Le tifoserie italiane scendono in campo contro il calcio moderno. Ieri a Vicenza è stata presentata ufficialmente una petizione al Senato della Repubblica "Per un calcio giusto e popolare". Un'iniziativa volta a migliorare "un sistema malato da tempo, per tornare ad avere un calcio a misura di tifoso", e che coinvolge le tifoserie di tutta Italia, riunite nella Federtifosi, associazione che coinvolge circa 150 tifoserie, dalla Serie A ai Dilettanti.

Alla Sala Pegni del Monte di Pietà a Vicenza sono intervenuti ieri l'avvocato Federico Pesavento, membro del consiglio direttivo proprio della Federtifosi, Christian Brojanigo, in rappresentanza della Curva Sud Vicenza, ed Emanuele Arena, presidente del Centro Coordinamento Club Biancorossi, proprio per sottolineare come, questa iniziativa, coinvolga "non solo gli ultras, ma tutti i tifosi e chiunque ami il calcio". Presenti in platea anche il vice-presidente del Consiglio Regionale Veneto Francesco Rucco, l'assessore allo Sport del Comune di Vicenza Leone Zilio, oltre a diversi membri del Consiglio Comunale.

Sono 8 i punti toccati dalla petizione. Si richiedono: 1) campionati meritocratici, con esclusione delle cosiddette "squadre B", proponendo per esse un campionato a parte; 2) prezzi accessibili, con tetti massimi suddivisi per le varie categorie, secondo il modello della Bundesliga austriaca; 3) orari e calendari rispettori dei lavoratori, eliminando anticipi e positicipi in orari inaccessibili per il tifoso comune e concentrando le partite nel weekend; 4) promozione di uno stadio a misura di tifoso, restituendo voce e colore agli spalti, abolendo il "codice etico" e prevedendo delle "safe standings area" e prevedendo spazi dedicati alle persone con disabilità; 5) tutela delle trasferte dei tifosi ospiti, eliminando così divieti indiscriminati che puniscono la comunità e non il singolo individuo; 6) stop a misure ingiuste e spoporzionate, rimandando al Giudice la valutazione del Daspo ed eliminando il "Daspo fuori contesto"; 7) regole stringenti sulla proprietà delle società calcistiche e multiproprietà, per garantire trasparenza e solidità economica.

Particolarmente caldo il tema legato alle trasferte. Brojanigo ricorda come "solo in quest'ultima stagione sia stata negata a un potenziale bacino di 400 mila tifosi la possibilità di andare a seguire in trasferta la propria squadra del cuore", in uno stato di diritto in cui la responsabilità dei reati è e rimane personale (citato, in proposito, l'episodio del petardo lanciato dal settore interista a Cremona che colpì e stordì Audero, con conseguente divieto di trasferta a tutti i tifosi nerazzurri nonostante il responsabile sia stato prontamente individuato). Lo stesso Arena ha ricordato come sia "inaccettabile sapere 48 prima se una tifoseria e autorizzata o meno alla trasferta, considerando gli sforzi organizzativi che ogni gruppo deve affrontare".

L'iniziativa verrà presentata ora in tutta Italia dalle varie tifoserie, con l'obiettivo di raccogliere almeno 50mila firme entro fine maggio, ma con la speranza di superarle abbondantemente. A Vicenza sarà possibile sottoscrivere la petizione già dalla partita contro l'Inter U23 nei banchetti che verranno predisposti o recandosi presso la sede del Centro Coordinamento Club.

Sezione: News / Data: Mer 11 marzo 2026 alle 17:30
Autore: Fabio Megiorin
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