L’Ascoli è tornato a correre. La squadra di Francesco Tomei sembra essersi definitivamente lasciata alle spalle i fantasmi di un inverno cupo, riemergendo con la forza di chi ha ritrovato la propria identità. Nelle ultime cinque sfide, il rullino di marcia parla chiaro: quattro vittorie e un pareggio, un bottino di 13 punti su 15 disponibili che ha permesso di tenere il passo della capolista Arezzo e di accorciare sensibilmente sul secondo posto.

Il distacco dal Ravenna, infatti, si è assottigliato fino a sole due lunghezze. Se la vetta occupata dagli amaranto (59 punti) resta lontana, la piazza d’onore è diventata un obiettivo concreto e dichiaratamente alla portata. Con 50 punti messi in cascina dopo 26 giornate, l’Ascoli ha blindato anche il posizionamento in ottica playoff: la Juventus Next Gen di Massimo Brambilla, quarta in classifica, scivola infatti a un distacco siderale di 11 punti.
È una rinascita che profuma di riscatto dopo un periodo di inspiegabile appannamento. La stagione era iniziata sotto i migliori auspici, con una squadra che per undici turni era stata semplicemente imbattibile. Otto vittorie e tre pareggi avevano proiettato i bianconeri nei piani altissimi della graduatoria, grazie soprattutto a una fase difensiva da record che aveva incassato il primo gol solo all’ottava giornata, nel poker rifilato al Bra.

Tuttavia, il castello di certezze costruito da Tomei ha tremato violentemente a inizio novembre. La sconfitta nello scontro diretto contro il Ravenna ha dato il via a un blackout durato oltre due mesi: appena 10 punti raccolti in 10 partite. Un crollo verticale, fatto di soli due successi e ben quattro sconfitte, che aveva fatto precipitare il morale della piazza, trasformando quello che sembrava un dominio in una rincorsa affannosa.

La svolta a metà gennaio

La scintilla che ha riacceso il motore è scoccata dopo il passo falso del 17 gennaio contro la Juventus Next Gen. Da quel momento, qualcosa è cambiato nello spogliatoio e nella testa dei giocatori. La squadra ha ritrovato la fame e la cattiveria agonistica necessarie per uscire dal fango, inanellando una serie positiva che ha riportato il sereno al "Del Duca".

I ragazzi di Tomei hanno ripreso a giocare con il piglio della grande, dimostrando di saper soffrire e colpire nei momenti decisivi. Questa ritrovata autostima ha permesso di gestire i momenti critici delle partite, trasformando i dubbi di fine dicembre in una nuova consapevolezza tecnica e atletica.

Difesa sotto esame: la prova del nove a Pontedera

Nonostante i sorrisi, resta però un nodo da sciogliere: la tenuta difensiva. In controtendenza rispetto all'inizio di stagione, quando la porta sembrava blindata, nelle ultime cinque gare l'Ascoli ha sempre subito almeno una rete. La solidità dei primi mesi sembra aver lasciato il posto a qualche amnesia di troppo, un lusso che una squadra con ambizioni di alta classifica non può permettersi a lungo.

Domenica prossima, la trasferta di Pontedera rappresenterà il vero spartiacque. Sarà il test definitivo per capire se i bianconeri sono tornati quelli della versione "invincibile" di settembre e ottobre. Oltre ai tre punti, Tomei cercherà il primo "clean sheet" del nuovo corso: chiudere la porta significherebbe mandare un messaggio chiarissimo a tutto il campionato.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 20:14
Autore: Gabriel Macis
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