"It ain't over 'till it's over", tradotto "Non è finita finché non è finita". Più che un semplice aforisma sportivo, una vera e propria legge di vita. Inseguire il proprio obiettivo fino alla fine, finché e fin dove sia possibile farlo. L'Ascoli lo sa bene, e la sensazione è che sarà proprio questo il mantra che risuonerà nello spogliatoio bianconero nelle prossime settimane. Curado e compagni si preparano ad affrontare i playoff da protagonisti assoluti, dopo una regular season di altissimo livello, terminata al 2° posto con 77 punti a solo tre lunghezze di distanza dall'Arezzo, vincitrice del Girone B. Un risultato più che in linea (se non oltre) con le aspettative della piazza e della nuova proprietà, targata famiglia Passeri, che ora però vogliono continuare a sognare in grande e ambiscono al ritorno, dopo due anni, in Serie B.
Traguardo, quello della promozione diretta, sfumato solo all'ultima giornata, dopo un teso testa a testa con l'Arezzo, che ha visto i bianconeri rimontare ben 12 punti ai toscani nel girone di ritorno, grazie a una striscia di 14 risultati utili consecutivi - 13 vittorie, di cui 10 consecutive, e un pareggio -interrotta dalla sconfitta per 0-1 a Campobasso nell'ultimo turno. Una seconda parte di stagione, quindi, da incorniciare per la squadra di Tomei, in grado anche di ritagliarsi un posto nella storia dell'Ascoli, battendo il record di 7 vittorie consecutive, risalente all'annata 1969/1970 e appartenente a un certo Carletto Mazzone. Questo dato, assieme a quello relativo all'imbattibilità difensiva - 0 gol subiti nelle prime 7 giornate di campionato per un totale di 672' e ultima squadra delle leghe professionistiche dei top 5 campionati europei a prendere gol - fotografa perfettamente ciò che finora è stato il campionato dell'Ascoli. Uno "show" che (o "that") must go on.
I risultati del campo sono stati frutto di quanto costruito a partire da quest'estate, quando è avvenuto il passaggio di proprietà del club alla famiglia Passeri e Alo & Partners srl. Cambiamento importante, che ha comportato una rivoluzione societaria e della rosa, quest'ultima attuata con oculatezza e lungimiranza dal nuovo ds Matteo Patti. Confermato lo zoccolo duro dell'anno precedente, da Capitan Curado a D'Uffizi, passando per Alagna, Silipo e Corazza, sono arrivati nuovi giocatori di qualità ed esperienza per la categoria, come Milanese, Gori, Vitale, Rizzo Pinna e Damiani, in grado di alzare il livello della squadra e fare la differenza in Lega Pro.
Sotto la guida tecnica dell'ex Picerno Francesco Tomei, i bianconeri sono partiti subito forte. 3 pareggi e 8 vittorie nelle prime 11 giornate di regular season, tra cui il tanto atteso derby contro la Sambenedettese, vinto dall'Ascoli 1-0 al "Del Duca" lo scorso 26 ottobre. Poi la prima sconfitta nello scontro diretto per 0-1 contro il Ravenna nel turno immediatamente successivo e un calo (fisiologico) di rendimento nella seconda parte del girone d'andata, reso lontano ricordo dall'ottimo girone di ritorno di cui si è detto sopra. In totale sono stati 63 i gol segnati e solo 23 quelli subiti. Numeri che permettono ai marchigiani di vantare, a conti fatti, il secondo miglior attacco del girone e la miglior difesa di tutta la Serie C.
POSSESSO PALLA, PRESSING E UN GRUPPO COESO: IL CALCIO SECONDO TOMEI
I successi dell'Ascoli sono passati non solo dalle capacità dei singoli, di cui pure si dirà, ma soprattutto dall'interiorizzazione da parte dei giocatori di alcuni concetti chiave trasmessi dall'allenatore. Palleggio, dominio della gara senza mai snaturarsi, pressing alto e 4-2-3-1: Tomei ha saputo plasmare la squadra a propria immagine e somiglianza, delineando una chiara identità di gioco. L'Ascoli, infatti, è una squadra che imposta dal basso, agevolata dalla grande qualità con i piedi del portiere Samuele Vitale, un "centrocampista" tra i pali, tiene il pallino del gioco e riaggredisce appena perde il possesso. All'ex Monopoli, poi, va anche il merito di aver saputo costruire un gruppo coeso e unito, senza aver rinunciato, però, alla valorizzazione del talento individuale.
Sotto la sua gestione sono sbocciati (forse meglio dire rinati) giocatori come D'Uffizi - capocannoniere del Girone B con 13 gol e protagonista, assieme a Gabriele Gori (per lui 12 gol) di una delle coppie d'attacco più prolifiche del calcio italiano - Alagna e Milanese. Quest'ultimo vero e proprio jolly nel mazzo di Tomei e autore di 9 gol, di cui tre consecutivi da subentrato nelle ultime quattro giornate di regular season. Decisivo nelle partite "clou" della stagione, dal cucchiaio nel derby d'andata contro la Sambenedettese fino alle reti pesantissime contro Vis Pesaro e Guidonia, il centrocampista classe 2002 ha vestito più volte i panni di "eroe a sorpresa". Stessa sorte per Simone Corazza, che, nonostante sia sceso in campo solo 10 volte, tutte da subentrato, è riuscito a mettere il suo zampino nella vittoria del derby di ritorno al "Riviera delle Palme" e in quell'1-2 contro l'Arezzo che, lo scorso 30 marzo, aveva riaperto la corsa al primo posto. Gol importantissimi, che hanno inciso profondamente sull'andamento della stagione.
UNA TIFOSERIA CALDISSIMA E QUEL PRECEDENTE AI PLAYOFF
Cori, coreografie e presenza costante sia in casa che in trasferta. L'Ascoli, in questa regular season, ha potuto contare sulla spinta incessante e l'amore incondizionato "fatto solo di poesia" della propria tifoseria, che non ha mai smesso di essere vicina alla squadra. Un entusiasmo riaccesosi in estate, complice anche il ritorno dopo quasi 40 anni del derby contro la Sambenedettese, e dimostrato dai numeri record della campagna abbonamenti "Lunga Vita alla Regina" : 7150 tessere sottoscritte, mai così tante per un campionato di Serie C nella storia dell'Ascoli. E non solo: Del Duca quasi sempre sold out ed esodi di massa nei settori ospiti di mezza Italia. Da Pineto a Campobasso, passando per Pesaro, Gubbio, Arezzo e Forlì, i tifosi bianconeri si sono rivelati il vero dodicesimo uomo in campo della formazione marchigiana.
Il futuro prossimo dell'Ascoli recita dunque playoff. La squadra di Tomei si rivedrà in campo per il secondo turno della fase nazionale tra poco meno di venti giorni, domenica 17 maggio contro un avversario ancora da definire. I bianconeri, così, torneranno a giocare uno spareggio promozione di Serie C dopo più di 10 anni. L'ultimo precedente, infatti, risale alla stagione 2014/15. Allora l'Ascoli allenato da Mario Petrone chiuse, come quest'anno, il campionato al secondo posto dietro al Teramo, ma fu eliminato al primo turno dei playoff dalla Reggiana dopo una pesante sconfitta per 2-4 al Del Duca. A fine stagione, però, i marchigiani furono lo stesso promossi in Serie B a seguito dell'estromissione dal campionato, per illecito sportivo, del Teramo, che sul campo aveva conquistato la promozione diretta in cadetteria.
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