Antonio Amodio, ex direttore sportivo del Crotone, è intervenuto ai microfoni de LaCasadiC.com.
Il campionato di Serie C entra sempre più nel vivo, e il girone C ha già regalato diversi colpi di scena. Tanti ribaltamenti in vetta alla classifica, caratterizzata dalla lotta a tre tra Catania, Benevento e Salernitana. Il Ds Antonio Amodio, reduce dall’esperienza con il Crotone e profondo conoscitore del raggruppamento, si è espresso così sugli equilibri del campionato in corso: “In testa ormai si è creata questa corsa a tre, ma non escluderei comunque il Cosenza. Ha mantenuto l’ossatura della Serie B, e credo che fino alla fine possa ritagliarsi uno spazio da protagonista”, dichiara a LaCasadiC.com.
Un girone, secondo quanto sostiene il giovane dirigente, diviso a metà: “Secondo me, rispetto a queste tre squadre, le altre sono un gradino sotto. E il mercato di gennaio livellerà ulteriormente i valori”. E sulla squadra di Buscè, reduce da un ottimo periodo di forma: “Come dicevo, partiva già da una base importante, ma chiaramente serviranno rinforzi dalla prossima finestra di calciomercato. La società deve mandare un segnale alla piazza. Hanno un Dg di un certo spessore umano e professionale, e possono contare su un allenatore preparato che sa leggere bene le situazioni”.
Tra le sorprese dell’ultima giornata c’è sicuramente il Casarano, tornato alla vittoria nel match contro il Catania dopo un periodo di leggera flessione: “Bisogna partire dal presupposto che alle spalle c’è una società importante, e reputo inoltre Di Bari un ottimo tecnico. Sta crescendo tanto e penso che sia destinato a fare un percorso di un certo tipo. Sul piano del gioco, per questo ho avuto modo di vedere, forse sono un po’ dipendenti da Chiricò, abile a creare situazioni di imprevedibilità. È un gruppo esperto, ma dovrà fare attenzione al ritorno di big come il Crotone”.
Un legame ancora forte e solido quello tra i rossoblu e l’ex Ds, come sottolinea lo stesso Amodio: “Faccio il tifo per loro, ringrazierò sempre il Dg Raffaele Vrenna. Ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con lui per un anno, ne è nato confronto continuo che mi ha arricchito sotto tanti punti di vista. Parliamo di un dirigente che, nonostante la giovane età, annovera anche esperienze in Serie A. Sa bene come muoversi e sono sicuro che, alla fine, farà la differenza ancora una volta. E non dimentico, ovviamente, Emilio Longo, un allenatore assolutamente preparato. È un club che mi susciterà sempre bei ricordi”.
Amodio: “Monopoli splendida conferma, Capuano scelta giusta per il Giugliano”
Tra le piacevoli sorprese del girone C c’è, ovviamente anche il Monopoli. La squadra pugliese, dopo l’ottimo cammino dell’ultimo campionato, ha confermato ancora una volta di poter recitare il ruolo di outsider del raggruppamento: “Hanno una grande organizzazione, questa è la vera forza per fare bene. Il presidente Rossiello e il direttore Chiricallo sono profondi conoscitori di calcio, si percepisce una grande feeling tra le varie componenti. Poi sono un grande estimatore di Colombo, persona perbene e allenatore preparato. Sono le figure perfette per questo progetto”. Oltre Crotone, però, c’è anche un’altra piazza che Amodio conosce bene: Giugliano. “Penso che Capuano sia la figura perfetta in questo momento, per tante ragioni. Ha carisma e personalità, e ha saputo riportare entusiasmo. Chiaramente, ed è fisiologico in questo sport, i momenti di difficoltà ci saranno, ma è una scelta che secondo me premierà la società. In zona salvezza noto comunque un grande equilibrio”. Dalle figure di esperienza ai giovani, un tema che Amodio ha fortemente sostenuto durante gli ultimi anni. Riflettori puntati soprattutto sulle seconde squadre: “Credo sia un punto cruciale per i nostri campionati, ma va contestualizzato e approfondito bene. Sono assolutamente favorevole, ma va anche accompagnato a una riduzione dell’impiego di stranieri. Un 2006 deve già fare esperienze tra i ‘grandi’, piuttosto che giocare in Primavera. Si tratta di un progetto utile a ridurre un gap che ci portiamo dietro da anni, consentendo a tanti ragazzi di cimentarsi subito con contesti più imprevedibili”.“Il mercato di gennaio sarà decisivo”
”Tra le delusioni metto Foggia e Picerno. La prima perché, per il blasone della piazza, non merita assolutamente quella posizione di classifica. Adesso servono risposte concrete, valutazioni più approfondite, e a gennaio bisognerà intervenire sul mercato per potenziare la rosa. Nel secondo caso, invece, penso che siano state fatte delle considerazioni affrettate durante l’estate, come sottolineato anche dal Dg Greco. Ma Bertotto è un ottimo allenatore”. Dall’alta classifica alle zone più basse, un punto a 360 gradi da parte di Amodio, che proprio nel girone C si è tolto grandi soddisfazioni, come i playoff storici conquistati con il Giugliano o i quarti di finale raggiunti con il Crotone durante l’ultima post season. Da operatore di mercato, dunque, non si può prescindere da un pensiero sulla prossima sessione invernale di calciomercato: “È uno step importante, quasi decisivo. E lo dicono i numeri delle ultime stagioni. Adorante prima e Lescano dopo hanno letteralmente spostato gli equilibri. Penso che soprattutto le prime cercheranno di limare il più possibile le rose, ma va sottolineato il lavoro già portato avanti dalla Salernitana. Non è mai semplice ripartire dopo una retrocessione, Faggiano e Raffaele hanno plasmato un gruppo importante nonostante i tanti cambiamenti estivi. E la società ha investito in modo intelligente”.“Futuro? Mi piacerebbe sposare un progetto ambizioso”
Sul suo futuro invece: “Sicuramente fa piacere che il mio nome sia oggetto di valutazione da parte delle società. In estate ho avuto la possibilità di sposare un progetto al Nord, ma ho dovuto dare priorità alla mia famiglia dopo essere stato fuori casa per un anno. Non nascondo che mi piacerebbe comunque intraprendere un percorso di quel tipo, al di fuori della mia Regione. Ho ricevuto tanti attestati di stima, ma per rispetto dei miei colleghi non voglio fare nomi. Mi auguro di trovare una società seria e solida, che abbia magari ambizioni di vittoria. Subentrare non è mai semplice, per questo motivo ritengo che l’attesa sia l’ingrediente giusto in questo momento”. Poi, la precisazione finale: “Vorrei spendere due parole per le vicende che si sono verificate ultimamente a Crotone e a Castellammare, dove ci sono due società solide composte da persone perbene. A Castellammare è venuto fuori anche il nome di mio papà, che è invece una persona di grande spessore umano, protagonista per tanti anni sui campi di Serie A da calciatore e da direttore in Serie B”.Altre notizie - Interviste e Storie
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