Due vittorie su due per Andrea Mandorlini sulla panchina del Ravenna. Dal suo arrivo infatti, l'allenatore ha collezionato 6 punti contro Juventus Next Gen e Sambenedettese, tenendo viva la speranza per una rincorsa al primo posto, attualmente occupato dall'Arezzo a quota 62 punti a +7 proprio dal Ravenna (ma con una partita in meno).

Intervistato da Gianluca Di Marzio in occasione dell'evento Ravenna by Cipriani x Nike, Mandorlini si è raccontato ai nostri microfoni, soffermandosi innanzitutto sul suo ritorno: "Mi mancava casa e il calcio italiano. Siamo qua e siamo a casa: mio figlio Davide è direttore e anche Matteo gioca. Le aspettative sono alte ma credo ci siano tutte le condizioni e le qualità per fare bene".

L'allenatore del Ravenna ha poi parlato del campionato e degli obiettivi della squadra: "Il campionato lo conosco e anche la squadra l'avevo già vista. Nell'ultimo periodo è mancato qualcosa ma Marchionni qui ha portato tanti risultati. Il campionato sembra chiuso ma adesso avremo anche lo scontro diretto. Noi conosciamo bene anche la seconda fase, quella dei playoff. Il gruppo è importante, il presidente Cipriani segue la città".

Sul rapporto con Carnevali e Marotta e la fine della carriera da giocatore: "Io avevo smesso, Giovanni era il collaboratore tecnico di Beppe. Mi hanno fatto cominciare loro con questa nuova avventura e dopo due anni siamo andati in Serie B. Tengo molto a questa città, è un campionato difficile . Anche se si ha una squadra forte gli episodi possono fare comunque molta differenza. Dobbiamo prepararci per questo scontro diretto e poi per le successive partite. 

Il percorso delle italiane in Europa e gli allenatori avuti in carriera

Mandorlini ha anche parlato del percorso europeo delle squadre italiane: "Per quanto riguarda l'Inter sicuramente ha giocato in un campo difficile e contro una squadra che sa creare tante difficoltà. Sul calcio italiano, spero esca da questo momento. Sicuramente non siamo in un momento di splendore ma noi siamo sempre bravi a ribaltare queste situazioni. Anche per la Nazionale spero possa trovare questa qualificazione al Mondiale".

Infine sul ruolo dell'allenatore moderno: "Io ho avuto la fortuna di avere grandi allenatori, ad esempio Carlo Mazzone, Giovanni Trapattoni, Gigi Radice. Una generazione di allenatori importante, magari non smart come si cerca adesso però sono uomini che mi hanno insegnato non solo il calcio ma anche la vita. Essere ancorato a queste persone che mi hanno dato tanto per me è importante e non mi nascondo, a volte mi attacco a tante cose ch mi dicevano. Senza la storia non si va da nessuna parte".

Sezione: Girone B / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 13:40
Autore: Filippo Tezza
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