Fabio Liverani si è raccontato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo i momenti più importanti della sua carriera. L'attuale allenatore della Ternana ha parlato anche della scomparsa della moglie Federica dopo una lunga malattia: "Era la mia vita e per lei avrei mollato tutto. Non me l'ha mai permesso. Era una donna solare, siamo stati assieme fin da ragazzini e avrei dato la mia vita per salvarla. Ha lottato contro il cancro fino alla fine, una battaglia durata 9 anni, affrontata sempre a testa altissima". 

Nello stesso periodo Liverani era l'allenatore del Cagliari: "Avevo pensato tante volte di mollare, ma Federica non me l’ha mai permesso. Così anche dopo la sua morte ho scelto di continuare. Non è stato facile. Confesso che l’esonero di Cagliari è stato quasi un sollievo. Avevo bisogno di tornare a Roma, staccare e stare vicino ai miei figli”. Ha poi proseguito parlando del presidente Giulini: "Mi è sempre stato vicino. Così come tante persone nel mondo del calcio: allenatori, ex compagni, colleghi, addetti ai lavori. Il presidente è sempre stato straordinario con me. Mi scrive spesso chiedendomi come stanno i miei ragazzi”. 

L'allenatore della Ternana ha poi parlato anche dell'addio alla Lazio: Quella con Lotito è stata una trattativa assurda, durata 10 mesi. Io dovevo rinnovare, ma lui non vedeva di buon occhio tutti noi che arrivavamo dalla gestione Cragnotti. Alla fine prima accettai e poi ci ripensai, lui ci rimase male. Avevo capito che l’ambiente mi voleva, mentre lui no”. 

Sempre riguardo ai rapporti coi presidenti, Liverani si è espresso anche su Gaucci nel suo periodo a Perugia da giocatore: “Un personaggio. E poi era un uomo vero, ti diceva le cose in faccia. E quante risate. Un giorno venne in spogliatoio e si mise a spiegare al nostro portiere Mazzantini come fare la barriera. Usava le borse come fossero uomini da posizionare... uno showman”

I casi di razzismo e l'obiettivo con la Ternana

L'allenatore ha poi parlato degli episodi di razzismo subiti in carriera: “A Reggio Calabria, fu umiliante sentire i Buu e gli insulti per il colore della pelle. Poi in una città del Sud... non me lo aspettavo proprio. Mi fischiarono per novanta minuti. Giocare e dare il massimo, ignorandoli, è per me l’unica risposta possibile”. 

Infine, Liverani ha voluto ricordare il momento più bello della sua carriera e si è poi soffermato sull'obiettivo della Ternana: “La doppia promozione a Lecce, è una città unica che mi ha dato tanto amore. Oggi penso a vincere con la Ternana, vorrei portarla in B. Anche se il mio sogno è quello di avere un’altra chance in Serie A”.

Sezione: Girone B / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Filippo Tezza
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