Emozionarsi, ancora una volta. Nella Pianese che vince e sogna attraverso i playoff c'è anche un protagonista che, silenziosamente, è riuscito a entrare nel cuore del gruppo bianconero. Per Luca Trucchi infatti, dopo gli anni trascorsi all'interno dello staff di Gian Piero Gasperini, la scorsa estate è iniziata una nuova avventura da preparatore atletico con il club toscano: "È nato tutto a giugno, dopo l'addio all'Atalanta da parte di Gasperini. Non è riuscito a portarmi con lui a Roma, e io avevo ancora un anno di contratto a Bergamo. La società, tuttavia, voleva iniziare un percorso con uno staff completamente rinnovato, quindi mi sono ritrovato a dover cercare una nuova squadra. È stato un momento complesso, di delusione, che ho provato a tasformare in una nuova opportunità", racconta a LaCasadiC.com

E così, dopo qualche settimana di attesa, ecco il primo approccio con la formazione del patron Sani: "Dopo tanti anni di Serie A mi portavo dietro un curriculum importante, quindi magari non era semplice per tanti club. Poi, tramite una persona che lo conosceva bene, sono entrato in contatto con il Ds Cangi. Ricordo che all'inizio era quasi perplesso, dopo i miei periodi ad alti livelli, dalla mia voglia di sposare un progetto in Serie C. Volevo rimettermi in gioco, anche se a livello logistico sarebbe stata una bella sfida per me".  Da qui il primo confronto anche con Alessandro Birindelli, allenatore dei bianconeri: "Lo avevo incrociato durante la mia esperienza con la Primavera della Juventus, ha una storia incredibile. Mi ha colpito molto la sua umiltà. Ho incontrato tutti per la prima volta il 18 giugno, e ci siamo trovati subito in linea con le idee". 

Unione, amicizia, consapevolezza, le tre chiavi per affrontare anche le difficoltà di una categoria diversa rispetto alla Serie A: "Bisogna partire da un presupposto: il calcio è uno sport. E forse la Serie C ti permette di fare questo ragionamento più approfonditamente. È vero, io arrivavo da un club super organizzato, mentre in queste categorie gli staff sono ragionevolmente ridotti. Le società devono valutare tanti aspetti per mantenere un certo equilibrio economico, soprattutto quelle più virtuose". Pensare a soluzioni differenti, ma con la stessa passione di sempre: "Mi sono ritrovato a dover gestire a livello atletico un gruppo di più di venti persone, forse questa è stata la cosa più complessa. Il discorso delle attrezzature sofisticate è invece relativo, ci si può adattare. Ho trovato un livello di cultura sportiva altissimo, i ragazzi hanno una preparazione pazzesca. Da loro ho imparato tanto, anche a livello di gestione. Si è formato un gruppo solido, questo ha favorito tantissimo il mio lavoro. Hanno accolto favorevolmente  tutte le mie idee". 

Un legame solido, testimoniato anhe da qualche simpatico retrocescena: "Mi hanno soprannominato il 'dominatore' (ride, ndr). È una cosa che non mi si addice assolutamente, è iniziato tutto per gioco. Venendo dallo staff di Gasperini magari hanno pensato a carichi di lavoro subito importanti, poi si sono ricreduti ma il soprannome è rimasto". Restano tuttavia tanti i concetti che Trucchi ha ereditato dal rapporto con l'attuale allenatore della Roma: "Con lui si lavora tanto, non si molla mai in allenamento. A un certo punto iniziammo a capire che avremmo potuto chiedere ai ragazzi uno sforzo maggiore da questo punto di vista. È l'aspetto che ha poi portato le sue squadre a colmare il gap rispetto agli altri club. È una persona che pretende molto, mi ha inculcato questo concetto della cultura del lavoro. Un aspetto che ho messo in pratica alla Pianese, modulando ovviamente i carichi". 

Trucchi: "La Pianese ha dato spazio alle mie idee" 

Chiudere un percorso, comunque importante, e mettere in pratica le proprie idee: "Alla Pianese ho trovato un gruppo unito che ha saputo distribuire bene tutti i carichi. Per me è una soddsfazione doppia. All'Atalanta mi occupavo soprattutto della gestione dei GPS e facevo un lavoro di supporto al professore Borelli. Qui è formato un gruppo solido, che ha favorito tanto il mio lavoro. Con loro sono riuscito a sperimentare anche tante cose nuove, si è creato un rapporto umano di grande rilevanza, che ci ha poi portato a vivere le emozioni degli ultimi giorni". Nel passaggio tra passato e presente, però, sono anche tanti gli aneddotti: "La vittoria dell'Europa League è indimenticabile, ricordo che la sera della finale stavo facendo le riprese video dalla tribuna. Io e il match analyst dell'Atalanta iniziammo a correre giù verso il campo. Ma ricordo con piacere anche il 4-0 alla Juventus, un bel momento soprattutto per me che sono un tifoso del Toro (ride, ndr)". 

Emozioni che il professor Trucchi ha già vissuto in Toscana. Come le lacrime al termine della gara contro la Ternana, valsa il passaggio al secondo turno dei playoff: "È stato un pianto liberatorio perché mi sento parte di questo progetto. Sono soddisfatto del lavoro che abbiamo portato avanti durante la stagione, quella reazione è la perfetta fotografia del mio percorso". E se dovesse scegliere tra l'Europa League con l'Atalanta e la finale playoff con la Pianese..."Spero non si offendano i miei amici bergamaschi (ride, ndr), ma opto per la seconda. Sarebbe un miracolo sportivo, all'interno di un progetto che mi ha visto tra i protagonisti. La notte di Dublino resta un traguardo pazzesco, ma a Piancastagnaio c'è una componente morale importante per me". 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 09 maggio 2026 alle 13:30
Autore: Rocco Cristarella
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