"Tornare" viene dal latino "tornus": il tornio, l'utensile che gira e attorno al quale l'artigiano modella l'argilla fino a dargli forma. Dentro questa etimologia c'è il senso della carriera di Serse Cosmi, artigiano del calcio, ormai prossimo al ritorno per allenare la Salernitana, dopo 4 anni lontano dai campi. La panchina per lui non è mai stata una vetrina o un palcoscenico, ma un tornio, dove plasmare la propria idea di calcio che affonda le radici nella piena consapevolezza della fatica, della gavetta, nel profumo dell'erba dei campetti di provincia e soprattutto nella concretezza. Ma ripercorriamo passo dopo passo la carriera del prossimo granata.
Umbro doc, Serse Cosmi dopo una carriera da calciatore trascorsa tra le fila di svariate squadre della sua regione, intraprende la carriera da allenatore salendo alla guida della Pontevecchio, la squadra del proprio paesino Ponte San Giovanni, una frazione di Perugia. Qui ottiene due promozioni, dalla prima categoria fino all'interregionale, categoria corrispondente all'attuale serie D. Dopo i successi ottenuti con il Pontevecchio, Cosmi viene chiamato ad Arezzo, dove si conferma essere un esperto di promozioni. Nel giro di quattro anni trascina gli amaranto dai dilettanti alla Serie C1, fino a sfiorare persino la promozione in Serie B. Risultati che, in ogni caso, gli valgono la panchina d'argento nel Sulla panchina dei toscani sfiorerà anche la promozione in Serie B e vincerà la panchina d'argento per i risultati ottenuti nel 1999-2000 .
Nell'anno successivo, Cosmi viene ingaggiato dal Perugia di Luciano Gaucci, compiendo nuovamente un salto di due categorie: dalla C1 alla Serie A. Nella sua città scrive la storia. Il celebre "Perugia di Cosmi" disputa quattro campionati nella massima serie, vince la coppa Intertoto e raggiunge persino una storica qualificazione in coppa UEFA. Il suo ritorno in Umbria rappresenta sicuramente uno dei periodi più gloriosi della sua carriera. L'emblema della rivincita di un uomo partito allenando la squadra di quartiere nei bassifondi delle serie minori, e arrivato a guidare la squadra della propria città in Serie A.
Arrivati alla stagione 2004-05, Cosmi approda sulla panchina del Genoa dove vince il campionato di Serie B, successivamente revocato a seguito di problemi giudiziari. È poi la volta dell'Udinese, con il quale riuscirà a disputare una storica partecipazione in Champions League scontrandosi con squadre del calibro di Barcellona, Panathinaikos e Werder Brema.
Dal Brescia fino al Rijeka
Negli anni a seguire la carriera di Serse Cosmi è un viaggio attraverso piazze importanti in periodi complessi, chiamato a risolvere - grazie alla sua grande esperienza maturata negli anni - una serie di situazioni delicate. Il capitolo più importante e intenso in questo periodo è sicuramente quello con il Trapani.
Sulla panchina siciliana Cosmi disputa tre stagioni, e nella 2015-16 sfiora un'altra storica impresa andando a un passo dalla Serie A. Traguardo che manca soltanto di pochi metri, cedendo in finale playoff al Pescara di Oddo. Un piccolo capolavoro della storia recente, quanto fatto con il Trapani. Soltanto l'ennesimo di una lunga carriera, invece, per Serse Cosmi che ha come ultima avventura nel suo curriculum quella in Croazia sulla panchina del Rijeka nell'ormai lontano 2022.
Cosmi e Faggiano di nuovo insieme
Oggi Serse Cosmi torna in panchina dopo quasi 4 anni e lo fa ritrovando al suo fianco Daniele Faggiano, direttore sportivo della Salernitana. I due tornano assieme a un decennio di distanza dall'impresa di Trapani, quando sfiorarono la Serie A. I 73 punti della stagione 2015-16, frutto di 20 vittorie e 13 pareggi, rappresentano tutt'ora un record sssoluto per il club siciliano tra i cadetti.
Due uomini legati da un'importante passato che ha segnato entrambe le loro carriere. Oggi il difficile compito di Cosmi e Faggiano appare ben chiaro: guidare la Salernitana verso il miglior piazzamento possibile, sia in campionato che in ottica playoff. I campani potranno quindi ripartire su un duo ben collaudato in vista di questi ultimi impegni di regular season, in un ambiente ora più che mai ambizioso di punti e, soprattutto, di entusiasmo.
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