Tredici gol stagionali, quarto posto blindato e una leadership che lascia il segno in mezzo al campo. Alfredo Bifulco è l’uomo copertina di un Campobasso capace di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel girone B, regalando alla piazza molisana un piazzamento d'onore in vista dei playoff. Numeri che raccontano solo in parte l’impatto del numero 14, diventato in poco tempo il punto di riferimento di uno spogliatoio pronto a stupire ancora.

La sua avventura in maglia rossoblù è nata come una vera e propria sfida personale, accettata nel 2025. Il passaggio dal Trapani al Campobasso è stato l’inizio di un legame viscerale. "L’anno scorso sono arrivato in un momento di difficoltà a livello di campo per la squadra" racconta il capitano. "Ho accettato subito di andare a Campobasso, perché sentivo che questa piazza poteva darmi tanto sia a livello calcistico che umano. Sono fiero della scelta che ho fatto e contento di vivere questa città tutti i giorni".

Il numero 14 rossoblù ha messo a referto la sua miglior annata realizzativa in carriera. Una crescita figlia della totale sintonia con l'ambiente e con l'allenatore Luciano Zauri: "Mi ha dato tantissima fiducia dal primo giorno in cui ci siamo incontrati. Ringrazio la società e il direttore che hanno creduto di nuovo in me. Avere la loro stima è un onore e una grande responsabilità: mi sento in debito con loro e con la nostra gente, sento di dover dare sempre di più".

Con il rinnovo firmato a inizio anno: ha deciso di legarsi fino al 2028 al club che guarda al futuro, non mancano infatti parole di stima nei confronti della società: "Parliamo di una società ambiziosa, proprio come lo sono io quando scendo in campo, con un progetto che mi affascinava già dallo scorso anno. Il club merita altri palcoscenici" sottolinea Bifulco. 

La serenità come chiave per i playoff

Il segreto di questa cavalcata risiede proprio nell'unione del gruppo, compattatosi definitivamente dopo il mercato invernale: "A gennaio ci siamo guardati e ci siamo detti 'siamo questi qua' ",ricorda il capitano, "Da quel momento abbiamo perso solo due gare. La forza del collettivo si è vista anche nell'ultima sfida contro l'Ascoli, dove chi ha giocato meno ha sfoderato una prestazione importante, a dimostrazione di quanto questo gruppo sia coeso e tenga a fare bene".

Bifulco ha le idee chiarissime su come guidare i compagni nel momento più delicato: "Con l’esperienza ho imparato a gestire queste situazioni. L'aspetto che ci ha contraddistinto quest'anno, però, è stata la serenità. Grazie al lavoro dell'allenatore siamo un gruppo che sta bene insieme: metterci pressione addosso non servirebbe a nulla. Quando siamo sereni, dimostriamo sempre il nostro vero valore". E se il quarto posto possa rappresentare un ostacolo, il numero 14 rossoblù risponde: "L'anno scorso ha vinto il Pescara, ed era arrivato quarto proprio come noi".

Un trascinatore dentro e fuori dal campo che sa bene come poter approcciare nel migliore dei modi ai playoff: "Nella vita bisogna crederci sempre, le cose più belle arrivano nei momenti inaspettati" prosegue "A noi sognare non costa nulla, possiamo essere una mina vagante. Io sono un sognatore e spero di poter realizzare questo sogno".

Il lupo come simbolo e ispirazione

Se quell'obiettivo, atteso da un'intera regione da ben 39 anni, dovesse concretizzarsi, il capitano rossoblù ha già fissato il fioretto: "Se le cose andranno bene e conquisteremo la Serie B, mi tatuerò il lupo. È l’animale del Campobasso, mi rappresenta in pieno. Me lo inciderò sulla pelle insieme alla data di quel giorno"

Alfredo Bifulco, dopo una stagione vissuta da capocannoniere, capitano e trascinatore del Campobasso, è pronto a mettere un'ulteriore firma anche sui playoff. L'obiettivo, condiviso con tutta la squadra e la società, è quello di regalare ai colori rossoblù nuove pagine di storia, continuando a trascinare i tifosi verso quel sogno chiamato Serie B.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 13:30
Autore: Emanuele Russo
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