Si è conclusa nel modo peggiore l’avventura del Pescara in Serie B: gli abruzzesi retrocedono in Serie C dopo appena una stagione nel campionato cadetto. Decisiva è la vittoria del Bari sul Catanzaro che condanna i biancazzurri alla retrocessione. 

Una stagione mai decollata: inizialmente sotto la guida di Vincenzo Vivarini, il Pescara raccoglie cinque pareggi, sei sconfitte e una sola vittoria, contro l’Empoli. Poi l’esonero e la guida della squadra che passa a Giorgio Gorgone che non riesce ad invertire la rotta. 

Dal successo contro l’Avellino, del quindici febbraio, però, sembra aprirsi uno spiragli: il mese di marzo riapre le speranze con 11 punti conquistati. Il Delfino batte Palermo, Bari, Entella, pareggia contro Frosinone, Südtirol ma cade in trasferta contro l’Empoli. 

A mettere la parola fine sulle ambizioni salvezza del Pescara, però, sono le sconfitte contro la Sampdoria e il Padova, maturate entrambe nel recupero: prima con il gol di Depaoli all’Adriatico, poi quello di Pastina al 94’ fuori casa contro i biancoscudati, in una gara segnata anche da un rigore fallito dai biancazzurri. 

Il ritorno di Insigne

A dare speranza ad una piazza rassegnata a gennaio, è stato il ritorno di Lorenzo Insigne sulle rive abruzzesi, quattordici anni dopo l’ultima volta. Il suo impatto su tutto lo spogliatoio è netto, una squadra che era improvvisamente diventa pronta a risalire la corrente. Anche sul campo, la differenza tecnica tra Insigne e il campionato è lampante: 5 gol e 3 assist in 12 presenze

Nel finale, però, non sono mancate le critiche, soprattutto con il caso mediatico creatosi dopo il rigore sbagliato contro il Padova, in cui a battere è stato Russo e non il numero 11 biancazzurro. A difenderlo è intervenuto il presidente Sebastiani: “Criticare un ragazzo che ha preferito tornare a Pescara rispetto a tante altre possibilità che poteva avere è ingiusto. Vorrei ricordare che senza l’arrivo di Lorenzo non saremmo nemmeno qui a giocarci l’ultima possibilità di centrare i play out”.

Bomber Di Nardo

Tra le poche note positive della stagione del Pescara c’è Antonio Di Nardo. Una stagione, la sua, rappresentata nella rabbia del cambio a Padova, a causa di un infortunio. Arrivato dal Campobasso, l’attaccante ventisettenne non si è accontentato dei numeri, ha vissuto ogni partita come una finale. 

Sul campo il suo impatto è stato decisivo: 2 assist ma soprattutto 14 reti, nove delle quali arrivate dalla partita del possibile riscatto contro l’Avellino e che a suon di doppiette aveva riportato fino alla zona playout il Pescara. Il suo infortunio nella 37ª giornata è stato, forse, il colpo finale che ha messo fine alle speranze di salvezza dei biancazzurri.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 22:45
Autore: Tommaso Paolantonio
vedi letture