Allora è umana, questa squadra. Sì: parliamo - ancora- del Vicenza di Fabio Gallo. Che, nel corso di questa stagione, ha riformulato le logiche della Serie C. In positivo, sia chiaro: 26 risultati utili consecutivi, indiscusso primato del Girone A e solido +16 sull'Union Brescia principale inseguitrice. Il tutto nonostante la succitata striscia vincente si sia fermata proprio la scorsa domenica, alla curva numero 27 della corsa alla gloria. 

Storia nota: il club biancorosso ha perso per mano dell'Alcione, che ha quindi interrotto un'imbattibilità apparentemente inscalfibile. Apparentemente, per l'appunto. Come tante altre accavallatesi, e poi frantumatesi, tra un calcio e l'altro. Dallo Stadio Menti fino al...Camp Nou, passando dallo Stadium e persino dal Meazza di San Siro. Regola numero uno: anche i grandi cadono.

Ci arriveremo. Prima, però, restiamo entro i confini del terzo mondo. La C ha infatti consegnato agli archivi storie di resilienza e di resistenza, sommariamente trionfanti anche se non perfettamente vincenti. Esempi recenti? Dobbiamo tornare alla stagione 2022/2023, quando il Catanzaro di Vivarini perse la prima partita di campionato dopo ben 26 partite senza resa. Risultato finale? 30 vittorie, 96 punti e Serie B agguantata con idee e tenacia da big assoluta. Esattamente come la Ternana di Lucarelli, nel 2020/2021: primo ko alla 27esima giornata, ma campionato esageratamente dominato.

Stesso progetto di conquista abbozzato e infine concretizzato dal Sudtirol targato Javorcic, protagonista nell'annata precedente (21/22). Ricorderete sicuramente i soli 9 gol incassati in 38 partite, ma soprattutto le sue 28 domeniche di pura gloria - interrotte dal Piacenza - che hanno inevitabilmente facilitato la successiva rincorsa-promozione.

DALLA JUVENTUS DI ALLEGRI ALL'INTER DI MANCINI: CHI COME IL VICENZA IN SERIE A?

Riavvolgiamo il nastro. Torniamo alla Serie A di un tempo. Quella che, nel pieno fiorire degli anni '90, emozionava il pianeta-calcio. Anche, e soprattutto, grazie a realtà come il Milan del tandem Berlusconi-Galliani. Identitario e impavido, nonché particolarmente solido quando guidato da un sergente alla Fabio Capello. Fu sua la versione del Diavolo meno battuta di sempre: 58 risultati utili consecutivi, record che solo lo stesso Gallo - tra Virtus Entella e Vicenza - è riuscito a eguagliare. Record che, al contempo venne interrotto nel 1993, alla giornata numero 24 del torneo, dal Parma di Asprilla e compagni.

Un'altra squadra che ha provato a chiudere imbattuta, senza riuscirci, è la prima Juventus di Cristiano Ronaldo e l'ultima del lustro di Massimiliano Allegri. Stagione 2018/2019: dopo 27 partite prive di squilibrio, Madama cade sotto i colpi del Genoa di Prandelli. Come lei, dominante seppur battuta almeno una volta, la coraggiosa Inter di Roberto Mancini, targata 2006/2007: vinse lo scudetto, registrò 97 punti, ma cadde al 21esimo turno per mano della Roma. La Juventus di Conte, dalla sua, chiuse il campionato 2011/2012 con zero ko, impattando nel primo stop all'undicesima giornata di quello seguente (contro l'Inter di Stramaccioni, altro calcio). E all'estero, invece?

BARCELLONA, PSG E LIVERPOOL: LA PRIMA CADUTA DI SQUADRE ICONICHE

Fuoriusciamo dal nostro bel Paese per toccare ulteriori punti nevralgici della geografia calcistica. First step: la Francia. Più precisamente, il Paris Saint-Germain della stagione 2015/2016. Una squadra a dir poco stellare, tra un Ibrahimovic e un Cavani, tra un Di Maria e un Lavezzi. Ma normale, sotto sotto, dato che seppe persino cadere. 27 match senza ko in Ligue 1, poi la sconfitta subìta contro il Lione a interrompere una cavalcata comunque indiscussa. Un po' come quella condotta dal Liverpool 2019/2020: dominò la Premier League, perdendo la prima gara solo alla 28esima giornata, contro il Watford. Fin lì, aveva messo insieme 26 vittorie e un pareggio. Poco male.

Ma c'è chi ha fatto ancora meglio. Il Barcellona di Valverde (2017/2018) ne è la prova vivente. Anzi, aliena: 36 partite di Liga da imbattuta, infine la pirotecnica sconfitta contro il Levante (5-4) a privare Messi e compagni di un primato storico. Niente di debilitante, al contempo. Un po' più tramortente, invece, fu lo scenario che coinvolse il Bayer Leverkusen. Sì mai domo nella Bundesliga 23/24 e nella DFB Pokal, ma sconfitta per la prima volta stagionale proprio sul più bello, nella finale di Europa League contro l'Atalanta di Gasperini. Regola numero uno: anche i grandi cadono. Anche l'Arsenal degli invincibili: 0 sconfitte nel 2003/2004, prima Caporetto alla decima giornata del torneo seguente. Ora, ci credete?

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 16:00
Autore: Edoardo Gatti
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