a fare tutto in tempo per poter giocare a Ostia, allo Stella Polare. Grazie al contributo e alla disponibilità di tanti soggetti, in primis Roma Capitale e la NEA Rugby, attuale concessionaria dell’impianto, siamo riusciti in tempi record a mettere insieme un progetto ambizioso, che guarda anche ai modelli delle grandi città europee, dove realtà sportive fortemente identitarie e legate ai quartieri vivono e giocano all’interno del territorio che rappresentano. Abbiamo trovato una situazione non semplice e abbiamo cercato di migliorare tutto ciò su cui era possibile intervenire. Il lavoro non è concluso, ma le istituzioni si sono attivate".

Ostiamare, Alberto De Rossi: "La Serie C è il calcio che piace a me"

L’Ostiamare continua a lavorare anche al progetto di riqualificazione dello Stadio Anco Marzio, con l’obiettivo di rendere più accogliente l’impianto, come conferma De Rossi: "L’iter sta andando avanti, l’auspicio è che si possa completare per poter dare inizio ai lavori già all’inizio del prossimo anno".

E sui giovani, che hanno rappresentato la vita dell’ex allenatore della Roma Primavera per oltre trent’anni: "Lo sono ancora oggi. Come dicevo, la Serie C è la nostra categoria. Seguo in prima persona le attività della prima squadra nel rispetto di una struttura già ben collaudata, ma ci sono anche tutti i ragazzi di cui occuparsi, cosa che faccio con Roberto Menichelli. Per noi è fondamentale il bene della comunità. È chiaro che ogni cambiamento porta con sé delle rinunce, qualcuno può storcere un po’ la bocca, ma vediamo che il nostro lavoro è apprezzato. Vogliamo che l’Ostiamare sia la prosecuzione della scuola e presto lo dirò ai genitori. Vorrei che i bambini si sentissero come a casa, è proprio quello che provavo io da piccolo".

Sul rapporto con la Serie C, De Rossi ricorda: "Ho fatto due anni all’Ostiamare, poi Primavera della Roma e tredici anni di C. Allegri era mio compagno a Livorno, giocavamo insieme, ci divertivamo. Questo campionato mi piace, ci sono squadre forti che hanno fatto categorie più importanti, nessuno ti regala niente. E poi è divertente. Quando vedo le persone affacciate ai terrazzi che guardano le partite, è il calcio che piace a me".

Ostiamare, Alberto De Rossi: "Roma? Ero e resto un tifoso, tornare alle proprie radici è stato un passo profondo"

L’intervista si conclude affrontando gli ultimi temi. Il primo riguarda le seconde squadre. De Rossi commenta: "Capisco che per alcune società siano un costo, non tutte si possono permettere di investire dagli 8 ai 12 milioni, ma i top club dovrebbero averle per far crescere i ragazzi".

Poi sugli allenatori, con le difficili possibilità di lavorare in Serie A: "Non ci dovrebbe essere questa differenza abissale tra chi ha giocato ad alti livelli e chi no". Infine, un ritorno alle origini per l’ex allenatore della Roma Primavera: "Dopo oltre trent’anni si è concluso un percorso umano e professionale che mi ha regalato esperienze, soddisfazioni e relazioni che porterò sempre con me. Ma tornare alle proprie radici rappresenta qualcosa di altrettanto profondo. Ero e resto un tifoso".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 10:00
Autore: Martin Shira
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