Il “Picchi” torna a sognare e lo fa grazie al suo uomo più atteso. Al Livorno basta una zampata di Samuel Di Carmine per piegare la resistenza del Pineto e mettere in cassaforte tre punti pesantissimi. È il nono gol in campionato per il classe ’88, una rete che vale come un macigno e che proietta gli amaranto in zona playoff.
Un traguardo che fino a un mese fa sembrava un miraggio e che oggi è invece realtà concreta. Con questo successo gli amaranto centrano la terza vittoria nelle ultime quattro partite, confermandosi tra le squadre più in forma del girone. Il protagonista assoluto è ancora lui, il centravanti classe 1988, che si sta rivelando un vero lusso per la categoria.
Nonostante i 37 anni, Di Carmine gioca con la fame di un esordiente e il cinismo spietato del veterano consumato. La sua capacità di leggere l’azione e di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto è ciò che sta facendo la differenza in un campionato duro ed equilibrato come la Serie C. La gioia però è stata parzialmente stroncata dall’infortunio rimediato proprio nella gara contro il Pineto: lesione di primo grado al muscolo semimembranoso e stop previsto almeno di tre settimane.
Il percorso del “9” amaranto parte da lontano, dai campi di Firenze. Cresciuto nella Fiorentina, Di Carmine assaporò il calcio che conta da giovanissimo: esordio in Serie A nel 2006, appena maggiorenne, e quella notte magica in Coppa UEFA contro l’Elfsborg nel 2007, quando firmò la sua prima rete in maglia viola e tra i professionisti nel 6-1 finale. Sembrava l’inizio di un’ascesa immediata, ma il calcio, si sa, sa essere tortuoso.
LA GAVETTA E LA CONSACRAZIONE
Dopo gli esordi in viola seguono anni di prestiti e di ricerca della continuità: QPR in Inghilterra, Gallipoli e Frosinone. Esperienze avare di soddisfazioni, nelle quali fatica a trovare spazio e certezze. La svolta arriva poi nel 2011 a Cittadella: 8 gol e la sensazione, finalmente, di poter essere protagonista di un attacco importante.
Il vero decollo avviene però tra Castellammare di Stabia e Perugia. Con la Juve Stabia realizza 20 reti in due stagioni, facendosi notare in tutta la categoria. Poi il trasferimento al Perugia: dopo un primo impatto sottotono e una parentesi poco fortunata in prestito alla Virtus Entella, il ritorno sotto la guida di Bucchi diventa travolgente. 35 gol in due campionati, due partecipazioni consecutive ai playoff e lo status di idolo indiscusso del “Curi”.
IL RITORNO IN SERIE A
I numeri di Perugia gli spalancano le porte del Verona. Con gli scaligeri conquista la promozione in Serie A, tornando nel massimo campionato a distanza di dodici anni dall’ultima apparizione. Il ritorno in A è però agrodolce: il rapporto complicato con Ivan Juric e l’interruzione dovuta alla pandemia di COVID-19 ne condizionano il rendimento, nonostante alcuni lampi rimasti impressi nella memoria dei tifosi gialloblù.
Un altro momento iconico arriva a Cremona, dove contribuisce al ritorno della Cremonese in massima serie dopo 26 anni di attesa. Dopo una parentesi meno brillante nel suo terzo ritorno a Perugia, Di Carmine decide di rimettersi in gioco in Serie C dal 2023: prima Catania, dove alza al cielo la Coppa Italia di categoria (unico trofeo della sua carriera fino ad ora), poi Trento e infine Livorno, dove oggi continua a segnare gol pesanti e decisivi.
Altre notizie - Girone B
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