Negli equilibri del Trento, si è fatto spazio con il tempo, ritagliandosi un ruolo da grande protagonista. Jacopo Pellegrini è reduce da un'ottima regular season, da vice-capocannoniere della squadra. Un risultato personale che è frutto di un girone di ritorno ad alta intensità: "A livello personale,credo di aver incrementato il mio impatto con il tempo, sono migliorato molto nella seconda parte dell'anno". I numeri gli danno ragione: in 38 presenze, il classe 2000 ha segnato 9 gol, 8 di questi arrivati dalla 19a giornata in poi, con 4 assist tutti appartenenti alla seconda parte dell'annata.
Una produzione offensiva che è anche merito del feeling con Luca Tabbiani: "Il mister ha instaurato un ottimo rapporto con tutto il gruppo, io personalmente mi trovo bene con lui, mi mette spesso in condizioni di fare bene". E secondo Pellegrini, il paragone con un suo ex allenatore ai tempi del Sassuolo è valido: "Ai tempi di De Zerbi ero giovane, sono stato aggregato ogni tanto con la prima squadra e sono stato allenato da lui. In comune con Tabbiani ha la voglia di dominare, anche il mister ci chiede di giocare un calcio propositivo, di tenere il pallino del gioco".
Il numero 11 punta dunque ad eguagliare e superare la sua miglior stagione in termini realizzativi, distante un solo gol. Ma le attenzioni principali sono sui playoff, per i quali il Trento sembra avere le idee chiare: "Nel gruppo c'è serenità, siamo consapevoli che se giochiamo come sappiamo possiamo toglierci ancora delle soddisfazioni. Ma dobbiamo pensare partita per partita".
Lucidità e consapevolezza, ma anche voglia di fare affidamento soltanto sulle proprie capacità: "La promozione in Serie B sarebbe sicuramente un grandissimo risultato, ma per ora dobbiamo rimanere concentrati sul percorso. Nei playoff non vogliamo fare troppo affidamento al pareggio, perché ci concentriamo sul modo con cui possiamo arrivare alla vittoria, ovvero giocando in modo propositivo".
Pellegrini: "Le prime partite sono state di rodaggio, dicembre mese chiave"
Per Jacopo Pellegrini non c'è stata una vera sliding door nella stagione: "Momento di svolta? Non credo ce ne sia stato uno in particolare, e se c'è stato probabilmente non ce ne siamo accorti".
Verso la metà dell'annata, la presa di coscienza della squadra: "La prime dieci partite ci sono servite come rodaggio, per conoscerci meglio, poi credo che abbiamo avuto un periodo in cui ci siamo uniti e i risultati cominciavano ad arrivare. Se dovessi indicare un punto preciso, direi il mese di dicembre".
Non c'è tempo per i rimpianti o per le promesse: a Trento si punta a rimanere concentrati
Il quinto posto di quest'anno, oltre a rappresentare il miglior piazzamento nella storia del Trento, potrebbe aver lasciato un pizzico di rammarico per il modo in cui è sfumato il terzo posto. Eppure, secondo Pellegrini non c'è spazio per i rimpianti: "Credo che dobbiamo essere più soddisfatti per il nostro percorso, ne abbiamo parlato anche con il mister e ovviamente avrebbe fatto piacere il terzo posto ma in questo momento ci deve essere più la consapevolezza di aver fatto qualcosa di positivo".
E se dovesse arrivare la promozione in Serie B, l'attaccante non si sbilancia: "Per ora siamo molto concentrati sull'obiettivo, è troppo presto per le promesse extra-campo. Più avanti, potremo pensare ad un fioretto di squadra da fare qualora arrivasse la promozione, ma al momento non è nei nostri pensieri".
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