Una stagione iniziata con un pareggio in casa della Virtus Verona e conclusa con una sconfitta interna contro la Giana Erminio. Nel mezzo, tanti risultati positivi che hanno consentito al Cittadella di concludere la regular season al sesto posto, staccando il pass per la partecipazione ai playoff. I veneti si troveranno così impegnati nella rincorsa a quel campionato di Serie B a cui hanno preso parte per nove anni consecutivi, prima della retrocessione maturata al termine della passata stagione.
La formazione di Manuel Iori ha disputato un campionato altalenante, alternando fasi profittevoli – da ricordare la striscia di 10 risultati utili consecutivi ottenuti dalla 7^ alla 16^ giornata – a periodi meno prolifici, incluso il finale di stagione in cui sono arrivate le sconfitte negli scontri diretti contro Union Brescia, Trento e, appunto, Giana Erminio, che hanno inevitabilmente condizionato il posizionamento finale. Il bilancio della stagione del “Cìtta” rimane di 17 vittorie, 8 pareggi e 13 sconfitte, un bottino che ha consentito l’accesso agli spareggi e la possibilità di giocarsi il ritorno in Serie B.
Le aspettative del Cittadella erano forse superiori, trattandosi di un club che negli anni passati ha consolidato la propria presenza nella seconda categoria per importanza del calcio italiano. Ora, con i playoff alle porte, è tempo di lasciarsi alle spalle ogni tipo di rimpianto e focalizzarsi sugli impegni imminenti, che decreteranno se la formazione di Iori possiede le carte in regola per arrivare fino in fondo. I granata partiranno da qui, dalla consapevolezza di essere una squadra dotata dei mezzi tecnici per conquistare vittorie e provare a riportare in alto il nome di una città che, appena 5 anni fa, sfiorava la promozione in Serie A. Nella stagione 2020/2021, infatti, i granata sono stati a un passo dal grande salto di categoria attraverso i playoff, fermati solamente in finale dal Venezia. L’obiettivo, adesso, è lavorare per tornare a giocare in Serie B, regalando ai tifosi un finale di stagione indimenticabile e aggiungendo un mattoncino importante per la costruzione del futuro.
La fiducia c’è, come confermato dallo stesso Iori prima della gara di campionato contro il Novara: “La squadra sa cosa non ha fatto e cosa ha lasciato per strada durante la stagione, in questo finale di stagione dovremo assumerci le nostre responsabilità e giocare con il giusto spirito gli spareggi. Sono fiducioso, abbiamo le nostre chances da giocarci. Nel girone d’andata è bastato vincere una partita a dieci minuti dalla fine e poi abbiamo iniziato un filotto di vittorie. Partiremo dal primo turno e le partite saranno tante, ma non è detto che non possa succedere di nuovo”. Dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni: l’allenatore ci crede e sa cosa possono dare i propri giocatori. Proprio Iori, lui che da calciatore è stato capitano e bandiera del Cittadella con più di 300 presenze complessive, ha preso per mano una squadra affranta dopo la retrocessione in C e l’ha portata a giocarsi a viso aperto gli spareggi. Il “ritorno a casa” dell’allenatore varesino ha rappresentato un momento di svolta per la squadra, alla quale ha saputo ricostruire un’identità e infondere il senso di appartenenza e di ambizione per puntare al ritorno tra le grandi. Una scelta di cuore premiata, per il momento, dal raggiungimento dell’obiettivo minimo stagionale. Adesso l’imperativo è uno solo: crederci fino alla fine.
Aspettando l’esordio contro l’Arzignano: i numeri della regular season
Il Cittadella di Iori ha concluso la regular season a quota 59 punti, a cinque lunghezze di distacco dal terzo e quarto posto – occupati rispettivamente da Renate e Lecco – e quattro dal Trento quinto in classifica. Una stagione nel complesso positiva, in cui è però mancata quella solidità difensiva che avrebbe potuto garantire un piazzamento migliore: con 43 reti subite, infatti, i veneti sono la seconda difesa più battuta delle 9 squadre qualificate nel girone A, alle spalle proprio della prossima avversaria Arzignano con 48.
I numeri della fase offensiva, illuminata dai gol di Simone Rabbi, raccontano però di una squadra che ha saputo trovare le reti nel momento giusto. Delle 45 marcature realizzate in 38 giornate di regular season, infatti, ben 22 (distribuite in 14 giornate) hanno consentito alla formazione veneta di vincere con una sola rete di scarto sugli avversari, conducendo alla conquista di 42 punti complessivi. Adesso è il turno della post-season, dei playoff, la fase più spettacolare e allo stesso tempo delicata della stagione: ogni gol conta, vietato sbagliare.
Dai gol di Rabbi all’esperienza di Diaw, Salvi e Vita: i protagonisti della cavalcata verso i playoff
In campo, non si può dire che il Cittadella sia dipendente da un solo giocatore. Certo, gli 11 timbri stagionali di Rabbi hanno dato una marcia in più al percorso della squadra, ma il vero punto di forza della stagione è stato la suddivisione delle marcature, specialmente degli attaccanti. Ai centri del classe 2001, capocannoniere dei veneti, si aggiungono infatti le 6 reti di Cristian Bunino, le 5 di Davide Castelli, le 3 di Diego Falcinelli ed Emanuele Anastasia e le 2 di Davide Diaw. Allo score stagionale hanno contribuito tutti i componenti del pacchetto avanzato, un dato che testimonia come la variazione degli interpreti offensivi abbia rappresentato la chiave per la conquista di un posto ai playoff. A completare il quadro si aggiungono le 2 reti di Redolfi, Amatucci, Gaddini, Pavan, Cecchetto e Vita e le marcature singole di Perretta e Salvi: una squadra coesa e ben indirizzata, con un obiettivo ben preciso da raggiungere.
I dati stagionali parlano di una squadra in cui la differenza è stata fatta dal giusto mix tra giocatori giovani e di maggiore esperienza. Tra questi sicuramente gli attaccanti Diaw e Falcinelli, con quest’ultimo già protagonista di un’incredibile salvezza con la maglia del Crotone in Serie A nella stagione 2016/2017, ma anche i centrocampisti Nicola Pavan, Alessio Vita e Andrea Barberis (bandiera del Crotone con quasi 200 presenze ed esperienza in Serie A e B). Da non dimenticare Alessandro Salvi, leader del reparto arretrato all’età di 37 anni, così come Carlo Crialese e Alex Redolfi, pedine indispensabili dello scacchiere tattico di Iori che hanno saputo mettere le proprie doti di esperienza e leadership al servizio della squadra. I profili più interessanti tra i più giovani sono sicuramente il 23enne Alessio Rizza e il classe 2004 Francesco D’Alessio, impiegati con continuità nel corso della stagione, oltre al perno del centrocampo Francesco Amatucci e proprio a bomber Rabbi. Manuel Iori è pronto a fare affidamento sui propri uomini migliori per superare il primo turno contro l’Arzignano, consapevole di avere a disposizione due risultati su tre (come da regolamento) ma allo stesso tempo di non poter sottovalutare una squadra che ha concluso alla grande la regular season. Il percorso del Cittadella inizia ora: nel mirino il ritorno tra le grandi.
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