“Una bandiera si vede quando il vento soffia forte”. Si dice così ed Ezio Brevi per la Ternana e per Terni è questo, un simbolo sul quale attaccarsi in questi momenti così complicati per il futuro della storica società rossoverde. Il presente però sono il campo e i playoff, e provando a parlare solo di quello l’ex capitano ha indossato con fierezza la maglia delle Fere per 137 presenze complessive in due momenti distinti della sua importante carriera nel calcio italiano. Anni di fortissimo legame con la piazza, in cui diventa presto un beniamino della tifoseria. Prima le stagioni con Gigi Del Neri, con promozione e salvezza in Serie B. Poi il ritorno nei primi anni 2000 nella sua “casa”. Con Beretta sfiora addirittura la A e crea un rapporto che va oltre il campo con la città, tanto da metterci le radici anche una volta smesso di giocare.
Il terzo capitolo della storia infinita di Brevi al Liberati è la panchina come membro dello staff di De Canio, insieme all’altra bandiera rossoverde Fabrizio Fabris. Quindi chi meglio di lui può analizzare, anche se dal di fuori, il momento del club umbro. "È un momento veramente di fibrillazione totale, perché questa situazione societaria e questo questo terremoto cadono proprio nei 100 anni della Ternana. Una ricorrenza che dovrebbe solo sancire una storia importante di un club importante, invece purtroppo siamo in balia di queste vicissitudini che non lasciano nessuno tranquillo. La situazione non è facile, una montagna in questo momento difficile da scalare. Io vivo in Umbria, la Ternana è stata veramente la mia vetrina più importante. Questo club fa parte di me e sapere che sta vivendo questi momenti mi rattrista molto. Proprio a gennaio mi hanno premiato tra i giocatori più importanti della storia della società, un fatto che mi ha riempito di orgoglio. Mi dispiace quindi vedere la sofferenza di una squadra e soprattutto la superficialità che c'è stata nella gestione. È vero che al giorno d'oggi è difficile trovare imprenditori che investono, perché nel calcio, soprattutto in Serie C, bisogna avere delle condizioni che ti consentono di fare profitto in maniera diversa. Andrebbero rivisti, secondo me, tanti discorsi soprattutto per salvaguardare i club. Abbiamo squadre storiche come il Rimini che sparisce o la Triestina in forte difficoltà. Questo fa riflettere molto sulla situazione generale che c'è, bisogna fare in modo che le società riescano a sopravvivere. Vedere quindi proprio la Ternana, con un pubblico e una storia importante, passare questi momenti lascia molta tristezza e fa male".
Il presente e il futuro prossimo sul campo è la sfida contro la Pianese nel primo turno della post season, dopo il nono posto finale complice proprio la sconfitta contro la squadra di Birindelli. Parlando di playoff però, è impossibile non ripensare alla beffa dello scorso anno. Con la B solo sfiorata e persa alla lotteria dei calci di rigore con il Pescara. Un risultato che ha influito pure sul campionato di questa stagione: "La finale dello scorso anno è stata una doccia fredda per tutto l'ambiente. Per quello che si era visto sul campo, la Ternana meritava di salire di categoria. Ma dal momento in cui non si riesce ad andare in Serie B, ci deve essere dietro un'organizzazione pronta per affrontare il campionato di C e viverlo da protagonisti. Tutte queste vicissitudini societarie non hanno aiutato l'ambiente e i giocatori. La vetrina dei playoff potrebbe però essere una grande opportunità che la Ternana può vivere. In queste partite non c'è nulla di scontato, quindi magari ci potrebbe essere una reazione di rabbia vista l'annata. Il passo falso di domenica con la Pianese ha un pochino destabilizzato la piazza, perché si poteva arrivare più in alto in classifica. Mettendomi nei panni dei calciatori, la vivrei come un'occasione di regalarmi anche un futuro professionale, sia che si riesca poi a restare a Terni o che si vada via ma dopo aver ben figurato in queste ultime partite. Il tifoso penso possa apprezzare la volontà di esprimere il massimo in una situazione di instabilità e quindi mi auguro che ci sia questo desiderio di riscatto. Ci deve essere la volontà di inseguire un qualcosa che può essere alla portata, sarà di sicuro un percorso difficile perché sono sei partite se vuoi arrivare in finale. La situazione è complicata ma fattibile, c'è chi l'ha fatto in passato quindi perché non crederci. Magari il tutto porterebbe anche potenziali acquirenti a investire".
Un calcio troppo diverso rispetto al suo, ma per Ezio non ci sono dubbi nell'indicare un giocatore che ora in campo incarna il suo spirito. "Un calciatore come me al giorno d'oggi non c'è, ma nel senso che ora a un centrocampista viene chiesto di saper fare un po' di tutto. Io ero un "operaio" del centrocampo, le mie caratteristiche si integravano alla perfezione con le altre qualità dei miei compagni di reparto. A livello di leadership, il capitano Capuano è un giocatore che ho sempre apprezzato molto. Nell'ultimo periodo ha avuto dei problemi fisici che non gli hanno consentito di dare continuità alle sue prestazioni, ma penso che sia disposizione per questi playoff e sarebbe fondamentale perché è un punto di riferimento importante per tutto il gruppo. Anche nei momenti di difficoltà è uno che ci ha sempre messo la faccia, non lo conosco di persona ma ritengo sia un esempio da seguire".
Brevi e il legame con la Ternana: "Il rossoverde nel cuore, a Del Neri devo tutto"
Descrivere le Fere per uno che in campo ha speso ogni goccia di sudore per la causa non è semplice. "La Ternana è stata l'esperienza calcistica più importante della mia carriera. Arrivavo da una piazza comunque grande come Trieste, ma a Terni ho cominciato a vivere la pressione del club importante. Reggendo l'urto del primo impatto, ho capito in fretta che poteva essere per me un ambiente che mi avrebbe dato gli strumenti e i mezzi per poter fare qualcosa di importante. È stato un percorso in crescendo, abbiamo vinto la C per poi ritrovarci in una categoria superiore come la Serie B. Ringrazierò sempre questa maglia per quello che mi ha regalato. Ho avuto anche la fortuna di trovare degli allenatori che mi hanno formato calcisticamente, ad esempio quello che porto di più nel cuore è Luigi Del Neri. Mi ha costruito e modellato come calciatore, mentre io ho recepito da subito le sue richieste. È stato un innovatore in quegli anni, dopo aver fatto una gavetta importante".
"Fazio può portare l'energia giusta ma deve isolare la squadra. Rivorrei un presidente come Agarini"
Su quello che può portare e deve fare l'attuale allenatore della Ternana, Brevi non ha dubbi: "I giovani allenatori come Fazio sono di sicuro un valore aggiunto per l'energia, la voglia e le capacità che trasmettono. Quando, come nel suo caso, si finisce di giocare e si smette di essere calciatori, l'unico modo per dare continuità a quell'adrenalina è il ruolo dell'allenatore. L'esperienza naturalmente ti dona quella saggezza in più, ma lui ha tanto entusiasmo. Di certo non è facile neanche per lui con tutto il caos che c'è attorno, ma come ho detto prima per i giocatori, anche lui deve essere bravo a circoscrivere tutto all'ambito calcistico e coglierla come opportunità. Questo significa veramente fare la cosa più bella che ci sia, ovvero giocare a calcio, viversi le partite e vedere dove questa Ternana può arrivare. Sarebbe il modo migliore per entrare nel cuore dei tifosi, in un momento in cui c'è bisogno di passione".
E sul destino che attende il club una speranza chiara, parole che vogliono essere rincuoranti anche per i tifosi: "Il mio augurio è che sia un futuro prossimo più sereno per la Ternana, con una struttura societaria seria come ai miei tempi. Io ho avuto la possibilità di avere un presidente importante come Agarini, che mi ha fatto assaporare un ambiente societario di alto livello. Spero davvero per la Ternana e tutti i tifosi che si riesca a trovare un acquirente che abbia una programmazione seria e coerente con quella che è la storia di questa magnifica società".
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