Giovedì 11 giugno. Una data attesa con ansia da ogni grande sportivo che si rispetti. Inizia il Mondiale 2026, quello diviso tra Canada, Messico e Stati Uniti, delle 48 squadre e dei grandi campioni tutti riuniti sullo stesso palco. Daranno il via allo show, esattamente come nel 2010, i padroni di casa del Messico e il Sudafrica, alle ore 21.

Anche perché questa Coppa del Mondo vedrà presenziare alcuni giocatori militanti nelle serie minori. Segno che tutto è possibile, e non è una frase fatta (anzi). L'esempio più eclatante riguarda sicuramente il neozelandese Matthew Garbett, che attualmente gioca in terza divisione inglese con il Peterborough. Insieme a lui, l'attaccante Ben Waine (che gioca addirittura in quarta serie, al Port Vale) e, caso rarissimo, il difensore 36enne Tommy Smith, del Braintree Town, club che compete nel sesto livello della piramide inglese.

Non è la prima volta che, nella storia, il torneo dei tornei regala certe favole. Giusto nel 2022 il Galles convocò il difensore classe '89 Chris Gunter, all'epoca militante in League Two con l'AFC Wimbledon. L'ultimo trionfo dell'Italia coincise con la prima (e unica) partecipazione del Togo, che convocò al Mondiale due calciatori delle leghe inferiori. Alaixys Romao, del Louhans-Cuiseaux in Ligue 3, e Affo Erassa, che giocava nell'AS Moulins, sempre in terza serie francese.

Il Trinidad e Tobago, in Germania, portò invece un giocatore della quinta serie tedesca: Evans Wise, ex Waldhof Mannheim. Ma anche un profilo del quarto livello inglese come Dennis Lawrence, che giocava nel Wrexham (sì, la squadra di Ryan Reynolds). Ancora più incredibili, invece, le storie di chi - partendo proprio dal fondo - riesce a ribaltare mondi e destini. Tipo loro.

Klose giocava in quinta serie, Kanté in terza...ma ce l'hanno fatta

Partiamo dai grandi campioni del nostro tempo. Miro Klose, capocannoniere all-time della Coppa del Mondo, prima di arrivare a vincerla nel 2014 le ha viste davvero tutte. Quinta serie tedesca compresa, affrontata fino ai 21 anni con la maglia del Kaiserslautern B. Ancora prima, con l'Homburg, ha giocato nella quarta e nella sesta divisione nazionale. Percorso simile a quello di N'Golo Kanté, che fino a 21 anni giocava in terza serie francese con il Boulogne e che, nel 2018, ha vinto il Mondiale da assoluto protagonista. Cresciuti a pane, calcio e tanta, tanta pazienza.

Come loro, il compianto Andreas Brehme. Anche lui nelle serie minori tedesche fino a 21 anni, anche lui partito dal terzo livello locale (Oberliga) con il Barmbek-Uhlenhorst allenato dal padre, anche lui capace di vincere il mondo. Sudamerica, uguale: Franco Armani, che ha giocato in terza serie argentina fino a 24 anni vincendo il Mondiale a 36. E pensare che Lilian Thuram, prima di arrivare a vincere il Mondiale nel '98, ha giocato nei dilettanti al Melun. Ti senti in ritardo? Sappi che Olivier Giroud, nel 2008, era ancora all'Istres in terza serie. Nel 2010, a 23 anni, esordirà in Ligue 1. Nel 2018, insieme a Kanté (e ad Adil Rami, che fino a 21 anni faceva il giardiniere), salirà sul trono dei giganti. La bellezza del percorso.

La scuola italiana che ha realizzato i nostri sogni

Chi dei nostri è partito dal fondo della piramide? Tanti, quasi tutti i più grandi. Pietro Vierchowod, prima di contemplare la marcia di Tardelli sulla Germania, ha giocato nel Como in C1 fino al '79. Luca Toni, eroe di Berlino, a 22 anni era ancora al Fiorenzuola, in Serie C. Gli undici metri di Fabio Grosso, invece, partirono dalla C2, a Chieti.

E Vincenzo Iaquinta, nel 2000, era ancora a Castel di Sangro, in Serie C1. In un colpo venne preso dall'Udinese e diede inizio alla carriera che tutti conoscono. Non ha vinto il Mondiale, ma sicuramente l'eternità, Totò Schillaci. Prima di Italia '90, un perfetto sconosciuto forgiatosi in Serie B, a Messina. Dopo Italia '90, uno di quei ricordi più vividi dell'infanzia di molti.

Sezione: News / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 09:28
Autore: Edoardo Gatti
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