La capolista Benevento non si ferma più, e lo fa con quella forza tipica delle grandi squadre, quelle che sanno soffrire, cadere e rialzarsi nello stesso pomeriggio. Al “D’Angelo” di Altamura arriva la tredicesima gara consecutiva senza sconfitte: rimonta, carattere e qualità per blindare il primato nel Girone C e continuare la fuga verso il sogno chiamato Serie B.

Contro la squadra di Devis Mangia sembrava una di quelle partite sporche, complicate, dove l’episodio può cambiare l’inerzia. Sotto nel punteggio, il Benevento non ha perso la bussola. Nella ripresa è venuta fuori tutta la personalità della prima della classe: prima la perla in rovesciata del giovane Prisco, un gesto tecnico da copertina, poi la freddezza glaciale di Tumminello dal dischetto per l’1-2 definitivo.

Tre punti pesantissimi, che valgono la dodicesima vittoria nelle ultime quindici gare e certificano una superiorità costruita settimana dopo settimana. I numeri raccontano di 64 punti in classifica, cinque lunghezze di vantaggio sul Catania e addirittura +14 sulla Salernitana, terza forza del campionato. Ma al di là delle cifre, è l’atteggiamento a impressionare: il Benevento ha imparato a vincere in tutti i modi.

L’effetto Floro Flores: mentalità e identità

La svolta ha un nome e un cognome: Antonio Floro Flores. Promosso dalla Primavera l’11 novembre dopo l’avvicendamento con Gaetano Auteri, l’ex attaccante ha trasformato dubbi e scetticismo in entusiasmo e risultati.

Sotto la sua gestione, infatti, la squadra viaggia a una media da schiacciasassi: 2,5 punti a partita, 39 gol realizzati in quindici incontri. Numeri da promozione diretta. Ma il vero capolavoro è nella testa dei giocatori. Floro Flores parla di “ossessione” per il lavoro quotidiano, di amore viscerale per il calcio. Una filosofia che ha contagiato lo spogliatoio.

Dai veterani ai giovani della cantera, tutti si sentono centrali nel progetto. Anche chi entra dalla panchina incide, segno di un gruppo sano e coeso. Fondamentale, in questo percorso, la sintonia con il presidente Oreste Vigorito, un’istituzione a Benevento, con il quale ha costruito un asse solido basato su stima reciproca e ambizione comune.                                                                                                                                                                                                               
Dieci finali per la gloria

Adesso viene il bello. O forse il difficile. Floro Flores lo ripete come un mantra: “Dieci finali”. La prima tappa porta a Potenza, domenica 1° marzo alle 12:30, contro un avversario che al “Viviani” non ha mai perso in stagione. I rossoblu sono in piena corsa play-off e venderanno cara la pelle, pur dovendo rinunciare agli squalificati Erradi e Kirwan.

Ma gli occhi di tutti sono già puntati su giovedì 5 marzo, quando al “Ciro Vigorito” andrà in scena lo scontro decisivo contro il Catania. Prima contro seconda. Attacco contro solidità. Pressione contro maturità. Una notte che può indirizzare in maniera quasi definitiva la corsa alla promozione.

Il Benevento arriva all’appuntamento con il vento in poppa e una tifoseria che non smette di sognare. La Strega ha trovato equilibrio, fame e consapevolezza. E quando una capolista unisce qualità e mentalità, fermarla diventa un’impresa.
La Serie B è lì, a dieci battaglie di distanza. E questo Benevento ha tutta l’aria di non voler lasciare nulla al caso.

Sezione: Girone C / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 10:20
Autore: Filippo Tezza
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