L'Arezzo è in Serie B, la squadra allenata da Bucchi dopo una sfida punto su punto contro l'Ascoli vince contro la Torres per 3-1 e si regala così 19 anni dopo l'ultima volta dalla stagione 2006/07 la Serie B tanto attesa. Post-partita contro i sardi sono intervenuti in conferenza stampa l'allenatore Bucchi, il direttore sportivo Cutolo e il presidente Manzo per esprimere il proprio pensiero su questa giornata storica per l'Arezzo. Ecco le loro dichiarazioni:
Intervenuto in conferenza stampa l'allenatore Bucchi uno degli artefici di questa promozione, commenta così le sue sensazioni: "Spero che questa vittoria serva all’ambiente per recuperare l’ottimismo dei tempi migliori. Abbiamo fatto una cosa straordinaria quest’anno, ma faremo ancora di più anche il prossimo anno."
Sulle scelte fatte per arrivare al meglio a questa partita, sottolinea: "Ho puntato sulla freschezza. Abbiamo portato tutti al massimo della condizione. Ho chiamato ogni singolo giocatore nel mio spogliatoio per spiegargli le scelte in settimana, per me sono tutti come figli. Faccio i complimenti sinceri sia all’Ascoli e al Ravenna, avversari straordinari. Detto questo penso che sia stato tutto straordinario. Il direttore e la società mi hanno messo a disposizione una squadra forte."
Concludeno sul suo rapporto con la Torres e dove è stata la svolta per poter vincere il campionato: "La Sardegna è un senso d’appartenenza, io mi sono sentito parte di un popolo. Gli auguro di conservare la categoria. Non ho mai avuto paura di perdere il campionato, oggi è il giorno più bello della mia vita. Ho avuto la fortuna di giocare in Serie A, ma da allenatore non avevo mai vinto. Il 2 febbraio 2025, quando ci siamo visti, abbiamo iniziato a costruire questo percorso. La svolta? Quando hanno annullato il gol alla Sambenedettese. Lì ci siamo rasserenati e non abbiamo più guardato nessun altro in classifica."
Arezzo, Cutolo: "Mi ero ripromesso di fare qualcosa di straordinario"
Intervenuto in conferenza stampa anche il direttore sportivo amaranto Aniello Cutolo: "Mi ero ripromesso a me stesso di fare qualcosa di straordinario. Nessuno si è mai riposato, sapevo di potermi fidare di tutti. Devo fare i complimenti alla squadra, che ci ha sempre creduto. Noi abbiamo iniziato a costruire il 3 febbraio dello scorso anno. Vivendo in questa città avvertivo un grosso senso di responsabilità, tante notti insonni. Ho stressato tanto il presidente per creare un Arezzo forte, è giusto che questa città oggi festeggi la Serie B. Io ho avuto la possibilità di approcciarmi al processionismo con questa maglia, per me oggi è una grande emozione."
Commenta poi l'emozioni che sta vivendo con questa promozione: "Sono felice come un bambino. Non so quantificare la gioia che sto vivendo in questo momento. Ricordo ancora una telefonata di un anno e mezzo fa con il presidente, quando mi chiese di iniziare questo percorso insieme. Mi ha stimolato quotidianamente. Ho avuto subito la sensazione che si potesse costruire qualcosa di bello, mi ha stimolato a farmi crescere più in fretta. Arena da oggi è un calciatore a titolo definitivo dell’Arezzo." Come annunciato quindi dal ds in conferenza stampa, con la promozione in B è scattato l'obbligo di riscatto per il classe 2000 ex Pisa.
"Sono stati anni di lotte e sacrifici"
Esprime un proprio pensiero anche il presidente dell'Arezzo Guglielmo Manzo, la mente dietro al successo amaranto che riporta così 19 anni dopo la squadra tra i profesionisti: "Dopo la retrocessione in D dissi che quando avrei fatto 60 anni saremmo andati in B, cosa che poi è successa. Per me è una grande emozione, sono stati anni di lotte e sacrifici."
Conclude con uno sguardo al futuro su quello che sarà l'Arezzo prossimo: "Abbiamo sofferto tutto insieme, dopo San Benedetto ho detto ai ragazzi di andare a vincere questo campionato, e tutti hanno risposto bene. Da domani programmeremo il futuro, e in più mercoledì firmeremo l’atto per lo stadio."
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