E allora bisogna correre. Correre perché la vita aspetta. Correre perché la vita premia. Correre perché la vita insegna: la perseveranza è il miglior sorriso. La miglior arma. Più forte della paura, del dubbio e del rischio. E allora bisogna correre. Correre come il Como. Che oggi ci guarda dall'alto, ma che un tempo sognava tra noi. Insieme a noi.

In basso. Dal basso. Incastonato nelle penombre della Serie C. Il primo step di una scalata che ha rubato i cuori. Prima ancora di Nico Paz, Cesc Fabregas e Tasos Douvikas. Prima ancora della Champions League, del calcio-show e della palla al centro di un'idea vivida. Prima ancora del Sinigaglia vestito d'orgoglio, dei sold-out, delle vetrine e delle copertine. Prima ancora, sì. Quando i pensieri erano snelli, la vita lenta e i gol li faceva Gabrielloni.

Dobbiamo tornare al 2019. All'11 agosto, per la precisione. Gli Hartono si erano insediati da qualche mese (aprile), dettando subito passo e linee guida. Il primo ostacolo sportivo? Il Gozzano, avversario di Coppa Italia Serie C. Risultato? Di 1-0 per i lariani, che passano (con Marano) al turno successivo. L'ultimo, dato che il Renate - il successivo 18 agosto - si imporrà per 4-2 sui ragazzi di Banchini. Parliamo di cose serie, adesso.

L'esordio in campionato. 25 agosto 2019. Stadio Sinigaglia, ancora. Spettatori? 2121. Avversario? La Pergolettese. Esito? Anche qui, vincente: è un battesimo da sogno. Apre Gabrielloni (chi faceva i gol?), chiude Ganz, uno dei colpi del mercato estivo. Ed è festa. La prima di una stagione che finirà così: con un tredicesimo posto incaricato di porre basi. Ne porrà di belle e di solide, sulle quali è tutt'oggi bellissimo camminare. Anzi: correre.

Le cose belle iniziano con la C, dalla C

Fu una salvezza comoda, ma la testa era già sul prossimo passo. Quello che inizia con la B: Serie B. L'anno successivo è l'anno di Gatto, ma anche di Gattuso: il primo, Massimiliano, ne segna 14, mentre il secondo, Giacomo, subentra a Banchini e conduce i lariani verso il mito.

Lui, l'allenatore della promozione. Lui, l'allenatore della successiva salvezza agguantata al secondo piano. Il resto? Beh: leggenda recente. Un'altra salvezza (con Longo), il primo tocco di Cesc (al fianco di Roberts), la promozione in A, il secondo tocco di Cesc (da solista). Il terzo tocco di Cesc? Un assolo di chitarra che ha sconvolto il fùtbol. Calcio, Champions League, Como. Le cose belle iniziano con la C. Le cose belle iniziano dalla C.

Ora c'è da chiedersi...

Quanto del primo Como di Lega Pro ha in seguito sperimentato palcoscenici d'èlite? Un nome sorge spontaneo: bomber Gabrielloni. Lui c'è stato in D, in C, in B e anche in A (15 partite nel '24/25 condite da una rete). E anche se oggi non ci sarà (è al Palermo)...ci sarà comunque. Impossibile dimenticare, del resto, 230 partite e 65 gol (23 di questi in Serie C). Impossibile.

Ma in quella squadra c'era anche Alessio Iovine. Un altro highlander del blocco storico: al Sinigaglia ha giocato sei anni. Dal 2019 al 2025: anche lui le ha toccate tutte, A compresa (10 presenze nel '24/25). Eric Lanini e Matteo Solini, invece, sono tra i protagonisti dell'attuale Serie C: uno sbraccia a Novara, l'altro a Ravenna. Ne sono cambiate, di cose. Anche il numero di spettatori: per quel Como-Pergolettese accorsero in 2121, oggi contro il Lipsia saranno circa 10 mila. La miglior fotografia della perseveranza.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 19:28
Autore: Edoardo Gatti
vedi letture