Mauro Leo alla regia, Mimmo Di Carlo in panchina. L'estate del Gubbio partì con due botti di Capodanno anticipati. Tutti erano consapevoli del fatto che una nuova era stesse per iniziare. Difatti, il campo ha presto emesso la sua personalissima sentenza. Piacevole al tatto e alla vista: i rossoblù hanno sterzato nel ritmo e costruito un'identità riconoscibile.

Fatta di tante cose. Una in particolare: le quote under del gruppo, che compongono un tessuto di certezze sostenibile e futuribile. Il mercato ha apportato le giuste correzioni a una realtà reduce da quattro qualificazioni consecutive ai playoff. L'obiettivo? Prendersi anche la quinta. Puntando su giovani come Di Bitonto e Minta, ma anche su profili esperti come La Mantia e Murru. Il perfetto mix di gioventù ed esperienza atto a generare risposte. Arriveranno.

E arriveranno in breve tempo. Il Gubbio parte a razzo, infilando cinque risultati utili consecutivi (tra cui il pari contro il Perugia vicino di casa). Poi intervalla regolarmente prestazioni ordinate (il tris di Carpi, il 3-3 show contro la Ternana) ad altre meno solide, che garantiscono comunque un buon piazzamento di centro gruppo. Né troppo in alto per volare, né troppo in basso per cadere. Nonostante le 9 partite consecutive senza successi (accavallatesi tra il 25 ottobre e il 18 gennaio), il gruppo risponde agli input e sembra esserci. Il girone di ritorno toglierà definitivamente quel velo di apparenza. Il gruppo...c'è.

I risultati, al solito, non mentono. Il 2026 parte con lo storico successo del Curi contro il Perugia e prosegue a ritmo di punti. Ben 29 dei 48 totali messi insieme dalla realtà egubina, che termina all'ottavo posto la sua cavalcata. Concreta, a testimoniare dai numeri: Di Carlo ha costruito una squadra completa. Che subisce pochissimo (32 gol incassati, terza difesa dietro ad Arezzo e Ascoli), che segna il giusto (31 reti, massima resa), che spesso e volentieri serra a chiave la sua porta (ben 15 clean sheets). E che, alla fine, può dire di aver raggiunto quell'obiettivo lì. Sarà postseason per il quinto anno consecutivo.

Mimmo Di Carlo, il riscatto è servito

Chi ha posto la prima pietra? Chi se ne intende: Domenico Di Carlo. Che, reduce da tre esperienze tribolate, ha saputo ritrovarsi e rimettere insieme i pezzi. Il Gubbio che è riuscito a costruire, oggi, ne rispecchia fedelmente i principi: ha un'identità riconoscibile. Ed è la miglior vittoria che si potesse ottenere.

Specialmente dopo gli esoneri di Ascoli, Pordenone e Ferrara. Non hanno incrinato il suo feeling con la panchina; al contrario, sembra che lo abbiano ulteriormente irrobustito. Alla guida di gruppo giovane e solido, ha presto trovato la chiave per imporsi come sa. Parla il suo curriculum, che tra le altre cose vanta due promozioni dalla C alla B. Una agguantata tramite i playoff di categoria, a Mantova, nella stagione 2004/2005. Che la storia, a distanza di 21 anni, non possa ripetersi? Sarebbe incredibile.

Gubbio, il tuo score ai playoff di Serie C

Il Gubbio non vede la Serie B dalla stagione 2011/2012. Retrocesse subito al primo colpo, dopo aver ben conquistato il salto di categoria a 64 anni di distanza dall'ultima partecipazione. Piccola curiosità: in quel gruppo c'erano Mario Rui, Antonio Donnarumma e Daniel Ciofani. Altro? Sì: in panchina fu staffetta tra Fabio Pecchia e Gigi Simoni. E il difensore Simone Farina denunciò l'ennesimo scandalo scommesse, dando vita a una spessa tornata di inchieste. Prandelli, per mostragli solidarietà, lo convocò al raduno della Nazionale. Tutto in quell'anno.

Poi? Poi il club ha più volte ridimensionato il suo status, stabilizzandosi a pieno regime tra i pro a partire dal 2016/2017. Da lì in avanti sono arrivate sei qualificazioni ai playoff, di cui cinque consecutive. Esiti avversi, per quanto arricchenti e formativi: la squadra non è mai andata oltre il secondo turno. Ma quest'anno ha acquisito la consapevolezza di potercela fare. Vuole ribaltare il trend.

Sezione: Playoff / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 10:20
Autore: Edoardo Gatti
vedi letture